FEDERICO GHIRARDI.
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BRYAN L'ONNIPOTENTE.
CICLO BRYAN DI BOSCOQUIETO 4. 
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Parte 3.
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2013. La Corte Editoria e Comunicazione, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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CAPITOLO SEI.
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ULTIMATUM DIVINO.
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Bryan era solo nella torre. Era inginocchiato dove prima sedeva accanto a Kyl e piangeva a dirotto. Erano trascorse svariate ore da quando aveva dato l'addio a sua madre e al resto della compagnia di salvataggio (aveva salutato persino Julius, giurandogli che entro sera gli agenti della Baia sarebbero tornati in superficie, vivi), eppure le lacrime continuavano a sgorgare dai suoi occhi come un fiume in piena. Aveva allagato l'intera stanza - che aveva sigillato dall'interno - a furia di piangere: le ginocchia erano immerse in due dita di lacrime.
Non piangeva solo per se stesso, ma anche - e soprattutto - per i Sotterranei, per i discepoli e per le loro famiglie; piangeva per sua madre, che adesso aveva la certezza di aver generato un mostro; piangeva per Leila, che aveva dato la propria vita per salvare quella di un assassino; piangeva persino per Morpheus, perch il mezzodemone avrebbe meritato il Talismano senz'altro pi di lui.
Non appena avesse smesso di piangere, avrebbe iniziato a ricostruire il mondo dei Sotterranei. Innanzitutto avrebbe distrutto il castello e avrebbe riedificato il Bazar, poi... Anzi, avrebbe riportato in vita le persone, radunandole nell'enorme sala, dopo aver dissolto le macerie di quel ridicolo maniero viola, e avrebbe invocato un perdono che non poteva ottenere, poi li avrebbe mandati via, per iniziare la ricostruzione. Non sarebbe stata un'impresa impossibile, non per l'Erede.
L'Erede toglie, l'Erede d, pens. L'Erede distrugge, l'Erede crea.
Una volta terminato il ripristino totale, si sarebbe ucciso... dopo essersi strappato di dosso il Talismano.
Trascorsero diverse ore e lui continu a piangere, mantenendosi inginocchiato come per fare penitenza e pensando principalmente al terribile sacrificio di Leila. Le lacrime divennero sempre di meno, finch i suoi occhi non s'inaridirono del tutto.
Sono pronto, si disse, poi abbass lo sguardo e not che, attraverso il velo delle sue lacrime, non era pi possibile vedere il pavimento di pietra. Aveva l'impressione di trovarsi sulla sommit di un pozzo profondissimo, pieno d'acqua fino all'orlo. Ma che...?. Abbass adagio una mano e tocc con la punta di un dito la superficie bagnata, che s'incresp leggermente.
Una luce verdastra - quasi fosforescente - inizi a diffondersi, divorando a poco a poco l'oscurit del pozzo. Bryan rimase immobile a guardare, trattenendo anche il fiato per timore d'interrompere quello strano processo.
Una sagoma prese gradualmente forma una quindicina di metri al di sotto del pavimento della stanza, ma il ragazzo sapeva che la vicinanza era soltanto illusoria. Era quasi sicuro di non aver creato un varco fra i mondi, bens uno spiraglio attraverso cui sbirciare. Non lo aveva aperto di proposito (evidentemente anche le lacrime dell'Erede erano ben pi che semplici lacrime, e forse avevano funto da catalizzatore per i suoi desideri), tuttavia aveva una mezza idea di ci che avrebbe visto... e tale pensiero gli fece aumentare i battiti.
I suoi occhi seguivano febbrili la silhouette che si formava, diventando sempre pi nitida. Ben presto scopr che si trattava di un rettangolo che conteneva una sostanza rossa incandescente e ribollente, in netto contrasto con il placido verde circostante. Lo sguardo gli cadde sulla testa che galleggiava, ondeggiando mollemente, nel lato pi lontano della vasca (ammesso che fosse davvero una vasca, come gli sembrava). Si sporse in avanti e focalizz l'attenzione sul cranio, ricoperto e circondato da una folta chioma corvina; i capelli neri non affondavano in quella sostanza rovente: si erano allargati sulla sua superficie, nascondendo anche il volto.
Bryan si chin finch le sue labbra non sfiorarono lo specchio di lacrime, quindi grid: LEILA!.
La testa si riscosse e scatt indietro, liberando il viso dai capelli. La pelle era estremamente arrossata, ma doveva essere per via di quella sostanza incandescente in cui era immersa. Bryan si sent mancare riconoscendo il volto tanto amato: i suoi lineamenti non erano cambiati, nemmeno negli inferi. N gli inferi erano riusciti a smorzare la vivacit di quegli occhi, verdi e profondi, che ora si muovevano con frenesia. Come se fossero alla ricerca di qualcosa: come se lei avesse udito la sua voce.
Bryan si sentiva formicolare dalla testa ai piedi per l'emozione. Si bagn le labbra abbassandosi ancora e url a pieni polmoni: LEILAAA....
... ...
LEILAAA....
Ecco, l'ha sentito di nuovo:  Bryan che la chiama. Ma la ragazza si guarda freneticamente intorno e non vede niente. Niente che non abbia gi visto un'infinit di volte.  possibile che sia solo suggestione? Che il desiderio di essere salvata le abbia fatto sentire la sua voce?
Bryaaan!, grida, con tutto il fiato che ha in corpo. Bryaaan!. Rimane in fremente attesa, ma non ode pi nulla. Lo chiama un'ultima volta, poi sospira e si immerge nella lava infernale. Chiude gli occhi e si concentra, per conservare nella mente il suono della voce del ragazzo.
Non vuole dimenticare la sua voce, ma sa che all'Inferno tutti quanti, prima o poi, dimenticano.
Qui si perde la nozione del tempo. Ogni cosa si ripete sempre uguale, in modo rituale. All'inizio teneva il conto delle volte in cui veniva immersa in questa vasca, poi ha lasciato perdere.
Il luogo in cui si trova ora  il migliore degli inferi. Non solo  piacevole rimanere immersi nella lava, ma  addirittura rigenerante. Ma lei odia comunque questa vasca: non fa altro che rendere peggiore ci che viene dopo, e i bagni durano sempre troppo poco. Cio, durano il minimo indispensabile: non appena il suo corpo torna integro viene ripescata.
Sente un movimento improvviso nella lava intorno a s e inizia a muovere rapidamente le braccia, cercando di nuotare verso il basso; ma sa gi che  tutto inutile. Due mani callose l'afferrano da sotto le ascelle e la tirano su. Leila inizia a dibattersi non appena il suo busto esce dalla lava: lo fa ogni volta, pur sapendo che non otterr nulla. Rabbrividisce per il freddo pungente che le penetra nelle membra e tossisce per via dell'aria densa, quasi oleosa.
Rimane per qualche secondo sospesa sulla vasca, cos vicina alla sostanza magmatica che pu quasi sfiorarla con la punta del piede. Volge la testa e vede la solita demonessa levatrice, che, volta dopo volta, la strappa dal gradevole torpore lavico per gettarla nell'Inferno autentico. Cio, sa che ci sono pi demonesse addette a tale compito, ma le paiono tutte uguali: stessi corpi nerboruti, stesse facce rugose, stesse corna ricurve, stessi sguardi annoiati... La levatrice la scuote un po', per far s che anche le ultime gocce di lava scivolino via dal suo corpo spoglio e arrossato, dopodich l'appoggia sul ruvido terreno. La ragazza si guarda intorno, quasi aspettandosi che qualcosa sia cambiato rispetto all'ultima volta. Sa che ci sono migliaia e migliaia di vasche come la sua, disposte ordinatamente a circa tre metri l'una dall'altra, con altrettante anime femminee che entrano - piangendo di sollievo - ed escono - strillando di terrore - in continuazione: siccome dopo non molti metri la visuale si oscura, per contarle si affida soltanto alle grida che sente.
La mano callosa della demonessa si appoggia sulla sua spalla, poi le indica la cella. Leila si lascia scappare un gemito di orrore, anche se non  affatto la prima volta che vede quelle sbarre. Come ha la vasca personale, ha pure la prigione personale; e venti passi di distanza fra l'una e l'altra. Inizia a incamminarsi verso la porta aperta, ma continua a guardarsi intorno. Potrebbe tentare la fuga, ma sa che la levatrice aspetta solo un pretesto per rompere la monotonia del suo incarico. Ha tentato di scappare diverse volte, ma non  mai riuscita a compiere pi di tre passi che la lunga coda della demonessa le si stringeva intorno alle gambe, facendola rovinare a terra; poi veniva invariabilmente pestata a sangue e gettata nella cella.
Appoggia una mano sulla grata della porta e si volge indietro, verso la levatrice, che le fa cenno col capo di entrare. Leila obbedisce: cos'altro potrebbe fare? Si siede in fondo alla fredda gabbia e si rannicchia, portandosi le ginocchia al petto. Attende. Sa chi arriver fra poco, sa cosa far e sa anche che quello non sar il momento peggiore: niente affatto.
Quando si trova nella cella, focalizza sempre i propri pensieri su Bryan: si sforza di ricordarne il volto, la voce, l'amore che nutriva per lei... Si sforza di non odiarlo, anche se lei si trova qui mentre lui  ancora vivo. Si ripete, in modo ossessivo, che grazie ai poteri del Talismano potr riportarla in vita:  solo questione di tempo, si dice.
Sa che Bryan  ancora vivo perch ha visto Morpheus precipitare negli inferi poco dopo di lei.
A un tratto una sagoma oscura si staglia sulla soglia della cella, fendendo l'aria verde. Le pare che sia ancora pi grossa e minacciosa del solito. Ogni volta che vede un demone entrare da quella porta, non pu fare a meno di domandarsi se sarebbe disposta a rifarlo.
Se potesse tornare indietro, cio, si sacrificherebbe di nuovo per Bryan?
... ...
Bryan aveva continuato a lungo a invocare il nome della ragazza, ma lei non aveva pi dato segno di udirlo. S'impietr vedendo un enorme demone che entrava nella cella di Leila e gli si strozz la voce in gola. Avrebbe voluto gridare: Io sono l'Erede del Talismano, brutto bastardo, azzardati a toccarla e io..., ma non disse nulla.
Rimase immobile anche quando la creatura diabolica s'inginocchi davanti alla ragazza, le strinse le spalle fra le mani e cominci a leccarle la faccia con la lunga lingua. Sapeva che quello era solo l'inizio, ma non osava pensare a quello che sarebbe accaduto dopo.
Il demone le pass la lingua ovunque, non tralasciando neanche un lembo di pelle, come se la stesse assaggiando. Leila sembrava in grado di alienarsi dal proprio corpo: aveva rilassato ogni muscolo e fissava un punto imprecisato sopra di s. Bryan per un attimo fu convinto che stesse guardando proprio lui; poco dopo, per, fu costretto a disilludersi: si mosse e si sbracci urlando il suo nome, ma lei non reag in alcun modo.
Il demone si risollev, restando comunque parzialmente chinato, e prese il capo di Leila fra le mani, costringendola a volgere lo sguardo verso di lui; poi le infil due dita nodose fra le labbra e la obblig a spalancare la bocca, che subito dopo accolse la sua schifosa lingua guizzante. La ragazza chiuse gli occhi e prese a singhiozzare sommessamente. Bryan riusc anche a distinguere le lacrime che iniziavano a scorrerle lungo le guance. Il demonio si raddrizz, continuando a tenere la testa di Leila stretta fra le grandi mani. Bryan era gi nauseato da quel viscido bacio, ma non fu nulla in confronto a quello che prov non appena la bocca della sua ragazza fu violata da qualcosa di ben peggiore della lingua. Il demone cominci a oscillare avanti e indietro, in modo ritmico, mantenendo la testa di Leila all'altezza del proprio bacino.
Bast un gemito soffocato della ragazza per riscuotere Bryan dallo shock che l'aveva folgorato. Urlando di collera, fece brillare entrambe le mani e si gett verso la cella infernale.
... ...
Quando, forse un minuto pi tardi, il demone si stacca da lei, la ragazza riapre gli occhi e gli sputa addosso, ottenendo in risposta una risata oscena. Venderebbe la propria anima - se solo gliene fosse rimasta una - per fare in modo che la tortura si fermasse soltanto a questo. Potrebbe sopportarlo, ma il resto...
Reclina la testa e grida: BRYAN!.
Il demone l'afferra per le caviglie e la trascina verso di s, costringendola a sdraiarsi; poi le divarica le gambe e inizia a toccarla con le sue orribili dita. Leila chiude gli occhi e si rilassa il pi possibile: ormai ha imparato che questa  la tecnica migliore, la meno dolorosa. All'inizio si dimenava e scalciava per tutto il tempo, senza ottenere alcunch se non lividi e abrasioni. Fare resistenza  perfettamente inutile: meglio chiudere le palpebre e pensare a Bryan, che presto la salver.
LEILA!.
La ragazza sorride, senza aprire gli occhi. Tesoro mio..., sussurra, sperando che lui possa davvero vederla e udirla. Io ti ho salvato da Morpheus... adesso salvami tu.
Il demone le si stende sopra e inizia a muoversi avanti e indietro. Leila spalanca gli occhi e si trova faccia a faccia con il padre del suo futuro figlio. I lineamenti del demone sono rozzi e rivoltanti, deformati dall'orrenda goduria; la sua pelle  rossa e rovente come la brace; e questi occhi gialli con la pupilla a fessura...
Improvvisamente il mostro raddoppia la velocit e inizia a grugnire in modo sempre pi rumoroso. Leila grida per le violente fitte di dolore, mentre la sua schiena continua a strusciare contro il duro pavimento. E poco dopo, con grande - ma ormai sempre pi assuefatto - orrore, lo sente esplodere dentro di s.
... ...
Bryan si tuff ancora verso la cella e per l'ennesima volta sbatt contro la superficie liquida e rimbalz indietro, schiantandosi contro il muro di pietra, che pareva sempre pi instabile. Non appena si rese conto che un ulteriore colpo avrebbe rischiato di far crollare la torre, si calm e smise di scagliarsi stupidamente contro la visione infernale. Aveva gi verificato che non si trattava di un varco, quindi non era possibile passarci attraverso: poteva soltanto vedere quello che succedeva.
Adesso, per, l'immagine era torbida e verdastra. Rimase immobile per qualche secondo, lasciando che l'acqua si calmasse, e la visione torn limpida come prima. Purtroppo.
Non avrebbe pi dimenticato gli occhi spalancati e allucinati del demone, la sua coda che saettava in aria, le natiche coriacee che si alzavano e si abbassavano in modo feroce e sincopato...
Giur a se stesso che avrebbe tirato Leila - la sua sciagurata Leila! - fuori di l, in un modo o nell'altro. Non sarebbe uscito da quella torre fintantoch non fosse riuscito a liberarla. Si ricord di colpo dei Sotterranei che aveva ucciso e si domand se il vero destinatario di quelle violenze non fosse lui, anzich la ragazza. Forse un'entit superiore lo stava punendo per i suoi crimini. Magari dovrei costituirmi, si disse. Potrei cedere la mia anima in cambio di quella di Leila. Si port una mano al petto, sfiorando il Talismano. Laggi forse possono distruggere questo abominio.
... ...
Leila si sveglia di soprassalto per una fitta alla pancia; spalanca le palpebre e si guarda intorno. Pare sola nella cella, invece non lo , e lo sa fin troppo bene. Getta una sola occhiata al proprio ventre e vede che ha gi iniziato a gonfiarsi: l'ennesimo demonietto sta crescendo nel suo grembo. Non  n il primo n l'ultimo di una lunga serie.  solo uno dei tanti. Ormai ne ha generati innumerevoli, ma non ha potuto abbracciarne nemmeno uno. Adesso non la vede, ma sa che la demonessa levatrice  gi pronta per piombare nella cella e, come un'arpia, afferrare il diavoletto al primo vagito.
La prima volta Leila ha lottato con la veemenza di una madre, artigliando le gambe e la coda della demonessa e cercando di costringerla a restituirle il figlio; l'ha persino morsa, dimenandosi e sguazzando nel proprio sangue.  stata bloccata da un'altra levatrice, sollevata di peso e gettata nella vasca lavica.
Si appoggia una mano sul ventre e inizia ad accarezzarlo distrattamente. Poco dopo le pare di sentire un leggero calcio, ma forse  una prima codata, per ora non  in grado di esserne certa. La pancia  ancora piccola, ma concentrandosi riesce a sentire la pelle tendersi sotto i polpastrelli.
Fra non molto - la gestazione, purtroppo,  sempre breve, troppo breve - inizier il travaglio. E quella s che sar la parte peggiore.
Sa che striller, sbaver, sanguiner e defecher. Sa che bestemmier contro Dio e maledir Bryan. Sa che si riempir di pugni la pancia, cercando invano di ammazzare suo figlio.
... ...
Bryan mosse una mano e sfior la superficie bagnata della visione. Avrebbe voluto accarezzare Leila e il suo pancione. Avrebbe voluto farle sentire la propria presenza, avrebbe voluto farle forza... Ma non sapeva come fare.
L'Erede era la creatura pi potente del mondo (lo aveva dimostrato, suo malgrado, piegando la Baia e i Sotterranei al proprio perverso volere), eppure non era in grado di salvare colei che amava pi di ogni altra cosa. Possedeva pi energia lui di tutti gli esseri della Terra, ciononostante al massimo riusciva a farsi udire dalla ragazza, e solo alcune volte.
Adesso Leila aveva un ventre enorme, come una donna all'ottavo o al nono mese. Se la pancia era florida, d'altro canto il resto del corpo era inaridito, quasi ischeletrito: come se suo figlio le stesse risucchiando ogni energia e sostanza. Il volto della ragazza era emaciato, prosciugato, e i suoi occhi sporgevano dalle orbite; il collo era ormai esile come un giunco e pareva sul punto di spezzarsi. La creatura che aveva nel grembo si muoveva sempre pi spesso, deformando la sottile pelle della pancia con i suoi piccoli arti e inducendo sua madre a gemere di dolore.
Da quando aveva ucciso Morpheus, Bryan aveva immaginato pi e pi volte quale potesse essere la sorte di Leila negli inferi, ma non aveva mai pensato a nulla del genere. Si sarebbe aspettato demoni sghignazzanti con le gambe caprine, lunghe fruste chiodate, tridenti affilati...
Un gemito pi acuto degli altri lo distrasse dai propri pensieri. Focalizz l'attenzione sul ventre gravido e vide che ora sobbalzava di continuo, sembrava quasi che ribollisse.
Quel figlio dell'Inferno scalpitava, impaziente di venire al mondo.
... ...
 il momento, Leila lo sa.
Non  la prima volta, ma la ragazza  terrorizzata come se lo fosse. Abituarsi a una cosa del genere  impossibile. Si porta una mano fra le gambe e tocca gli umori sanguigni; quando la solleva vede che  tutta rossa e imbrattata.
Le pelle della pancia  spaventosamente tesa;  cos assottigliata da essere diventata quasi trasparente e, fra le vene in rilievo, le pare di intravedere il corpo del suo bambino. Bench sia stato concepito tramite un abuso demoniaco, potrebbe volergli bene, potrebbe persino amarlo, se soltanto glielo lasciassero...
Una penosa contrazione la costringe a inarcare la schiena e a strillare di dolore. Appoggia entrambe le mani sul ventre dilatato e sente il demonietto muoversi e dibattersi: come una belva in gabbia. Fa male, sempre pi male, secondo dopo secondo.
Un'altra contrazione, pi violenta della precedente. Leila si massaggia la pancia, cercando di tranquillizzare il suo bimbo, pur sapendo che sar inutile e che il mostriciattolo continuer ad agitarsi sempre di pi. Una dunetta si solleva improvvisamente dalla sommit del ventre, all'altezza dell'ombelico, e poi si riabbassa: il demonietto ha tirato un pugno, cercando di uscire.
La terza contrazione  tanto forte da indurre Leila a evacuare in modo virulento e doloroso. La pancia della ragazza inizia a oscillare: suo figlio sta spintonando un po' da una parte e un po' dall'altra. Si sente prigioniero e vuole fuggire, a qualunque costo.
La quarta contrazione  pi intensa di tutte le precedenti messe insieme. Leila rotola a pancia in gi e poi torna sulla schiena; nel mentre ha schizzato un litro di sangue sulle gambe e gli occhi le si sono rivoltati nelle orbite. Non vede nulla e il dolore  sempre pi atroce. Suo figlio continua a muoversi, a scalciare... e comincia a mordere le carni dall'interno con i suoi dentini affilati.
Bestemmiando a squarciagola, Leila molla un tremendo pugno sul lato destro della pancia, che ormai la sovrasta in altezza (il demonietto non ha smesso di crescere). Sente qualcosa di duro sotto le nocche, attraverso la pelle, e comprende di avergli colpito la testa. Prende fiato e, strillando istericamente, tira un altro pugno e poi un altro ancora, sempre nello stesso punto. Ansando come una bestia braccata, la ragazza tiene la mano sollevata, pronta a colpire di nuovo. Ma sente il demonietto accasciarsi dentro di lei, stordito o forse morto; si augura che sia morto. Sa, tuttavia, che anche da piccole quelle creature hanno la pelle coriacea, quindi  probabile che sia soltanto frastornato. A conferma del suo timore, sente la coda guizzare contro le pareti dell'utero.
Muori, mostro!, strepita, sentendosi la lingua secca e inaridita come il resto del corpo; suo figlio, per crescere e rafforzarsi, le ruba i liquidi e le sostanze nutritive direttamente dal corpo, dall'interno. Muori, mostro!, grida ancora. Molla uno schiaffo con la mano gi sollevata, poi alza anche l'altra e colpisce la pancia dal lato opposto. Muori!. Tempesta il demonietto con una caterva di pugni e manate. Vorrebbe sollevare anche le gambe per riempirlo di ginocchiate fino a ucciderlo, ma la parte inferiore del suo corpo ha praticamente perso la sensibilit. Muori!.
Per qualche secondo il demonietto rimane immobile a subire, come se stesse raccogliendo le forze, dopodich inizia a reagire con foga quadruplicata, sbattendo gli arti, la coda e la testa.
Muori, bastardo!. Leila continua a gridare, ma non se ne accorge nemmeno. Tutta la sua furia si concentra contro la pancia e il mostro che essa contiene. Muori!. Se avesse in mano una pistola, svuoterebbe il caricatore sul proprio ventre. Muo..., la voce le rimane impigliata alla gola.
I suoi occhi continuano a non vedere nulla, tuttavia percepisce con lucidit allucinante l'artiglio del figlio che le squarcia il ventre.
... ...
Quando vide la pancia di Leila esplodere come un palloncino gonfiato col sangue, Bryan non fu in grado di urlare per alcuni interminabili istanti. Gli pareva troppo assurdo - troppo grottesco - per poter essere vero: la sua mente non voleva metabolizzare le immagini trasmesse dagli occhi. Non appena accett ci che vedeva, per, grid cos tanto che copr gli strilli della ragazza.
E non tacque nemmeno accostandosi alla visione per guardare la creaturina che agitava la sottile coda e le mani artigliate. Sembrava intenzionata ad avventarsi sulla madre per strangolarla o forse dilaniarla con gli artigli, ma subito intervenne un'imponente donna-demone, che la sollev tenendola dai fianchi e la port fuori dalla cella. Leila, con un orribile squarcio che dal petto arrivava fino al pube, si trascin per forse mezzo metro, agitando un braccio verso il figlio che le veniva strappato via, prima di accasciarsi. Non sembrava una ragazza, bens la carcassa di una bestia macellata. Trem dalla testa ai piedi per alcuni secondi, dopodich rimase inerte finch un'altra donna-demone non entr nella cella. Quando venne sollevata di peso da quel paio di braccia muscolose, mugugn appena e mosse una mano; nulla di pi.
Bryan la segu con lo sguardo fino a quando venne gettata nella vasca infernale. La vide affondare lentamente in quella sostanza magmatica. La testa fu l'ultima parte del suo corpo a sparire.
Il ragazzo tacque di colpo, troppo sconvolto per continuare a gridare, si sdrai per terra, bagnandosi tutta la schiena, e fiss il soffitto della stanza. Come io ho fatto soffrire i Sotterranei, pens, ora l'Inferno fa soffrire la mia Leila....
Chiuse gli occhi, si concentr e appoggi entrambe le mani sul Talismano, premendo le dita sui bordi sfaccettati. Quindi lo stratton con tutte le proprie forze, cercando di strapparselo di dosso.
... ...
Leila riemerge dalle profondit della vasca e inspira profondamente, iniziando poi a tossire per via dell'aria malsana. La lava ha rigenerato i tessuti del suo corpo: l'utero  pronto per accogliere un altro piccolo demonietto che in breve tempo lo squarcer con unghie e denti.
Non c' stata una volta in cui il suo ventre non sia esploso: neanche un parto si  concluso in modo naturale. In pi occasioni ha tentato di suicidarsi prima del termine della gravidanza: si  stretta le mani intorno alla gola, mozzandosi il fiato fino a svenire, ma poi ha recuperato i sensi alla prima contrazione; ha iniziato a sbattere la fronte contro le sbarre, ma ben presto una levatrice l'ha bloccata; si  tenuta le gambe strette contro la pancia mentre questa iniziava a gonfiarsi, sperando di riuscire a schiacciare il feto demoniaco... Ogni tentativo, per,  stato inutile.
LEILA! MI SENTI? LEILA!.
La ragazza solleva di scatto la testa e rimane folgorata da una visione celestiale. Nell'oscurit infinita (nel nulla infinito?) della volta infernale si  aperto uno squarcio luminosissimo. In mezzo alla luce bianca giganteggia il viso di Bryan, che  proprio come lei lo ricordava, fin nei minimi particolari. Ed  qui per salvarla.
Bryan!, grida lei in risposta, felice come non ricorda di esserlo mai stata. Ti sento!. Lacrime di pura gioia le rigano le guance, gocciolando sul magma. E ti vedo! Bryan!.
La voce del ragazzo rimbomba come un tuono: VENGO A PRENDERTI!. La sua testa si allontana un po' dall'immane varco celeste (cos, perlomeno, pare alla ragazza) e infila la mano attraverso di esso. E poi tutto il braccio, colossale, che inizia a scendere verso di lei. Aggrappati..., le ordina, mentre tende il lunghissimo indice.
Leila muove in fretta le gambe per emergere un poco dalla lava e tende un braccio verso l'alto.  fuori di s dalla contentezza:  talmente felice che pu persino permettersi di pensare che ormai aveva perduto ogni speranza di essere salvata.
La mano di Bryan continua a calarsi, facendosi beffa delle dimensioni, dell'Inferno intero e dell'ordine cosmico stesso. Sta infrangendo ogni regola pur di raggiungerla: n la morte n la dannazione eterna possono fermare I Erede del Talismano!
Impaziente, Leila si aggrappa al bordo della vasca e si tira su; una volta sul terreno solido, si protende il pi possibile, mettendosi in punta di piedi. Ormai la mano di Bryan l'ha praticamente raggiunta: la ragazza vede il dito, lungo circa il doppio di una persona, pochi metri pi in alto.
Aggrappati, presto!.
Leila  pronta: non appena la punta dell'indice toccher il terreno, lei vi si abbarbicher contro, cingendolo con braccia e gambe; poi si far sollevare dal suo amato, evadendo cos dagli inferi.
Coglie un movimento con la coda dell'occhio e, senza nemmeno bisogno di girarsi, comprende che si tratta di una demonessa levatrice. Non c' pi tempo: abbassa le gambe, spicca un grande balzo e riesce ad aggrapparsi con entrambe le mani all'ultima falange. Viene subito percorsa da una gradevole scossa, poi affonda le dita nella carne per non scivolare via: le baster resistere un istante o due, dopodich Bryan inarcher l'indice e la depositer sul palmo della mano.
Il braccio dell'Erede si sta gi sollevando, ma  ormai troppo tardi.
Leila lo capisce quando sente qualcosa attorcigliarsi intorno alle proprie caviglie. Sa che si tratta della lunga coda prensile della demonessa. Stringe la falange con tutte le forze che ha, ma non  sufficiente: viene strattonata verso il basso e finisce dritta fra due braccia nerborute.
Nel mentre il braccio di Bryan continua a sollevarsi.
NOOO!, urla Leila, dimenandosi e scalciando come un'ossessa. Non riesce tuttavia a far cedere minimamente la poderosa stretta. NOOO! BRYAN! NOOO! TORNA QUAAA!.
Si accorge che il volto di Bryan  contratto dalla rabbia e dalla frustrazione e capisce che qualcosa lo sta respingendo, lo sta cacciando via dagli inferi. I suoi lineamenti sono distorti da uno sforzo disumano, dal tentativo di abbassare di nuovo il braccio.
Torner!, fa appena in tempo a gridare, con la voce gi indebolita, prima di essere respinto completamente dal lato opposto dello squarcio celeste, che si richiude all'istante. Si sigilla, forse per sempre.
Leila ha ancora il braccio proteso e lo sguardo rivolto verso l'alto quando viene gettata nella solita cella.
... ...
Bryan sbatt la schiena contro la parete di pietra e poi ricadde in avanti. Una forza inconcepibile (da quando aveva il Talismano con s, non aveva percepito nulla di anche solo paragonabile ad essa, neanche durante il combattimento con Ares) l'aveva rigettato. Ma non importava: era riuscito a penetrare una volta nel mondo infernale, quindi ci sarebbe riuscito di nuovo.
Proprio mentre cercava di strapparsi il Talismano di dosso, senza sapersene nemmeno spiegare il motivo, il suo viso era scivolato dentro la visione, trasformandola in un varco fra i mondi.
S'inginocchi, tese entrambe le mani davanti a s, sfiorando quasi il pelo dell'acqua, e si concentr. Chiuse gli occhi e focalizz ci che voleva vedere: Leila, prigioniera degli inferi. Li riapr, balz indietro e si lasci sfuggire uno strillo di sgomento e terrore.
Due smisurati occhi lo stavano fissando: due terrificanti buchi neri. Quello sguardo era pi tenebroso dell'oscurit stessa, pi buio dello spazio profondo; tanto nero da oltrepassare la soglia di comprensione umana.
Lo sguardo del Diavolo.
Il ragazzo appoggi una mano sul Talismano per farsi forza, inspir a fondo e ordin: Restituiscimi Leila.
Il Demonio continu a fissarlo per alcuni secondi, dopodich sollev una mano bianchissima e se la pass davanti all'oscuro volto. Il varco infernale si richiuse immediatamente.
Bryan rugg un'imprecazione. Torn a inginocchiarsi e ripet il procedimento per evocare la visione. Non fece in tempo a esultare per via delle innumerevoli vasche laviche apparse sotto di lui, che tornarono gli occhi del Diavolo.
... ...
Leila non smette di sorridere nemmeno quando un nuovo demone entra nella sua cella. Bryan  riuscito a vedermi, a sentirmi, a sfiorarmi , pensa. Presto torner e mi liberer. Sul momento si  lasciata prendere dallo scoramento e dalla disperazione, ma adesso  ottimista. Sa che si tratta solo di resistere il tempo necessario.
Il demone si china su di lei, palpandola e leccandola, ma la ragazza se ne accorge appena. Pensa al suo Bryan, che  riuscito a squarciare il regno degli inferi per raggiungerla. Quando torner nel mondo dei vivi, non potr pi guardarlo con gli stessi occhi: non dopo che lo ha visto protendersi verso il basso, come un possente e maestoso dio.
Si augura soltanto che riesca a salvarla prima che il demonietto cresca abbastanza da farle scoppiare la pancia. Il pensiero della salvezza e della libert, ormai prossime, la rende ancora pi insofferente al dolore. Poco dopo un timore l'assale a tradimento: Ma se torno nel mondo dei vivi incinta... mio figlio mi uccider? E la mia anima torner quaggi?. Cerca di tranquillizzarsi dicendosi che senz'altro Bryan, ricorrendo ai poteri del Talismano, sarebbe stato in grado di liberarle il grembo da quel matricida.
Sobbalza quando il demone le infila due dita fra le gambe e istintivamente, come gi molte volte aveva fatto, gli molla un pugno sull'orribile grugno. Tuttavia, mentre di solito otteneva solo un ghigno o una risata sprezzante, adesso sente la mascella frantumarsi contro le proprie nocche.
Il demone ruggisce di dolore e si tira indietro portandosi le grandi mani alla bocca, dalla quale il sangue inizia a colare abbondantemente. Leila si guarda il pugno, sbalordita, poi solleva gli occhi sul seviziatore, che ora la fissa con aria stralunata, sbigottita... Intanto che la comprensione si fa strada in lei, un ampio ghigno si dipinge sul suo viso. Si alza lentamente e apre e chiude i pugni diverse volte, senza staccare gli occhi dall'incredulo demone, che  appena arretrato di un passo. Quando si  aggrappata al dito di Bryan, ha sentito una scossa: senza dubbio  stato quello il momento in cui lui le ha trasmesso una parte dei propri poteri.
Oh, s..., sussurra, tendendo ancora le labbra e scoprendo i denti. Scatta in avanti e tira un calcio fra le gambe del demone, che non  abbastanza rapido a parare. Oh, s, ripete, un po' pi forte, mentre quello si piega in due dal dolore. Gli molla un gancio destro sul viso, facendogli sputare un fiotto di sangue e svariati denti acuminati. Oh, s, sibila, sentendo un furore primordiale che le monta nel petto.
Il demone tenta di colpirla con un pugno, ma lei gli afferra il polso, lo torce e lo stringe fra le dita fino a stritolarlo; adesso la grossa mano penzola inerte all'estremit del braccio muscoloso. La creatura diabolica spalanca la bocca ed emette un lamento straziante.
Oh, s!, esclama Leila, mentre gli infila la mano nelle fauci, gli afferra la lingua e poi gliela strappa via con un solo movimento. Intanto che la fa oscillare, sanguinolenta, davanti agli occhi allucinati del demone, esulta: OH, S!.
... ...
Novantanove volte Bryan aveva rievocato la visione infernale e sempre si era trovato davanti il Diavolo, che gli aveva bloccato istantaneamente l'accesso, lasciandolo con un pugno di mosche.
Cento..., bisbigli il ragazzo, con un tono quasi religioso. Sentiva che sarebbe stata la volta buona. Cento, ripet, mordicchiandosi il labbro superiore e accostando i palmi delle mani alla superficie liquida. Andr tutto bene, benissimo....
Nulla da fare: gli occhi imperscrutabili del Diavolo riapparvero, decretando la centesima sconfitta.
No! No! No! No!, inizi a gridare Bryan, mentre tempestava di pugni il pavimento bagnato di lacrime. Merda. Merda. Merda. Merda. Imprecazione dopo imprecazione, cresceva il suo tono e in ugual misura aumentava la violenza dei suoi colpi. Merda! Merda! Merda! Merda.... La stanza cominci a tremare, ma lui non si ferm. MERDA! MERDA! MERDA! MERD....
All'improvviso la torre, che aveva iniziato a oscillare gi da qualche secondo, croll e Bryan, dopo un volo di decine di metri, fin sommerso da tonnellate di pietra.
MERDA! MERDA! MERDA!, riprese a urlare, scagliando via tutte le macerie che gli gravavano addosso. I blocchi di roccia si schiantarono come meteoriti contro le mura del castello e le pareti della sala del Bazar. MERDA! MERDA! MERDA!.
Si port le mani al viso, incass la testa fra le spalle, chiuse gli occhi e continu a scagliare improperi, mentre accumulava un quantitativo spaventoso di energia. Attraverso le palpebre percep la luce sanguigna che il Talismano aveva appena iniziato a emettere. Avrebbe ancora fatto in tempo a fermarsi, ma non lo fece.
Non si ferm.
Non si plac.
... ...
La cena era in tavola quando la bambina (che non aveva ancora compiuto undici anni) vide la sua famiglia polverizzarsi sotto i propri occhi.
Dapprima si ud un urlo mostruoso e straziante, poi il suolo inizi a tremare, infine un ammasso nero e fumoso attravers il muro che dava sull'esterno. Il tutto in una manciata di secondi.
Il primo a essere travolto dalla vampata oscura fu suo fratello, il pi vicino alla parete: il tempo di girare leggermente la testa ed era gi stato investito. Le grosse protuberanze che sporgevano dalla sua schiena (ormai crescevano da un anno, e di l a poco sarebbero dovute sbocciare in un bel paio d'ali) furono raggiunte e sbriciolate. Poi la bambina vide anche la sua testa che si trasformava in polvere e veniva subito dopo inghiottita.
Il padre balz verso il figlio, protendendo inutilmente le quattro braccia; non appena le sue mani sfiorarono l'oscurit, si sgretolarono; poi tocc alle braccia, alle spalle, al busto, al collo e al resto del corpo. La madre, invece, scatt dalla parte opposta, verso la figlia; una maschera d'orrore indicibile sform il suo volto. All'orrore si somm il dolore nel momento in cui le sue gambe iniziarono a polverizzarsi: gli occhi le schizzarono fuori dalle orbite e la bocca si spalanc tanto che pareva sul punto di squarciarsi. Quando tutto il resto venne inghiottito dalla vampata, rimanevano ancora le braccia, tese nel disperato tentativo di raggiungere la figlia; poi anche quelle sparirono.
In un secondo la sua famiglia cess d'esistere, poi tocc a lei.
... ...
Non appena anche l'ultimo Sotterraneo fu disintegrato dalla vampa oscura, l'Erede croll riverso a terra. Inizi a battere i pugni e la testa sul pavimento, creando in breve tempo profonde spaccature.
Il Talismano aveva accumulato una quantit di energia proporzionale alla collera e alla frustrazione di Bryan, dopodich l'aveva rilasciata, uccidendo ogni forma di vita presente in quel mondo. Il ragazzo aveva assistito a ciascun assassinio... persino a quello della piccola Sotterranea che aveva cercato di scappare dalla finestra. Rendendosi conto del potenziale distruttivo della vampata che il suo corpo aveva emanato, aveva cercato disperatamente di arrestarne l'avanzata, ma non c'era stato verso: qualcosa di irreversibile era stato sprigionato.
Smise di colpire il pavimento e si volse sulla schiena, fissando l'altissimo soffitto della sala. Aveva davvero fatto tutto il possibile per cercare di impedire quella strage? Davvero l'aveva fatto? Oppure solo una parte della sua volont aveva tentato di salvare i Sotterranei?
Caro Dio..., inizi, con una voce che a un ascoltatore casuale sarebbe parsa calma e ragionevole.
Forse una parte non trascurabile di lui aveva goduto guardando quello sterminio? Ormai non era pi in grado di capirlo, si sentiva contemporaneamente lucido e confuso: cos lucido da poter risolvere qualsiasi problema di ragionamento e tanto confuso da ricordare appena il proprio nome. Era come se met della sua essenza - quella umana - fosse smarrita, mentre l'altra met - costituita dal Talismano - non lo fosse affatto.
Si sedette a gambe incrociate e ripet: Caro Dio.... Si batt distrattamente le nocche sulla pietra incastonata nel petto, che da un po' aveva smesso di rifulgere. O qualunque altro sia il tuo nome. Non ho mai avuto fede, prosegu sospirando, e neanche adesso sono capace di nutrire una fiducia incrollabile in qualcosa la cui esistenza non possa essere provata. Tuttavia.... Sospir, si guard la mano e la allontan dal Talismano. Tuttavia io ho visto il Diavolo, e l'ho persino affrontato. Se esiste il Diavolo, dunque, mi sembra improbabile che non esista anche tu, Dio. Da quel che ho visto, inoltre, mi  parso di capire che il Diavolo sia malvagio, quindi mi auguro che tu sia buono. Davvero buono.
Tacque per svariati secondi. Conter fino a cento, dopodich torner in superficie e distrugger l'intera umanit; non solo l'umanit, anzi, ma tutte le creature viventi. Se tu esisti sul serio e sei buono, allora mi fermerai. Non c' nessun altro, all'infuori di te, che possa arrestare il mio potere... credo. E sai qual  l'unico modo in cui puoi impedirmi di distruggere il Creato? Liberando Leila dagli inferi e consegnandomela. Se sei pi potente del Diavolo, lo puoi fare. Se non lo sei... amen.
Chiuse gli occhi e rimase in silenzio forse per un minuto o due. Tu penserai che io stia cercando di ricattarti... e in effetti  proprio cos. Il mondo in cambio di Leila, mi pare di essere ragionevole. Un pensiero improvviso lo colse, facendogli spalancare le palpebre. A meno che..., un largo ghigno comparve sul suo volto, tu non mi abbia creato appositamente per distruggere ogni forma di vita. Rimase un po' a rimuginare. Forse sono il tuo Cavaliere dell'Apocalisse?  possibile, devo ammetterlo. Magari quando hai scritto il mio destino hai preventivato proprio questa conclusione. Forse sai che ripulir del tutto questo mondo e poi mi uccider. Tabula rasa, insomma. Dopodich tu potrai rimetterti a giocare, plasmando le tue minuscole creature con la terra e infondendo loro il soffio della vita. Si pass una mano fra i capelli, togliendosi una ciocca dagli occhi.  una possibilit, sono costretto ad ammetterlo... e in tal caso tu vinceresti su tutta la linea.
Si strinse nelle spalle, come se credesse davvero che qualcuno lo stesse guardando. Un'altra possibilit  che tu abbia creato milioni - miliardi - di mondi come questo: anzi, ben pi interessanti. Se cos fosse, probabilmente non avresti n il tempo n la voglia di occuparti proprio della Terra; ti limiteresti a uno sbuffo un po' scocciato se venisse distrutta e ti riprometteresti di rimetterla in sesto al primo momento libero. In questo caso potrei capirti, sul serio. Sospir e fece di nuovo spallucce. A ogni modo, mi pare che ci sia solo un modo per verificare le mie teorie. Se al cento Leila non sar fra le mie braccia, o tu non mi avrai indicato come salvarla, io porter l'Apocalisse... forse per conto tuo, forse no.
Si sollev in piedi, prese fiato e inizi a contare, con un tono cos elevato che avrebbe spaccato i timpani a qualsiasi umano si fosse trovato nelle vicinanze. Uno. Due. Tre....
Arriv a cinquanta senza che nulla fosse accaduto.
A settanta, ci fu una lieve inflessione nel suo tono mentre si guardava intorno, come se sperasse di rivedere Leila miracolosamente ricomparsa.
Mancava soltanto pi l'ultima decina per arrivare a cento, quando nella volta della sala del Bazar si apr uno squarcio luminoso (simile a quello che Bryan aveva creato negli inferi).
Il ragazzo sollev lo sguardo e smise di contare. Dio..., bisbigli, fissando la luce celestiale, inebriante. Non vedeva niente all'infuori del bianco pi puro, ma i suoi occhi non bruciavano, anzi... Grazie, mormor ancora, lasciandosi cadere in ginocchio.
Due lacrime gli colarono lungo le guance. Aveva risposto: aveva risposto alla sua chiamata.
Una sagoma scura and formandosi in controluce e divenne via via pi grande, come se si stesse avvicinando. Bryan si sent fremere, ma non abbass lo sguardo. Lo squarcio cominci a richiudersi: l'Entit lo aveva appena oltrepassato, entrando nel mondo dei mortali.
Il ragazzo provava uno sconvolgente misto di emozioni che, se anche avesse voluto, non sarebbe stato in grado di discernere con esattezza. Se da un lato non poteva fare a meno di sentire un intenso timore reverenziale, dall'altro...
Il suo cuore perse un colpo: quello non poteva essere Dio.
Si asciug gli occhi con il dorso di una mano, intanto che si alzava, e scrut con attenzione la creatura che scendeva dal soffitto della sala Sotterranea. Emanava luce propria, che per non era nulla se paragonata al chiarore divino di poco prima. Il suo corpo era praticamente un bagliore unico e indistinto, ma le grandi ali bianche erano ben visibili. Non era Dio, ma poteva darsi che fosse un angelo.
L'Erede avrebbe preferito che non mandasse un sottoposto, ma ci che contava, dopotutto, era il risultato. Forse  stato investito del potere necessario per resuscitare Leila, medit, senza staccargli gli occhi di dosso. Oppure  qua per dirmi che non si piegheranno a un vile ricatto....
Interrompi i tuoi folli progetti, lo apostrof una voce limpida e tonante, ma in qualche modo stranamente familiare. Ti verr concesso ci che chiedi: Leila torner fra le tue braccia.
Il ragazzo rimase in silenzio a osservare l'essere alato che ormai aveva dimezzato l'altezza che lo separava dal pavimento. Non riusciva a distinguere i suoi lineamenti, nemmeno concentrandosi intensamente, e giunse alla conclusione che l'influsso divino lo proteggesse dai poteri del Talismano. Prov a captare i suoi pensieri, ma fu altrettanto inutile.
Non essere impaziente, Bryan, lo rimprover l'angelo, ma con dolcezza. Muoveva appena le ali, planando con leggiadria. Vuoi realmente vedere il mio volto?.
L'Erede continu a tacere e attese che la creatura celestiale si posasse di fronte a lui, a non pi di due metri di distanza, prima di assentire. Preferisco vedere in faccia il mio interlocutore.
Che tu sia accontentato, allora. L'essere pareva essere composto di luce pura, nulla di pi. Si vedevano i suoi contorni, ma all'interno di essi tutto il resto era indistinguibile. Le ali furono la prima parte del suo corpo a oscurarsi un poco, mostrando le piume che le ricoprivano, poi tocc al viso. Guardami, Bryan....
Il ragazzo rimase a bocca aperta a fissare il volto dell'angelo, incorniciato da capelli neri piuttosto corti che parevano tirati su dal gel. I lineamenti del suo viso erano morbidi, fanciulleschi, imberbi; nei suoi occhi scuri brillava, seppur camuffata da un velo di candore, una malizia che non si addiceva affatto a un angelo.
Ti ricordi di me, Bryan? Mi riconosci, ora?.
Il ragazzo annu, mentre un forte magone saliva a bloccargli il petto. Potrei non ricordare il mio migliore amico?!, ribatt, asciugandosi gli occhi con una mano. Mi sa che verr ricordato come il mostro pi emotivo di tutti i tempi....
Avanz di un paio di passi, sollev una mano e sfior l'arto di pura luce che Gionata gli tendeva.
Venne attraversato da un brivido quasi doloroso che lo indusse a troncare subito il contatto. Perdonami, mormor, chinando il capo. Perdonami per averti portato a Boscoquieto e per non essere riuscito a salvarti da Elias... dallo Spirito. Sospir, scrutando di sottecchi l'espressione dell'angelo. Ti giuro che non ho mai smesso di sentirmi in colpa per questo....
Adesso hai motivi ben maggiori per sentirti in colpa, tagli corto Gionata, rivolgendogli un'occhiata fredda. Hai torturato e sterminato un intero popolo, disse in tono piatto, e hai osato addirittura minacciare di distruggere tutto il Creato.
S, ammise Bryan, sollevando la testa. Per salvare la mia ragazza dai tormenti dell'Inferno.
Milioni di anime hanno abbandonato questo mondo a causa del tuo egoismo, lo incalz l'angelo. E questo non  ammissibile. Non  per nulla ammissibile.
Quindi voi, lass nell'alto dei cieli, vedete tutto e sapete ogni cosa?, gli chiese Bryan. Ve ne state appollaiati in qualche dimensione superiore e osservate il circo mortale, con le sue ingiustizie e insensatezze, e solo eccezionalmente vi degnate d'intervenire?
Non sono autorizzato a parlare del luogo da cui provengo, rispose Gionata e sorrise. Sono stato mandato qua per negoziare con te, le sue labbra si distesero ancora un po'. Hanno pensato che io fossi il pi qualificato - per cos dire - per questo compito.
Bryan sbuff, a met strada fra l'incredulo e il divertito. Se qualche tempo fa mi avessero detto che un giorno avrei negoziato le sorti della Terra con te, Gi... Quindi non mi puoi raccontare niente di quello che succede lass? Niente di niente?. Gionata scosse il capo privo di aureola. D'accordo. Ma tu ti ricordi ancora della tua vita passata?.
Questa volta l'angelo annu. Ricordo perfettamente ogni cosa: da quando sono venuto al mondo a quando il mio corpo, posseduto,  precipitato nel varco infernale insieme a Elias l'alchimista. Il mio corpo, aggiunse, ma non la mia anima.
Per fortuna, comment Bryan.
La fortuna non c'entra, lo contraddisse l'angelo.
Il ragazzo si sforz per sedare sul nascere un moto di rabbia, ma comunque gli chiese: Stai insinuando che Leila meriti di trovarsi all'Inferno?.
Gionata sorrise. Noi angeli non insinuiamo, rispose. Se sono qui, a ogni modo,  perch abbiamo una controproposta da sottoporti. Vuoi ascoltarla?. Spalanc le ali, che aveva ripiegato, e allarg le braccia evanescenti. Riporta in vita ogni creatura di questo mondo Sotterraneo e noi ti indicheremo la via per recuperare Leila.
Ma non siete in grado di resuscitarle per conto vostro?
Questa  la controproposta, ribad l'angelo, senza rispondere alla domanda. Puoi riportare in vita met della popolazione adesso e l'altra met dopo aver strappato Leila dall'Inferno. Ripieg le ali e congiunse le mani davanti a s. Accetti?.
Bryan rimase in silenzio, bench avesse deciso subito di acconsentire. Se anche non glielo avesse chiesto, avrebbe comunque fatto risorgere tutti quanti dopo aver salvato Leila. Sapeva che non sarebbe bastato a purificare la sua anima, ma se non altro avrebbe rimesso le cose come stavano prima. Accetto, disse infine.
Gionata sorrise e gli tese di nuovo la mano eterea. Non ne dubitavo, amico mio.
... ...
Morpheus venne trascinato nella lunga e stretta arena da un paio di energumeni ricoperti di placche ossee. Aveva cessato di opporre resistenza gi da parecchio tempo: negli inferi, infatti, i suoi poteri erano del tutto inibiti e i piccoli pugni con cui avrebbe potuto colpire le guardie non avrebbero fatto loro nemmeno il solletico.
Fu sollevato e gettato in avanti: atterr alcuni metri pi in l, sbattendo la faccia e il resto del corpo nudo contro i granelli di ghiaccio che riempivano l'intero pavimento rettangolare. Era appena uscito dalla vasca magmatica che lo aveva rigenerato e il contatto con il fondale gelido fu doloroso come di consueto, se non peggio.
Gemendo si rialz in piedi e si guard intorno. Le gradinate degli spettatori erano piene come sempre: c'era chi gli gridava degli incitamenti, chi gli sputava addosso, chi lo salutava e c'erano persino parecchie demonesse che gli inviavano dei baci con le mani.
Appena era giunto all'Inferno, si era reso conto di essere una figura estremamente popolare laggi. Non esisteva nemmeno un demone che non lo conoscesse, perlomeno di nome, e molti lo ammiravano. Questo, per, non era sufficiente a salvarlo dall'eterno castigo infernale; anzi, arrivavano da ogni angolo degli inferi per assistere alla sua esibizione, bench fosse sempre la stessa.
Morpheus, ti amiamo!, gridarono in coro due demonesse.
A parole era facile, pensava il mezzodemone, ma in realt nessuno - e nessuna - gli avrebbe mai dato una mano a fuggire: il prezzo da pagare sarebbe stato troppo alto e il Diavolo non era certo rinomato per la sua clemenza. In ogni caso, Morpheus non aveva di sicuro bisogno del loro aiuto.
C'erano sette porte sul lato destro dell'arena, sotto la gradinata. La prima si apr e la diabolica tortura ebbe inizio.
Doveva sbrigarsi. La prima volta, infatti, era rimasto a lungo fermo dove si trovava ora, troppo a lungo. Era restato imbambolato a guardare le sette figure che erano uscite da altrettante porte. Nel frattempo i granelli di ghiaccio si erano gradualmente sciolti, rivelando il fondale sottostante, farcito di aculei con la punta rivolta all'ins; erano lunghi come tre delle sue spanne e distavano non pi di cinque centimetri l'uno dall'altro. Morpheus si era mosso, troppo tardi per: passo dopo passo era affondato in quegli aculei, fino a toccare il pavimento sottostante con le piante dei piedi. E quello era stato solo l'inizio.
Una donna usc dalla prima porta: il suo capo era coronato da una chioma nera e lucente, mentre una veste di stoffa piuttosto leggera le copriva il corpo snello. Ma non si trattava di una donna qualsiasi, bens della prima che gli avesse voluto bene: Miriam. Lo aveva salvato dal rogo toccato invece al suo gemello (la gente del paese in cui erano nati - da madre umana - li aveva giudicati degli obbrobri demoniaci e aveva deciso di purificarli subito con le fiamme) e lo aveva portato da colei che lo avrebbe allevato come un figlio, Lilith.
Morpheus si mosse verso la donna, che si stava guardando intorno con aria spaesata. Non appena lo vide, gli corse incontro sorridendo e si inginocchi davanti a lui, per abbracciarlo. Senza alcun tentennamento, il mezzodemone le appoggi una mano sul mento e l'altra dietro la nuca; quindi le ruot la testa, spezzandole il collo. Miriam si accasci senza un lamento, ma parve continuare a fissarlo con occhi vitrei. Morpheus sapeva che si trattava soltanto di un'illusione per torturare la sua psiche, ma ogni volta non poteva fare a meno di sentirsi addolorato, straziato...
La prese per una mano e cominci a trascinarla lungo l'arena, fermandosi davanti alla quarta porta. Nel frattempo la seconda si era gi spalancata, permettendo l'ingresso di Lilith.
Morpheus lanci un'occhiata al Talismano, che galleggiava in fondo all'arena, sospeso ad alcuni metri da terra. Si era abbassato in seguito all'assassinio di Miriam e avrebbe continuato a scendere, omicidio dopo omicidio. Tuttavia, anche quando fosse stato alla sua portata, non sarebbe riuscito ad afferrarlo, perch sarebbe stato evanescente, impalpabile. Per riuscire a toccarlo, infatti, avrebbe dovuto sacrificare diverse parti del proprio corpo: se si fosse sbrigato, sarebbero state solo sette, ovvero una per ogni porta.
Il Talismano era perfetto: sembrava quello vero e si beffava di lui. Morpheus, che in vita aveva cercato di ottenerlo a qualunque costo, adesso era condannato a uccidere tutte le persone che aveva amato e a mutilare se stesso per poterlo prendere... perdendolo subito. Volta dopo volta, per l'eternit.
Sospirando, and ad assassinare sua madre.
... ...
La bambina spalanc gli occhi e ingurgit freneticamente alcune boccate d'aria. Madre, padre e fratello erano intorno al tavolo, vivi, e si guardavano sbalorditi l'un l'altro. Non erano feriti e non c'era alcuna traccia della vampata oscura... ma non potevano essersi sognati tutto.
... ...
Morpheus trascin il cadavere di Bryan (ebbene s, gli voleva bene nonostante lui lo avesse ucciso) e, non senza fatica, lo appoggi in cima alla montagnola di corpi; per farlo, dovette arrampicarsi sui macabri resti e tirarlo su a poco a poco. Suo padre (il primo demone che avesse mai conosciuto) e il fratellastro Ammon erano i pi pesanti, dunque li aveva posti alla base della pila, limitandosi a spostare il primo davanti alla porta del secondo. Poi era toccato a Marcus ed Eva, che per circa mezzo secolo avevano costituito la sua famiglia (certo, anche Eos ne aveva fatto parte, ma fra loro due non c'era mai stato un rapporto di fiducia e affetto; Marcus, invece, era stato per lui una figura a met strada fra un padre e un mentore, mentre Eva gli aveva sempre voluto un bene dell'anima); si era tirato dietro le loro salme e le aveva adagiate sulle altre due.
Ora che aveva sistemato anche Bryan, toccava a Miriam, che aveva gi avvicinato in precedenza. Infine, fu la volta di Lilith, la sua madre adottiva.
Morpheus osserv con attenzione la catasta e fece due giri intorno ad essa per controllare di aver sistemato bene i cadaveri. Poi si incammin verso il Talismano, avvertendo la curiosit della folla sopra di lui: era la prima volta che lui faceva qualcosa del genere.
Era stata la Visione a mostrargli come comportarsi. La stessa Visione che lo guidava da quando i ribelli lo avevano fatto saltare in aria con un tranello (cio, dopo che lui aveva scoperto l'ubicazione del Rifugio e vi si era recato, credendo che il Talismano fosse nascosto l).
Si ferm davanti alla pietra bramata, che ormai galleggiava all'altezza della sua testa. Per un automatismo pi che per altro sollev una mano e cerc di prenderla, ma le sue dita strinsero l'aria. Per ottenerla avrebbe dovuto sacrificare il proprio corpo: come sempre.
In passato aveva provato a strapparsi i capelli, le unghie e persino i denti, ma era stato inutile. Per riuscire a prendere la pietra e a completare la tortura, infatti, doveva staccarsi proprio la carne.
Si inginocchi e inizi a scavare nel fondale ghiacciato, che era ancora abbastanza spesso. Port alla luce un paio di aculei affilatissimi e rabbrivid al pensiero di quello che stava per fare, anche se l'aveva gi ripetuto innumerevoli volte. Strinse il pugno sinistro, tendendo soltanto il medio e tenendone la punta con due dita dell'altra mano; quindi lo accost a uno degli aculei, prese la mira, lo sollev e lo cal con forza. Grid di dolore quando la spina affond nella carne e nell'osso. La prima falange del medio ora penzolava dal resto del dito. Morpheus se la port alla bocca, la strinse fra i denti e stratton il braccio, staccandola del tutto; gemette e la sput via. Il medio spuntato sprizzava sangue come una piccola fontana.
Il primo pezzo era stato sacrificato, ne rimanevano altri sei.
... ...
Il cinquanta percento delle creature da me uccise  tornato in vita, dichiar Bryan, sollevando le palpebre e fissando Gionata dritto negli occhi. Anzi, ho arrotondato per eccesso. Non ho voluto essere fiscale, se no avrei dovuto resuscitarne una solo a met....
Hai anche considerato gli animali?, indag l'angelo.
S, ovviamente, rispose l'Erede e si gratt la nuca con una mano. Inoltre, a testimonianza della mia buona volont, ho riedificato - ripristinato - anche la met delle costruzioni che avevo distrutto. Controlla pure, se non mi credi.
Gionata scosse la testa. No, mi fido. So che ora non menti. Adesso ti faccio vedere come salvare Leila. Spalanc le ali e si libr in aria, a non pi di dieci metri d'altezza, quindi sollev entrambe le mani, rivolgendo verso il soffitto i palmi che Bryan riusciva solo a intravedere.
Lo squarcio celestiale (il ragazzo si trov a pensare che forse si trattava di uno scorcio di Paradiso, ormai irrimediabilmente precluso a lui) si apr di nuovo e un raggio luminoso invest l'angelo. Il bagliore era cos intenso che qualunque umano sarebbe rimasto accecato: qualunque umano, ma non l'Erede.
All'improvviso sul pavimento si disegn un cerchio con un diametro di circa tre metri, in corrispondenza del perimetro del fascio di luce ultraterrena. Gionata si innalz, raggiungendo quasi lo squarcio divino, quindi si gett in picchiata, appiattendo le ali contro i fianchi e tendendo entrambi i pugni davanti a s. Colp il centro della circonferenza e istantaneamente si risollev in volo, mentre la Porta del Paradiso (come Bryan l'aveva soprannominata) tornava a sigillarsi.
Il ragazzo distolse l'attenzione dall'angelo che volteggiava piano sopra la sua testa e pos lo sguardo sul centro del cerchio, che si era trasformato in un foro e adesso, pian piano, si stava allargando come un diaframma. Alcune fiamme verdi e rosse guizzarono attraverso di esso e i lamenti cupi e strazianti dei dannati iniziarono a farsi sentire: fra i vari gemiti sofferenti c'erano anche quelli di Leila. Bryan strinse i pugni e avanz di un passo.
Gionata gli atterr accanto e tese una mano verso il varco infernale. Prego, disse, adesso ti accompagno da lei.
... ...
Morpheus avvolse la mano mutilata in un pezzo di stoffa che aveva strappato dalla veste di Miriam. Si era asportato tre falangi del medio e altrettante dell'indice; dopodich aveva amputato anche il mignolo. A giudicare dalla solidit del fondale ghiacciato, era stato abbastanza rapido.
Sollev la mano sana, la strinse intorno al Talismano, che era diventato tangibile, e inizi a correre verso il cumulo di cadaveri. Di solito, arrivato a questo punto, non gli restava che premersi la pietra maledetta contro il petto e aspettare che essa lo uccidesse in modo atroce, prima penetrando nel suo corpo e poi facendolo esplodere.
Ma non questa volta, pens, correndo il pi veloce possibile. Non questa volta. Quasi si tuff nel mucchio di salme e infil il Talismano sotto il corpo di suo fratello Ammon, in un pertugio che aveva lasciato apposta fra un braccio piegato e il petto. Lo spinse pi in l che pot, dopodich si arrampic sul cumulo, si premette la mano sana su quella mutilata e attese, flettendo le gambe per ammortizzare il colpo.
Ci fu un rumore metallico e sibilante, ma Morpheus non si volse a guardare: sapeva bene ci che lo aveva provocato. Se entro venti secondi non si congiungeva con il Talismano, infatti, gli aculei scattavano in alto, sbucando di mezzo metro dal pavimento ghiacciato (il mezzodemone aveva gi sperimentato anche questo sulla propria pelle, finendo pi volte traforato dalla testa ai piedi, ma senza poter morire, purtroppo, n svenire; la lucidit era forse la cosa peggiore durante la tortura).
Il Talismano esplose poco dopo.
Morpheus venne sbalzato in aria a grande altezza: aveva usato i cadaveri come piattaforma di lancio, sapendo che lo avrebbero anche protetto dalla deflagrazione. Un clamore assordante e sbigottito si lev dalla folla sulle gradinate, che inizi ad additarlo strepitando. Atterr a cavallo fra la prima e la seconda fila partendo dall'alto. L'urto fu violento nonostante l'ammortizzatore costituito dalle salme rimaste sotto di lui. Cadde e sbatt la fronte contro qualcosa di duro, ma si rialz subito. Si trov davanti due demonesse che lo fissavano con gli occhi sbarrati; pass in mezzo a loro senza che alzassero nemmeno una mano per fermarlo. Qualcun altro, invece, cerc di bloccarlo, ma Morpheus riusc a sgusciare via dalla stretta e salt al di l del muretto che cintava la gradinata.
Atterr un paio di metri pi in basso e, senza guardarsi indietro, cominci a fuggire. Per fortuna l'arena era stata scavata nel terreno, quindi si trovava al di sotto del livello del suolo, altrimenti il salto sarebbe stato irrealizzabile. Con la coda dell'occhio si accorse che alcune guardie erano gi alle sue calcagna.
Sapeva di dover correre come non aveva mai corso prima d'ora: aveva un appuntamento che non poteva assolutamente mancare. Bryan, pens, sto arrivando.
... ...
Bryan si trovava ancora sulla soglia del varco infernale che Gionata aveva aperto per lui. Si aspettava che da un momento all'altro apparissero gli occhi del Diavolo e che la strada gli venisse sbarrata.
Hai cambiato idea?, gli domand l'angelo.
No, no, si affrett a rispondere il ragazzo. Ma sei sicuro che se passiamo di qua nessuno sar in grado di bloccarci?
S, ne sono sicuro.
Bryan si chin un po' in avanti, scrutando le fiamme vorticanti che si perdevano nelle profondit di quel baratro. E poi come faremo a tornare nel nostro mondo?, domand, arretrando di un passo e volgendosi verso l'angelo.
Non preoccuparti, rispose Gionata, sereno in volto, ci sar io a indicarvi la via.
... ...
Morpheus fin la sua corsa contro una parete calda e molliccia; sollev di scatto la mano sana, per non schiantarsi di faccia, ma affond fino al polso. Alz un piede e ne spinse la punta nel muro, dopodich ripet il movimento con l'altro e in tal modo cominci ad arrampicarsi, potendo contare solo su una mano.
Aveva i polmoni che stavano per scoppiargli e le gambe stremate, ma non poteva fermarsi. Non ancora.
Sollev lo sguardo e svariati metri pi in alto vide il volto di Bryan. Si sta chinando verso il varco, pens, devo fare pi in fretta. Era proprio il varco che la Visione gli aveva mostrato. Si distrasse un attimo, non affond abbastanza il piede nella parete e rischi di precipitare gi, ma riusc a recuperare l'equilibrio e riprese l'arrampicata. Forse Bryan non mi ha ancora visto.
... ...
Aprirai un altro varco?, indag Bryan.
L'angelo annu. Non appena avrai recuperato Leila, lo aprir e torneremo in questo mondo.
Il Diavolo cercher di fermarci?
No, non oser, rispose Gionata, poi sollev entrambe le mani in un gesto significativo. La nostra via  stata tracciata direttamente dall'alto.
C' qualcos'altro che dovrei sapere?.
... ...
Morpheus ud delle grida sotto di s: prima era riuscito a seminare i guardiani, ma adesso l'avevano ritrovato. Se lo aspettava, dopotutto: sapeva che il Diavolo era in grado di vedere ovunque nel suo regno.
Una sfera di fuoco gli carbonizz un orecchio, ma non si ferm e non gemette neppure. Se non fosse riuscito a raggiungere in tempo il varco, non avrebbe avuto una seconda possibilit.
... ...
Bryan s'impietr vedendo il faccione rossastro di Morpheus sbucare dal nulla, quasi sulla soglia del varco. Port istintivamente una mano al Talismano, per proteggerlo: non sapeva come avesse fatto il mezzodemone ad arrivare fin l, ma era sicuro che volesse rubargli la pietra ed evadere dall'Inferno.
Superato il primo attimo di sgomento, la collera divamp in lui. Fece brillare una mano e gliela punt contro, sibilando intanto: Hai ucciso Leila!. Decise che lo avrebbe tirato fuori, torturato fino a fargli rimpiangere gli inferi e poi rispedito gi. Ti sottoporr alla stessa tortura che....
Il mezzodemone, per, rimase immobile e inizi a parlare in modo concitato: Ascoltami, non c' tempo:  una trappola. La sua voce giungeva ovattata passando attraverso una sorta di pellicola traslucida che si stendeva da un estremo all'altro del varco; ma era pi che comprensibile ci che diceva. Non ti fidare,  una trappola. Scendi in questo modo e perderai il Talismano. E non avremo pi speranze. Allontana....
Bryan vide una specie di liana rossa (in un secondo momento si rese conto che si trattava di una lunga coda) stringersi intorno alla gola di Morpheus, troncandogli il respiro e facendogli strabuzzare gli occhi. Venne strattonato, perse la presa e piomb fra le braccia di un demone enorme. Grid ancora e, sebbene la sua voce si perse fra le grida dei dannati, il ragazzo riusc a leggere sulle sue labbra: C' un'altra via!. Poi fu trascinato indietro e spar alla sua vista.
Bryan volse la testa e fece per chiamare Gionata, ma se lo trov gi accanto, con lo sguardo fisso sul varco. Ha detto che questa  una trappola, borbott. Gi, dimmi che non  vero....
L'angelo si gir verso di lui e lo fiss con aria serena. Ti fidi di pi di me, oppure di una creatura demoniaca che desidera il Talismano pi di ogni altra cosa al mondo e che ha tentato di ucciderti?.
Bryan rimase in silenzio, abbassando lo sguardo, confuso. Morpheus avrebbe potuto cercare di fuggire, invece era rimasto immobile sulla soglia infernale e gli aveva parlato, lo aveva messo in guardia. Ma perch mai dovrebbe salvarmi da una trappola?. Mi fido pi di te, Gi, disse infine, senza sollevare gli occhi. Quasi senza accorgersene, arretr di un passo, allontanandosi dal bordo del varco. E poi ha detto che c' un'altra via per scendere, ma forse voleva solo ingannarmi... Certo che voleva ingannarmi. Inoltre Morpheus aveva detto che se Bryan fosse sceso non avrebbero pi avuto speranze. Non avremo pi speranze, mi ha avvertito. Secondo te, cosa intendeva dire?, domand a Gionata.
Non lo so.
Bryan alz infine lo sguardo. Voi angeli non dovreste sapere tutto?.
Gionata scosse la testa. E questo chi te l'ha detto?
E non potete mentire, vero?.
L'angelo rise: Bryan non aveva mai sentito il suo amico ridere in modo cos cristallino. No... ma la mia risposta non ti  di alcuna utilit. Potrei essere in grado di mentire e potrei aver detto una menzogna anche adesso. Se vuoi salvare Leila, non ti resta che fidarti.
Bryan gli appoggi entrambe le mani sulle spalle evanescenti. Guardami negli occhi, Gi, e dimmi che non si tratta di una trappola, che mi accompagnerai da Leila e che ci farai tornare subito in questo mondo, sani e salvi.
L'angelo sorrise. Non si tratta di una trappola. Ti accompagner da Leila e vi far tornare subito in questo mondo, sani e salvi. Soddisfatto?.
Bryan strinse ancora di pi le spalle dell'amico, nonostante i violenti brividi provocatigli dal contatto con l'angelo. Adesso dimmi che si tratta di una trappola, che appena avr varcato la soglia dell'Inferno perder il Talismano e inizier a scontare la mia pena eterna.
Non posso, rispose Gi, ti ho detto che non posso mentire. Ma tu sei libero di non credermi.
Il ragazzo lo scosse con forza ed esclam: Dillo! Dillo che  una trappola! Dimmelo!.
Non posso.
Bryan imprec e strinse con foga tale che, se si fosse trattato delle spalle di un mortale, le avrebbe senza dubbio sbriciolate. Dillo!, url. Lacrime di furore gli brillavano negli occhi. Dillo che voialtri mi volete togliere il mio potere!.
L'espressione serafica di Gionata non era mutata di una virgola, n la sua capigliatura si era scomposta. Si tratta di una tra..., le sue labbra continuarono a muoversi, ma nemmeno un alito di voce usc dalla sua gola. Non posso mentire. Si liber con delicatezza dalla stretta di Bryan e spalanc le ali. Sei o non sei l'essere pi potente dell'intero creato? Allora usa le tue capacit per sondare la mia mente, per comprendere quale sia la verit.
Bryan si prese il capo fra le mani: non voleva perdere l'occasione di salvare Leila, ma non voleva nemmeno perdere il Talismano, perch senza di esso non sarebbe mai riuscito a salvarla. Morpheus aveva introdotto il tarlo del dubbio nella sua testa. Voglio vedere il tuo superiore... il tuo Signore.
Questo non  possibile.
Perch no?
Perch non sei degno di vederlo, rispose l'angelo. Il suo sguardo s'intrist. N lo sarai mai. Non c' pi posto per te in quello che molti chiamano Paradiso. Mi dispiace, mi dispiace davvero, Bryan. Non sai quanto vorrei dirti che sei ancora in tempo per redimerti...
Non mi importa niente del Paradiso!, ringhi l'Erede, iniziando a battersi i pugni sulla testa. Io voglio soltanto Leila!.
Allora non perdere altro tempo e scendi. Gionata spicc un salto e inizi a volteggiare intorno alla soglia infernale. Ogni secondo d'indecisione  per lei un secondo in pi di tortura.
Scendo, decise infine Bryan, che mostrava di aver recuperato una parvenza di calma. Ma non del tutto.
Non del tutto?.
Il ragazzo annu. Non vedo alternative. Scender e contemporaneamente rimarr qui, in attesa. Scoprir sulla mia pelle se si tratta davvero di una trappola. In tal caso, riprender subito la mia opera di distruzione, come avevo promesso. Si port entrambe le mani al centro della fronte e fece pressione con le dita finch il cranio, scricchiolando, non inizi a creparsi; la frattura scese lungo il naso e poi seg in due il labbro superiore. Far in modo che mai pi la vita possa risorgere su questo pianeta.
Allarg la breccia nella propria testa senza provare alcun dolore: solo un leggero formicolio. Non era sicuro di riuscire a sdoppiare al tempo stesso il corpo, la mente e l'anima, e non era nemmeno in grado di pronosticare le conseguenze che un doppio Erede del Talismano avrebbe avuto, tuttavia non aveva trovato soluzioni migliori. Forse avrebbe sacrificato met della sua anima, che sarebbe finita a bruciare fra le fiamme dell'inferno, ma in ogni caso - se lo augurava, perlomeno - la restante met sarebbe sopravvissuta e avrebbe trovato il modo di salvare Leila.
Che cosa stai facendo?, domand Gionata. Dal suo tono sembrava incuriosito, ma non preoccupato.
Bryan rispose senza alcuna incertezza n inflessione nella voce, bench la sua testa - e pure la lingua - fosse spaccata in due e la frattura continuasse a scendere lungo il corpo. Mi sembra evidente, mi sto duplicando. Una parte scender con te, mentre l'altra rimarr qua ad aspettare. Se la prima verr ingannata, la seconda distrugger ogni cosa. Il suo collo era ormai del tutto aperto, ma nemmeno una goccia di sangue gli colava sul petto. D'altro canto, se tu mi fermassi ora e mi dicessi che si tratta di una trappola, io potrei decidere di non uccidere pi nessuno, nonostante tutto. Allontan ancora un po' le mani l'una dall'altra e il suo busto si strapp, come se fosse costituito da carta anzich da carne, ossa e sangue. Anche il Talismano era tagliato in due: la lacerazione, infatti, non aveva seguito lo sterno, ma aveva deviato un po' verso sinistra. Sei ancora in tempo per fermarmi....
Perch dovrei fermarti? Abbiamo fatto un patto, no? Quando tornerai qua insieme a Leila, riporterai in vita i Sotterranei che ancora non hai resuscitato.
Questo era il patto, convenne Bryan. So che funzioner. Posso sdoppiarmi e rimanere cosciente in simultanea in ambedue le parti. Avrebbe ottenuto la certezza definitiva soltanto quando le due met non fossero state pi collegate nemmeno da un brandello di carne. Rifletti pure con calma. Ingannami e non avrai solo i Sotterranei sulla coscienza... sempre che gli angeli abbiano una coscienza.
Non sono sicuro che Leila sar felice di vederti in queste condizioni, comment Gionata.
Oh, lo sar eccome, invece, obiett Bryan, mentre il suo corpo crollava al suolo, in due direzioni opposte. Era ancora in grado di vedere dai propri occhi, ma non pi in modo tridimensionale: era come guardare in due diversi monitor; la voce, viceversa, non proveniva pi dalla sua gola, n passava attraverso corde vocali, lingua e labbra. Aspetta un attimo, Gi... aspetta un attimo....
Chiuse gli occhi e quando li riapr, un paio di secondi pi tardi, le due met erano diventate due interi. Adesso poteva controllare al tempo stesso entrambi i corpi (anche i vestiti si erano replicati, e pure, cosa assai pi importante, il Talismano), muovendo ognuno in un modo differente dall'altro. Non sono sicuro di avere due anime, disse con una delle bocche. Forse ne ho soltanto una ed  rimasta ancorata in una met piuttosto che nell'altra,  possibile. Sono disposto a rischiare.
Un Erede si sedette per terra a gambe incrociate, mentre l'altro si avvicin a passo spedito al varco infernale. Non perdiamo tempo!, esclamarono in contemporanea. Come hai detto tu, Gi, ogni secondo perso  un secondo di sofferenza per Leila. Andiamo. Bryan fece un cenno all'altro se stesso, quello seduto, e salt nel varco.
Fermo!, ordin l'angelo, troppo tardi.
Anzi, no.
Entrambi i piedi dell'Erede che era balzato in avanti poggiavano sul pavimento: in un istante, il passaggio per l'Inferno era sparito. Scoppi a ridere e sollev le braccia verso Gionata, che continuava a volteggiare sopra di lui. E cos... anche gli angeli mentono! Chi l'avrebbe mai detto....
S, possiamo mentire anche noi. Sono stato mandato qui per spedirti negli inferi e impedirti di tornare in questo mondo. Per il bene di ogni essere vivente, tu andavi fermato... Ci che hai fatto non pu essere perdonato. Nonostante tu abbia agito sotto il nefasto influsso del Talismano, non puoi essere graziato....
L'Erede che non aveva ancora smesso di ridere torn dal proprio doppio, ancora seduto, e gli si sedette sopra: i loro corpi si sovrapposero e si fusero; lo stesso avvenne per le menti, per i Talismani e, forse, per le anime. Il riso si amplific, rimbombando da una parete all'altra della vasta sala. E tu vuoi farmi credere che tutto quello che siete in grado di fare  cercare d'ingannarmi e intrappolarmi negli inferi?, sghignazz.
No, ovviamente no, rispose l'angelo, che ora risplendeva dalla testa ai piedi. Il suo volto era tornato indistinguibile.
Ah, Gi, Gi... Ma dopotutto chi mi garantisce che tu sia davvero Gionata? Bastardo di un angelo! Sono sicuro che hai solo assunto le sue sembianze per ottenere la mia fiducia.
Ricorda quello che hai promesso....
Rinfrescami la memoria, amico mio.
Visto che ti ho avvertito della trappola, non devi pi uccidere nessuno.
Mi hai avvertito solo perch in ogni caso me ne sarei accorto, ribatt Bryan, alzandosi in piedi e facendo brillare i palmi. E poi... se persino gli angeli possono mentire, perch l'Erede non pu farlo?.
La creatura alata s'innalz verso il soffitto della sala del Bazar, nel quale si stava spalancando lo squarcio celestiale che aveva perso gran parte del suo fascino agli occhi di Bryan. Ti conviene rispettare la tua promessa....
Altrimenti verr folgorato da Zeus?, azzard il ragazzo e cominci a sparare sfere di energia verso l'angelo. Pensi che sia in grado di colpire l'Erede del Talismano? Nel Regno dei Cieli, forse, ma qua siamo nel mio Regno!.
Tutti i globi si dissolsero avvicinandosi al messo divino.
Bryan serr i pugni, emise un grido bestiale e tuon: Fra il Paradiso e l'Inferno, io sono onnipotente!. L'aria si elettrizz e il pavimento cominci a tremare. IO SONO ONNIPOTENTE!.
Mentre lo squarcio celestiale si richiudeva alle spalle dell'angelo, anche le pareti e il soffitto presero a sussultare, con intensit sempre maggiore.
IO SONO ONNIPOTENTE!.
... ...
Morpheus non oppose alcuna resistenza mentre veniva trascinato lontano dal varco infernale: ormai era tranquillo, sapeva di aver fatto tutto il necessario. Era stretto fra le braccia nerborute di un demone e aveva ancora la sua coda avvolta intorno al collo; altri due energumeni lo stavano scortando, rivolgendogli grugniti e occhiatacce.
Era riuscito a mettere Bryan in allerta, il resto era secondario.
Abbass le palpebre e appoggi la testa contro il petto del demone. Quando giunsero a destinazione, le braccia muscolose e coriacee si spalancarono e lo lasciarono cadere a terra. Morpheus sbatt le ginocchia e gli avambracci, poi apr gli occhi e sollev lo sguardo sull'immane figura oscura che torreggiava su di lui, calamitando ogni attenzione e offuscando ci che la circondava. Due titaniche mani bianche si mossero, fermandosi quasi all'altezza dei terrificanti occhi, e intrecciarono le dita.
Nonostante il mezzodemone avesse previsto che sarebbe stato portato al suo cospetto, il cuore cominci a rullargli nel petto; ma non chin il capo, anzi, rimase a fissarlo con tutta l'audacia di cui era capace.
E il Diavolo parl.
... ...
Dapprima, bench la valle in cui sorgeva il Rifugio non fosse una zona sismica, pensarono che si trattasse di un terremoto. Poi, quando oltre al suolo iniziarono a vibrare le persone, cominci a serpeggiare il panico. Non si trattava di un tremore che dai piedi si trasmetteva verso l'alto, come normalmente sarebbe dovuto essere, bens di una vibrazione interna: era come se ogni persona avesse l'ipocentro di un terremoto dentro di s.
Kyl, con le mani premute sul proprio petto che sembrava ribollire, fu il primo ad associare all'Erede quello che stava accadendo. Chiuse gli occhi e si lasci cadere in ginocchio. Fu il primo a capire che sarebbero morti tutti.
... ...
L'intero castello sussultava violentemente e qualche blocco di roccia era gi precipitato, tuttavia Eos non aveva perso il suo sangue freddo. Osservava con distacco quasi clinico le proprie mani che tremavano in modo sempre pi accentuato. Allo stesso modo vibrava ogni parte del suo corpo, dai piedi fino alla testa. Sapeva che quel tramestio interiore era il preludio di una grottesca esplosione.
Era ricorso alla colonna di ghiaccio prima per guardare Bryan e poi per fare una panoramica globale: in ogni citt, in ogni stato e in ogni continente la situazione era la stessa. Ovunque si vedevano montagne ed edifici sussultanti; ovunque gli stormi d'uccelli precipitavano; ovunque la gente era terrorizzata e vibrava, sul punto di scoppiare.
La furia dell'Erede stava sconquassando il mondo. Se il tremore avesse continuato a crescere d'intensit ancora per qualche minuto, avrebbe distrutto l'intero creato.
... ...
Olimpia si trovava a non pi di dieci metri da Bryan, che era immobile con le braccia protese verso l'alto e dalla bocca spalancata emetteva un grido disumano, ma non sapeva quanto tempo avrebbe impiegato per raggiungerlo. Ogni passo le costava una fatica immane: come se dovesse camminare immersa nel cemento quasi solidificato. Senza contare l'instabilit del terreno e il suo corpo che stava ribollendo ed era in procinto di esplodere.
Bryan!, lo chiam, ma lui non diede segno di avere sentito. Bench la gola vibrante desse l'impressione di essere sul punto di staccarsi, tent ancora: Bryan!.
Mosse un altro passo e fu costretta a fare una pausa. L'aria intorno all'Erede era tanto densa da parere quasi solida. Avanz ancora, sentendo le gambe pulsare con violenza sempre maggiore. Temeva di non fare in tempo a raggiungerlo prima di scoppiare.
Bryan, ascoltami!.
Otto metri a dividerli... sette... sei...
Olimpia cadde e si sent quasi stritolare dall'energia che saturava l'aria. Faceva un'enorme fatica a respirare. Sollev la testa verso l'Erede e non riusc a mettere a fuoco la sua figura, soprattutto perch gli occhi le sussultavano nelle orbite e la costringevano a vedere a scatti. Gemendo per lo sforzo, riusc a rialzarsi e riprese ad avanzare. Apr la bocca per chiamarlo ancora, ma prefer risparmiare il poco fiato che aveva.
L'urlo sconfinato di Bryan non accennava a diminuire di tono. Le stava trapanando le orecchie e il cervello, ma quello era il meno ormai. Il suo istinto continuava a suggerirle di fare dietrofront e di allontanarsi il pi possibile, ma non poteva farlo, altrimenti ogni cosa sarebbe stata distrutta: sapeva di essere l'unica in grado di placarlo.
Se solo fosse riuscita a raggiungerlo prima che il potere rigenerativo del suo corpo venisse sopraffatto. Mancavano ancora tre metri, due... Ebbe la certezza che qualcosa fosse appena scoppiato all'interno del proprio cranio, ciononostante riusc ad avanzare ancora.
Gli appoggi le mani sulle spalle, si protese il pi possibile in avanti e lo chiam con tutta la voce che aveva: Bryan!.
L'Erede si zitt di colpo e abbass il capo, tuttavia tenne le braccia protese e l'energia continu a sgorgare da ogni poro della sua pelle.
Olimpia si sforz di guardarlo dritto negli occhi nonostante i sobbalzi del proprio corpo e gli spasmi della testa. Il suo sguardo era incendiato da una furia inconcepibile, eppure era anche venato di perplessit: non si aspettava certo di trovarsela davanti.
Io ti amo, Bryan, disse lei, stringendogli a fatica le mani tremanti dietro il collo. Ti amo, mio Signore. Poi si protese in avanti, temendo che il collo le si sarebbe spezzato, e premette la bocca contro la sua.
Fu il bacio pi doloroso della sua intera esistenza. Come se fosse stata centrata da un fulmine sulle labbra. Gli occhi le esplosero letteralmente, schizzando fuori dalle orbite. La sofferenza fu atroce, ma si sforz di non allontanare la bocca. Quando ormai si sentiva pronta a gettare la spugna e lasciarsi morire, avvert le braccia dell'Erede che si stringevano dietro la sua schiena. E cap di avere vinto.
... ...
Grazie, Olimpia, sospir Bryan, baciandola su una guancia e poi stringendola a s. Erano seduti sul pavimento della sala del Bazar, l'uno accanto all'altra. Se non fosse stato per te... Stai bene, adesso?
Come nuova, ora che mi hai rigenerata. Olimpia gli sorrise. Per fortuna ero compresa nella met di Sotterranei che hai resuscitato.
Bryan annu e sospir ancora: Per fortuna. Si distolse dal pensiero di essere stato sul punto di distruggere l'intero pianeta (d'altronde, da una creatura abominevole come lui, cos'altro ci si poteva aspettare?) concentrandosi su Morpheus, che lo aveva salvato dalla trappola dell'angelo. Ma perch lo aveva fatto? Forse pensa che lo liberer dagli inferi per ringraziarlo? Impossibile. D'altro canto, il mezzodemone aveva proprio detto: Non avremo pi speranze, quindi era evidente che ritenesse la propria salvezza collegata a quella di Bryan. C' un'altra via, aveva aggiunto; cio, era quello che Bryan aveva letto nei movimenti delle sue labbra. Quindi lui vuole che io scenda attraverso un passaggio sicuro che non mi privi dei poteri del Talismano?.
Bryan..., lo chiam una voce che ben conosceva. Volse lo sguardo e vide l'Insorta avvicinarsi con cautela, camminando adagio. Come stai?, gli domand con tono nervoso, fermandosi a tre metri di distanza e concedendo solo una breve occhiata a Olimpia.
Il ragazzo rimase in silenzio per diversi secondi, valutando la sua improvvisa apparizione. Perch viene adesso? Perch, invece, non ha accompagnato Kyl ore fa, insieme agli altri?. Ad alta voce gli chiese: Perch sei qui?.
L'Insorta si port le mani ai lembi opposti del passamontagna, pizzicandoli fra i pollici e gli indici; inizi a sollevarli piano, scoprendo dapprima il mento, poi la bocca, il naso e infine tutto il volto.
Bryan sgran gli occhi e balbett: M-ma... t-tu....
S, sono io, sospir l'Insorta, riponendo il passamontagna in una tasca interna. E sono qui perch conosco una via sicura per scendere nell'oltretomba.
CAPITOLO SETTE
IL VOLTO DELL'INSORTA
Bryan osservava con occhi sbarrati il volto dell'Insorta: il volto che nessuno, da quando indossava le sacre vesti, aveva mai potuto guardare. Ma lui lo aveva gi visto, anni prima.
A parte la brutta cicatrice che partiva dall'orecchio destro e arrivava fino al mento... a parte il colore degli occhi, che prima non erano verdi bens neri... e a parte i capelli rasati... era proprio come se lo ricordava.
Pap?, bisbigli, con un groppo alla gola.
S, Bryan, sono io, rispose Walter, senza osare nemmeno accennare un sorriso. Perdonami.
Ma tu sei morto in barca....
La Baia ha cercato di farmi fuori, ma non c' riuscita. Poi sono stato costretto a diventare l'Insorta, non ho avuto scelta. L'uomo si pass una mano sulla faccia e sospir. Non sai quante volte ho desiderato tornare da te e dalla mamma... ma non ho potuto far altro che vegliare su di voi, lasciando che mi credeste morto. Sibil un'imprecazione. Non so se riuscirai mai a perdonarmi, ma se sono qui davanti a te, a volto scoperto - cosa che mi ha provocato la perdita immediata dei poteri -,  per impedirti di continuare a fare del male a te stesso e agli altri.
Sciogliendosi dall'abbraccio di Olimpia, Bryan si alz in piedi e cominci a battere le mani, in modo fiacco, indolente. Che colpo di scena commovente..., comment, tirando su con il naso e fingendo di asciugarsi gli occhi con le mani. Sogghignando, spalanc le braccia e declam: E alla fine arriva il padre redivivo, che salva l'Erede dalla sua follia sanguinaria!.
 normale che tu sia arrabbiato..., azzard l'Insorta, nervoso.
Che entrata in scena memorabile!, continu Bryan, avvicinandosi di un passo a Walter. L'Insorta  in realt il padre dell'Erede del Talismano.... Accorci ancora la distanza che li separava. Chi l'avrebbe mai detto?! Tu l'avresti mai creduto, Olimpia? Vuoi sapere cosa penso io, adesso?. Walter annu. Penso che tu sia patetico e ritengo a dir poco banale il tuo arrivo improvviso. Se questo  il massimo che il Destino sa inventarsi... immagino di dover gi essere grato che tu non indossi casco nero e respiratore.
Perdonami, ripet Walter, ma il costume da Darth Vader l'ho lasciato nel Rifugio. Un pallido sorriso affior sul suo volto. Se vuoi vado a prenderlo e ricominciamo la scena da capo....
Mi sembra una buona idea, rispose Bryan. Un barlume di serenit apparve anche sul suo viso. Sollev le braccia e le direzion verso il padre, facendogli segno con le mani di avvicinarsi. Walter obbed, seppur con qualche tentennamento. Non temere, disse il ragazzo, che io sia pazzo oppure no, non farei mai del male alle persone che mi sono care.... Non appena il padre lo ebbe raggiunto, anzich abbracciarlo, come i suoi gesti lasciavano a intendere, gli appoggi entrambi i palmi sugli occhi. Tuttavia sono appena stato ingannato da un angelo che faceva finta di essere un mio amico, aggiunse, inasprendo il tono. Devo controllare che tu sia davvero chi dici di essere.
Co-controlla pure..., balbett l'Insorta.
Bryan sent il cuore dell'uomo battere all'impazzata. Credeva che stessi per ucciderlo, pens. Rilassati, impiegher poco tempo. Si concentr e penetr nella sua mente... fermandosi non appena giunse ai ricordi pi intimi legati a Viviana. Sei proprio tu, mormor infine. Abbass le mani e cinse la schiena di Walter, traendolo a s in un vero abbraccio questa volta. Vorrei odiarti per averci abbandonati, disse. Si concesse un sorriso malinconico, ma il padre non pot vederlo perch Bryan aveva appoggiato il mento sulla sua spalla. Ma non posso... Mi sei mancato tanto, e anche alla mamma....
Walter contraccambi l'abbraccio e mormor: Anche voi mi siete mancati... da morire.
... ...
La voce di Walter rimbomb fra le pareti di roccia: Anche voi mi siete mancati... da morire.
Eos era intento a osservare la scena attraverso la colonna di ghiaccio e le sue labbra non poterono evitare di inarcarsi un poco. Era stato lui a convincere l'Insorta a svelarsi, sapendo bene che sarebbe stata l'unica maniera per indurre l'Erede a fidarsi.
Non  passato giorno senza che vi pensassi, giur Walter, con la voce rotta dall'emozione.
Eos si arricci la punta di un baffo, ascoltando quella frase trita, fedelmente riprodotta dall'antichissimo cilindro magico, e vide il corpo dell'Insorta scuotersi per via dei singhiozzi. Mentre li scrutava, stretti in un abbraccio che pareva destinato a non sciogliersi pi, il sentimento che gli riscaldava il petto era ben lontano dalla tenerezza; d'altronde, non era del tutto estraneo a una sorta di benevolenza o forse di indulgenza.
Sai, borbott Bryan, senza alzare la testa, ti ho sognato un sacco di volte in questi anni....
Perdonami, ripet Walter, il cui tono era ancora pi incrinato di prima.
L'Insorta e l'Erede erano ancora abbracciati, come se volessero recuperare tutti d'un fiato gli anni perduti. C'era un unico, fondamentale dettaglio che stonava in quell'affettuoso ricongiungimento familiare, Eos lo sapeva bene. Bryan, invece, non era stato in grado di coglierlo. Come previsto.
Quello che il ragazzo stava abbracciando... non era suo padre.
... ...
Bryan, di punto in bianco, si sent percorrere da un brivido gelido di cui non si seppe spiegare la causa. Interruppe l'abbraccio, si allontan un poco da Walter e si guard intorno.
Che c'?, volle sapere l'Insorta, allarmato.
Niente, lo rassicur Bryan. Solo una sensazione spiacevole: ormai sono costretto a convivere con simili sensazioni, da quando mi sono trasformato in un mostro ben peggiore di Morpheus.
Non sei peggiore di Morpheus!, ribatt Walter, con una veemenza che al ragazzo parve piuttosto esagerata per essere del tutto sincera. Non devi neanche pensarlo....
Bryan scosse la testa e si strinse nelle spalle. Io non lo penso, lo so. Lui ha ucciso tanti innocenti, ma perlomeno era mosso da intenti nobili: aveva la sua missione da portare avanti... la sua rivoluzione planetaria. Aveva un ideale di giustizia. Sollev le braccia e le allarg in un gesto vago. Io, invece?. Si volse e lanci una triste occhiata a Olimpia, che si era sollevata in piedi e si stava avvicinando. Ho ucciso per il puro piacere di uccidere....
Walter punt un dito contro la pietra incastonata nel petto del ragazzo. Il Talismano ti ha indotto ad agire in questo modo!, esclam. Il suo potere ti ha sopraffatto....
Bryan scosse ancora il capo. Il potere della pietra  neutro: io credo che non sia n buono n malvagio. Ci che conta  l'energia positiva o negativa del suo possessore. Percorse con le dita il perimetro del Talismano, poi sorrise, ma non senza tristezza. L'angelo mi ha detto che in Paradiso non c' pi posto per me, ed  giusto cos. Sollev una mano per bloccare sul nascere la violenta protesta che si stava formando sulle labbra dell'Insorta. Adesso basta parlare di queste sciocchezze: negli inferi Leila sta soffrendo come un'autentica dannata, bench non se lo meriti....
 normale che tu abbia dell'energia negativa in te, continu Walter, senza cambiare argomento. Ma sono sicuro che imparerai presto a....
Prima hai detto che conosci una via sicura per scendere nell'oltretomba, tagli corto Bryan, impaziente. Gli erano tornate in mente le ultime parole di Morpheus: C' un'altra via!. Era possibile che si riferisse proprio a quella che suo padre voleva offrirgli?
S,  cos, afferm Walter. Eos sa come farti scendere negli inferi senza perdere n il Talismano n i suoi poteri. Si tratta di un rito che nessuno conosce all'infuori di lui. Lo sta gi preparando, non preoccuparti....
Nessun altro lo conosce?
No, perch  stato lui stesso a elaborarlo, rispose l'Insorta, poi si corresse: Cio, mi ha detto che ha congiunto e perfezionato vari cerimoniali arcaici, creando qualcosa che nessun altro aveva mai neppure immaginato....
Bryan sbuff, passandosi poi una mano fra i capelli. Modesto come sempre, eh? Ah, il buon vecchio Eos! La mia memoria  un po' confusa, ma sono quasi sicuro che mi abbia sguinzagliato contro una specie di pantera: immagino che fosse un tentativo come un altro di fermare la mia carneficina, non posso biasimarlo per questo. E perlomeno in parte ha funzionato: adesso ho di nuovo una coscienza... forse.
Prima di andare, disse l'Insorta, tentennante, potrei chiederti un piccolo favore?. Bryan annu. Walt si schiar la gola con un colpo di tosse e lanci un'occhiata a Olimpia, ferma accanto al ragazzo. Si tratta dei Sotterranei....
S, assent Bryan, anticipando la sua domanda. I Sotterranei... e anche quelli della Baia. Adesso resuscito tutti quelli che ho ucciso.
... ...
Hector spalanc gli occhi, emise un grido strozzato e si sollev a sedere. Si port subito entrambe le mani alla fronte e con stupore si accorse che, dove si era traforato con un raggio concentrato, non c'era alcun segno: nemmeno un forellino.
Eppure era sicuro di essere riuscito a uccidersi.
L'Erede mi ha riportato in vita!, pens con sgomento, sentendosi gelare. Per torturarmi!.
Si affrett a posizionare di nuovo le mani davanti alla propria testa e convogli l'energia nei palmi, pronto a folgorarsi di nuovo. Non aveva nessuna intenzione di lasciarsi seviziare da quel pazzo. Senza alcuna remora, gener il raggio luminoso che gli avrebbe trapassato il cranio.
Fermo!, grid una voce.
Hector, che teneva lo sguardo fisso sulle proprie mani, vide la scarica sfrecciargli accanto al viso, sfiorandogli una tempia. No!. L'Erede l'aveva deviata: non voleva certo perdere il suo giocattolo! E adesso gli stava abbassando le mani con la forza del pensiero, per evitare che riprovasse a suicidarsi. Il Dirigente si gir verso la voce, disperato, e url: Lasciami morire! Bastar..., l'insulto si spense sulle sue labbra.
Non era stato l'Erede a deviare il raggio, bens Colt. Seduto qualche metro pi in l, aveva ancora le mani protese verso di lui. Hector si guard intorno e scopr di non trovarsi pi nella sala del Bazar. E, a giudicare dalla luce solare, nemmeno nel mondo Sotterraneo.
Ma cosa...?. Sedeva sullo spiazzo antistante al suo centro operativo ed era circondato da tanti, tantissimi discepoli. Molti erano sdraiati per terra, alcuni erano seduti e si fissavano l'un l'altro con aria sbigottita e pochi, infine, erano in piedi e vagavano come superstiti di una catastrofe.
... ...
Gli occhi di Luca erano asciutti, ma il pianto di Sybil continuava a rimbombare nella sua testa. Tutto si era svolto in fretta, troppo in fretta... Da quando Eos aveva spiegato loro cos'era successo ad Ares, si erano parlati ben poco: perlopi lui si era limitato a tacere e lei a piangere.
Non avevano avuto molto tempo per conoscere loro figlio, eppure l'avevano amato pi di qualunque altra cosa. Il loro primo e ultimo figlio: non ci sarebbe stato modo di ripetere il piccolo miracolo.
Bryan l'aveva assassinato. Bryan, il folle e sanguinario Erede del Talismano.
Quando Luca vide Ares apparire davanti a s, pens che si trattasse di un'allucinazione, e lo stesso credette Sybil.
Sono io, disse Ares, sorridendo e andando a inginocchiarsi davanti alla donna. Sono io, vostro figlio.... Prese le piccole mani lisce fra le proprie e se le port alla bocca, baciandole.
M-ma tu sei morto... Bryan ti ha ucciso!.
Ares annu, tenendo strette le piccole mani della madre. Bryan mi ha ucciso,  vero. Ma adesso mi ha resuscitato, e come me ha riportato in vita tutte le sue vittime, ho controllato.
Luca gli gett le braccia al collo e cominci a singhiozzare. Figlio, figlio nostro... quanto ti amiamo! Pensavamo che non ti avremmo mai pi rivisto....
Ares baci le guance bagnate di lacrime della donna. Bryan mi ha ucciso... perch io gliel'ho permesso, rivel, senza mutare espressione. Mi sono lasciato assorbire affinch la mia bont lo influenzasse. Sorrise. E sembra proprio che, in un modo o nell'altro, abbia funzionato.
... ...
Ho riportato in vita anche Ottig, disse Bryan, rivolgendosi a Olimpia e stringendole una mano fra le proprie. Perdonami. Ti ho fatto - e fatto fare - delle cose orribili....
Olimpia ammicc maliziosamente e ribatt: Non erano tutte orribili....
Bryan sospir e fece un mezzo sorriso. Anche questo  vero.... Le accarezz la schiena. E adesso devo chiederti di nuovo perdono, perch sto per abbandonarti.
Olimpia lo fiss a lungo negli occhi, molto a lungo e con grande intensit, infine scosse il capo e sorrise. No, sono io che ti devo ringraziare. Grazie, Bryan. Perch mi hai fatto provare un'emozione che non pensavo di poter vivere. Chiunque altro potrei convincerlo a restare con me per sempre. Sarebbe facile. Potrei sedurlo e ottenebrare la sua volont a tal punto da fargli scordare qualunque altra cosa... qualunque altra donna. Ma non te, Bryan, non te. Lo strinse a s e lo baci con foga, per l'ultima volta. Infine disse: Quindi va'... corri a salvare la tua Leila.
... ...
Eos non batt ciglio quando Bryan e l'Insorta gli si materializzarono davanti. Ben arrivati, miei cari, disse, con il suo solito tono pacato.
Il ragazzo evit i convenevoli e, senza nemmeno lanciargli una frecciatina per la questione di Ares, and dritto al sodo: Davvero sei in grado di mandarmi all'Inferno senza farmi perdere il Talismano?
S, lo sono, rispose Eos, fissandolo dritto negli occhi. Pronosticando una simile eventualit, ho rielaborato gi da qualche tempo un rito consono al tuo caso.
Quindi sapevi che Leila sarebbe finita negli inferi?!, rugg Bryan, digrignando i denti e stringendo i pugni. Sapevi gi tutto quello che sarebbe successo nel deserto e non ci hai detto niente! E te la sei data a gambe al momento opportuno!.
Eos rimase impassibile di fronte alla collera che cresceva nel petto dell'Erede; solo un sopracciglio s'inarc, ma appena appena. Se ti ho fatto condurre qui, disse, parlando senza fretta, non  per giustificare le mie azioni, n tantomeno per legittimare la mia eccelsa sapienza....
Bryan strinse ancora di pi i pugni, smaniando dalla voglia di togliere quella maschera serafica dal volto dell'uomo. Ma si trattenne, per il bene di Leila, e sibil soltanto: Pallone gonfiato....
Sei qui, continu Eos, impassibile, perch io sono in grado di aiutarti a salvare la tua amata.
Il ragazzo scocc un'occhiata a Walter, rimasto in silenzio e un po' in disparte, poi torn a guardare l'ospite. Che garanzie ho? Perch dovrei fidarmi di te? Soprattutto considerando che tu non ti sei fidato di noi: non ci hai rivelato ci che sapevi....
Io so che ti fiderai di me, dichiar Eos, mentre faceva ruotare piano il pomolo del suo bastone fra le dita, e che ti sottoporrai al rito. So altres che fra poco, aggiunse togliendosi il monocolo dall'occhio e infilandolo nel taschino, ti approssimerai a me, adagerai i palmi sulle mie palpebre, ricorrerai ai tuoi poteri per rimestare nella mia mente sopraffina... e ti renderai conto che io nutro una completa fiducia nella buona riuscita del rito.
Bryan si port entrambe le mani dietro la schiena, stizzito: Eos lo aveva anticipato di un paio di secondi, prevedendo le sue intenzioni. S, forse far proprio cos, ammise. Oppure ti ammazzer e cercher un altro modo per riportare in vita Leila.
Eos scosse il capo. No, non mi ucciderai: non puoi sprecare una simile occasione per salvarla, lo sai bene. Potresti tagliare il filo della mia vita, per sfizio, e poi riunirlo, ma non otterresti altro che una perdita di tempo.
Il ragazzo tronc un'imprecazione sul nascere e avanz verso l'uomo, sollevando entrambe le braccia. Se scopro che stai cercando di nascondermi qualcosa, ti torturer fino alla morte, e poi di nuovo e di nuovo....
Non ne dubito, disse Eos e chiuse gli occhi. Concedimi soltanto di pronunciare un avvertimento: non buttarti a capofitto nella mia psiche, perch potresti sovraccaricarti....
Bryan rispose con uno sbuffo e premette i palmi contro le palpebre abbassate dell'uomo. Si concentr e allung i tentacoli della propria mente in quella di Eos: subito una miriade di pensieri, emozioni e immagini riflu in modo caotico e rimbomb nella sua testa. Migliaia e migliaia di volti diversi si susseguivano in una frenetica carrellata, tuttavia solo alcuni di essi si ripetevano senza sosta: Bryan riconobbe Eva, Marcus e Morpheus; poi individu il proprio viso, che compariva quasi sempre accanto a quello del mezzodemone. Dovette sforzarsi per selezionare solo la parte dei ricordi che gli interessava nell'immediato, annebbiando tutto il resto. Se non fosse stato per il Talismano, non sarebbe certo sopravvissuto a una simile valanga di informazioni, acquisite da Eos nell'arco della sua lunghissima esistenza: se un comune mortale si fosse immerso in quella testa, i suoi neuroni sarebbero andati come minimo in corto circuito.
In pochi istanti ripercorse gli ultimi giorni dell'Uomo Senza Tempo: da quando si era allontanato in tutta fretta da Morpheus che si era appena congiunto col Talismano, a quando aveva addestrato Ares, mandandolo poi nei Sotterranei ad affrontarlo, a quando Kyl e altri ribelli si erano presentati alla porta del suo castello, trascinandosi dietro l'Insorta - suo padre! - ubriaco... Segu - percep - ogni pensiero, immagine e azione di Eos, senza perdere nemmeno un dettaglio.
Analizz con attenzione ciascuna parola che lui e Walter si erano scambiati, circa la possibilit di svelare il vero volto dell'Insorta; alla ferma convinzione del primo corrispondeva una certa reticenza del secondo, che per alla fine aveva acconsentito. Gi mentre vagliava la mente di suo padre aveva assistito a quella discussione, ma soltanto ora comprese qualcosa che prima gli era sfuggito: Walter, svelandosi, non solo aveva rinunciato ai propri poteri, ma anche alla vita.
Mio padre si  sacrificato per me, pens. Un dolore acuto gli lacer improvvisamente il petto. Non ho fatto in tempo a ritrovarlo che sto di nuovo per perderlo.... Si chiese perch mai tutti quanti dovessero immolarsi per lui. Sono un essere maledetto....
Fu tentato di troncare il collegamento mentale per controllare che Walter fosse ancora vivo, ma si trattenne. Riprese a esaminare la psiche di Eos, sapendo di non dover perdere nemmeno un attimo: rallent il tempo fino a cristallizzarlo, come aveva fatto quando si era illuso di poter salvare ogni innocente del mondo. Pass in rassegna, con zelo forse ossessivo, i pi recenti ricordi di Eos, l'ultimo dei quali si concludeva con Bryan che gli premeva entrambe le mani sugli occhi. Il ragazzo aveva preso visione, a pi riprese, anche della preparazione della cerimonia, che si sarebbe svolta nella stanza da bagno. La stessa in cui Olimpia ed io.... Eos aveva messo da parte una boccetta che aveva riempito con l'acqua insanguinata, dopodich aveva svuotato la vasca. A quanto pareva il sangue dell'Erede sarebbe servito durante il rito.
Nulla di sospetto, dunque: Eos era convinto dell'infallibilit del rito. E niente in lui faceva subodorare un eventuale tradimento. La sua mente non gli era inaccessibile come quella dell'angelo, del sedicente Gionata. Tuttavia, c'era ancora qualcosa che voleva sapere, ovvero quando avesse iniziato a rielaborare il rito infernale: non fatic a scoprire che aveva cominciato circa un anno addietro. Lo inquietava pensare che quell'uomo avesse saputo tutto fin dall'inizio e lo mandava in bestia la consapevolezza che non aveva fatto nulla per avvertirli. Non  vero, si contraddisse, ha fatto molto, invece. Forse non ci ha avvisati perch sapeva che non sarebbe cambiato niente. L'idea che il destino fosse gi scritto non pot fare a meno di confortarlo: Forse sono stato condannato fin da subito a commettere simili atrocit e nemmeno l'Erede si pu opporre al fato.
Interruppe infine il collegamento e abbass le mani. Eos spalanc gli occhi e gli rivolse uno sguardo stralunato, dopodich si accasci come un sacco vuoto. Walter si affrett a inginocchiarglisi accanto e gli controll i battiti, premendo due dita contro la carotide.
Non  morto, tranquillo, disse Bryan,  solo svenuto. Sai, non  facile sopportare la pressione psichica dell'Erede.
Walter lo scrut, perplesso. Ma io non ho perso i sensi quando hai esaminato la mia mente, obiett. E non ho neanche pi i miei poteri, sono una persona... normale.
Il ragazzo rimase un attimo in silenzio, osservando il padre e ricordandosi che non aveva sacrificato solo le sue capacit. Con lui non sono stato altrettanto delicato... Ma fatti vedere bene.
L'Insorta obbed, seppure aggrottando la fronte, dubbioso. Che cosa c'?
Queste rughe non c'erano quando eravamo ancora nel mondo di sotto, comment Bryan, indicando gli angoli della bocca di Walter. E nemmeno quelle, aggiunse, accennando agli occhi. Schiocc le dita ed esclam: Eos, alzati! E dimmi che esiste un modo per salvare mio padre....
Come un pupazzetto a molla, l'interpellato si sollev di scatto a sedere, boccheggiando e sgranando gli occhi. Non impieg pi di un paio di secondi per recuperare la sua consueta flemma e, mentre si rialzava, una mano si era gi infilata nel taschino per recuperare il monocolo. Come hai notato, il suo corpo ha intrapreso la fase degenerativa: gli resta mezza giornata di vita.
Bryan rimase a bocca aperta, incapace di parlare, e si volse verso Walter, che abbass lo sguardo. Me-mezza giornata?, balbett. Sent le budella torcersi per la rabbia e la frustrazione. Mezza giornata!, ripet, ma questa volta fu quasi un grido. E tu, apostrof Eos, puntandogli un dito contro il petto, nella tua divina sapienza, non puoi fare nulla per lui?
Mentre sarai negli inferi, rispose l'uomo, io svolger degli esperimenti su di lui e mi adoperer per prolungargli la vita. Gli doner tre o forse quattro mesi.
Che cosa diavolo significa forse nel tuo vocabolario?, ringhi Bryan. Tu sai tutto, tu devi sapere tutto! O non sei nemmeno sicuro che io riuscir a tornare indietro?
Sta' tranquillo, Bryan, lo rassicur Walter, appoggiandogli le mani sulle spalle.  gi pi di quanto mi aspettassi quando ho deciso di scoprirmi il volto. Si tratta di un misero sacrificio, in fin dei conti, visto che ti permetter di salvare Leila... e anche te stesso.
Il ragazzo si scroll di dosso le mani del padre. E poi che razza di stronzata  questa? Come  possibile che la sorte del capo della Comunit sia legata a un passamontagna? Cio, dovrebbe essere il ribelle pi potente, invece.... Si rivolse direttamente a Walter: Era sufficiente scoprirti la faccia non solo per renderti inerme... ma persino per ucciderti. Imprec. Tutto questo  ridicolo!. Torn a fissare Eos, imperturbabile. Come hai potuto ideare una cosa simile? Te lo chiedo sul serio, visto che ti reputi un genio... Come hai potuto creare un leader soggetto a una simile debolezza? Almeno fosse stata una maschera saldata proprio sulla faccia, una maschera metallica forgiata con qualche lega indistruttibile... Invece era un fottutissimo passamontagna!.
Walter appoggi di nuovo le mani sulle spalle di Bryan, questa volta con maggior vigore. Non era un semplice passamontagna: solo io potevo togliermelo... gli altri avrebbero fatto prima a staccarmi la testa piuttosto che a scoprirmi la faccia.
Inoltre, intervenne Eos, l'Insorta ha esaurito il suo scopo: Morpheus  morto. E per tutto questo tempo, dagli albori della Comunit, le vesti sacre hanno svolto in modo egregio il proprio lavoro. I tuoi lamenti, dunque, sono futili e fuori luogo. Tacque per un attimo, come se si aspettasse una replica da parte di Bryan, poi riprese: Necessito ancora di qualche ora per ultimare i preparativi del rito. Vi mander a chiamare quando tutto sar pronto. Volse loro le spalle e si allontan con calma, appoggiandosi appena al suo bastone. Mettetevi pure comodi. Senza dubbio avrete molto di cui parlare.
... ...
D'accordo, Morpheus, acconsent la voce possente e roboante del Diavolo. Cos sia.
Gioendo in cuor suo, il mezzodemone si sollev sulla punta dei piedi e tese una mano in alto, verso l'immane arto cereo che, con grande lentezza, si stava abbassando su di lui. Ottimo, bisbigli, scrutando in tralice gli occhi nerissimi che lo fissavano.
La sua piccola mano tocc la punta dell'indice gigantesco. E il diabolico patto fu suggellato.
... ...
Ho lavorato nella Baia per sette anni, disse Walter, sprofondato nella poltrona posta di fronte a quella su cui si era seduto Bryan, prima di scoprire di essere il padre dell'Erede del Talismano.
Un bel colpo, eh?, comment il ragazzo, ticchettando con le dita sul bracciolo destro.  stato Morpheus stesso a dirtelo?.
L'Insorta annu. Julius mi convoc nel suo ufficio e trovai il gran capo in persona ad attendermi. Mi disse che la ricerca dell'Erede era finalmente giunta al termine. Fra noi discepoli girava la diceria - quella che allora credevo fosse una diceria - secondo la quale l'Erede un giorno avrebbe ucciso il fondatore della Baia. Me lo lasciai sfuggire parlando in modo avventato, ma appena mi resi conto di quello che stavo dicendo iniziai a balbettare. Walter sorrise. Morpheus minimizz la faccenda, dicendo che si trattava semplicemente di una leggenda lasciata circolare dall'Insorta... e dalla sua combriccola. S, mi pare che avesse detto proprio cos. Ridacchi, passandosi una mano sulla nuca rasata. E invece....
Come hai reagito scoprendo la mia vera natura?, volle sapere Bryan.
Si sforzava di non prestare attenzione alle rughe che si diffondevano sul volto del padre: gli pareva che segnassero la pelle a vista d'occhio, ma forse era solo suggestione. Non appena Eos se n'era andato, il ragazzo era ricorso ai poteri del Talismano nel tentativo di arrestare il processo degenerativo di Walter, ma non aveva ottenuto alcunch, a parte un senso d'impotenza simile - seppur meno intenso - a quello che aveva provato viaggiando indietro nel tempo per cercare di salvare Leila.
Ricordo che rimasi imbambolato: fu, come si suol dire, un fulmine a ciel sereno. Balbettai che eri ancora piccolo; dovevi avere quattro anni allora. Morpheus, per, mi rispose che la Baia non aveva fretta e che avrei potuto aspettare che tu fossi cresciuto per dirti chi eri realmente.
Morpheus  sempre stato molto premuroso, borbott Bryan. Non ti aveva reso orgoglioso quella notizia, comunque?
Be', dapprima mi sono sentito soprattutto frastornato. Poi, per, ripensando a ci che mi aveva detto, ovvero che eri destinato a fare grandi cose e che saresti diventato il suo braccio destro....
La mamma non sapeva che eri un discepolo, vero?.
Walter scosse la testa. E quando mi decisi a dirle la verit..., abbass gli occhi verdi e si torse nervosamente le dita, quasi ci rimisi la vita, concluse tutto d'un fiato, tornando a guardare Bryan. Ma lasciami dire le cose in modo ordinato, non voglio confonderti. So che hai gi sbirciato nella mia memoria, ma non penso che sia come sentirsi raccontare qualcosa.
Questa parte della storia mi interessa parecchio, disse il ragazzo. Quando ho detto alla mamma di essere dotato di capacit paranormali  quasi impazzita e ha iniziato a chiamarmi mostro. E poi ha detto che anche tu eri uno di loro (subito non avevo prestato attenzione a queste sue parole, pensando che delirasse, ma adesso capisco cosa intendeva), che eri un mostro e mi avevi trasformato... Deve essere rimasta traumatizzata a quel tempo. E anche io sono rimasto sconvolto da piccolo: infatti ho continuato a lungo ad avere degli incubi.
... ...
Eos ammir soddisfatto la stanza da bagno, ormai irriconoscibile. Irriconoscibile e, doveva ammetterlo, a dir poco grottesca. Non aveva ancora terminato i preparativi, tuttavia sapeva di essere a buon punto. Aveva iniziato a darsi da fare non appena l'Erede e la Generalessa se n'erano andati via. Aveva messo da parte un po' di acqua insanguinata e aveva scaricato nei condotti il resto del torbido - e macabro - liquido. Poi aveva cominciato a segnare sul pavimento, sulle pareti e persino sul soffitto intricatissimi arabeschi di simboli arcaici e rune ormai dimenticate da tutti (ma non da lui), servendosi di carboncini e di vari generi di... inchiostro. La specchiera sul lavandino era stata interamente ricoperta di formule tracciate con sangue di vergine; ogni singola piastrella del pavimento era stata riempita con centinaia di segni vergati con una penna d'angelo intinta nel plasma di demone; sulle pareti opache dei due box doccia Eos aveva stilato un interminabile elenco di frasi rituali. Ormai nemmeno una minuscola superficie era rimasta linda, a parte il sottile camminamento che dalla porta conduceva alla vasca.
Seguendo un preciso schema di aggiunta e miscela, aveva riempito la vasca di acqua cristallina. Ma non si trattava di comune acqua, certo che no, bens di un geniale connubio di liquido benedetto (in parte proveniente dalle classiche mete di pellegrinaggio) e maledetto (che Eos aveva raccolto soprattutto per conto proprio, nelle zone a pi alta attivit demoniaca).
Sar il bagno migliore della sua vita, disse fra s e s, chinandosi a raccogliere un paio di ampolle di vetro. La prima conteneva le lacrime di un unicorno, l'altra le sue urine. A tempo debito, le avrebbe versate contemporaneamente nella vasca.
In virt dell'ineccepibile rito che aveva rielaborato, Bryan sarebbe stato in grado di scendere negli inferi senza perdere nemmeno un frammento del potere del Talismano; Eos non nutriva alcun dubbio in proposito. Gli avrebbe reso un servigio di valore incommensurabile, insomma.
E in cambio non pretendeva altro che uno dei suoi occhi.
... ...
Walter continu a raccontare, interrompendosi soltanto quando Bryan gli poneva delle domande (nella Citt Sotterranea, il ragazzo aveva esaminato solo parte della sua mente, per controllare che fosse chi appariva, quindi non conosceva ancora la storia completa). Gli narr della reazione di Viviana quando aveva scoperto la verit, degli incubi - i cui protagonisti erano Bryan e Morpheus - che lo avevano tormentato per mesi, spingendolo sull'orlo di una crisi nervosa, di come si era confidato con il collega Altan, che gli aveva rivelato di essere un ribelle... E mi convinse che tu saresti stato al sicuro soltanto nel Rifugio della Comunit, disse Walter, stringendosi nelle spalle. Toss e si pass la lingua fra le labbra. Mi si  seccato il palato a forza di parlare....
Il flusso della storia si era interrotto e Bryan torn a osservare il volto del padre, segnato da rughe sempre pi profonde, soprattutto sulla fronte e agli angoli degli occhi. Inoltre il mento e le guance erano state ricoperte da una folta barba ingrigita, mentre sulla testa erano cresciuti lisci capelli brizzolati, lunghi pi di quattro dita. Pareva che in un'ora scarsa fosse invecchiato di svariati anni; iniziava a temere che il pronostico del padrone del castello fosse persino troppo ottimista.
Non ti preoccupare, presto Eos aiuter anche me, disse Walter, cogliendo i cupi pensieri del ragazzo. Quando tornerai dagli inferi insieme a Leila, mi troverai vivo e vegeto... giusto con qualche acciacco in pi.
Bryan, con un lieve guizzo di volont, evoc un calice pieno d'acqua fresca e lo fece levitare fino a Walter, che lo afferr dopo una leggera esitazione (si era accorto, infatti, che anche le sue unghie stavano crescendo come la barba e i capelli) e bevve un paio di sorsi.
Continua a raccontare, se te la senti.
Mica sono decrepito!, esclam l'Insorta, a met strada fra l'ironico e l'amareggiato.
Bryan ascolt affascinato il resto della storia: finalmente qualcuno gli stava fornendo un quadro globale - e autentico - di come erano andate lo cose durante la sua travagliata infanzia. Mentre i ribelli avevano cercato di rapirlo da sotto il naso di Morpheus, Walter e Altan si erano trovati a tu per tu con un Gigante (Zero, quel bastardo!, esclam Bryan. Non avevo idea che avesse cercato di ammazzare pure te!), che aveva ucciso il secondo e inseguito il primo nel lago. Walt era fuggito sulla sua barca, ma in breve era stato raggiunto.
Con una mano si tenne al bordo e con l'altra artigli il mio collo. Tentai di liberarmi dalla stretta, ma fu inutile: era troppo forte. Allora mi disse: Potrei ucciderti cos, ma ho deciso di concederti una morte onorevole, anche se forse non la meriteresti: sar la mia leggendaria spada....
... ...
...a porre fine alla tua esistenza.
Che... onore..., boccheggi l'uomo, poi la lama fatale cal su di lui. Nonostante il Gigante gli avesse liberato la gola, era paralizzato dal panico (riusc solo a inclinare un po' la testa verso l'alto) e sapeva che, se anche fosse riuscito a creare una barriera, non sarebbe servita a niente. Sono morto, ebbe appena il tempo di pensare, prima di percepire il freddo contatto con la spada, che raggiunse il suo volto in obliquo.
La lama affond nella tenera carne della guancia e in quella del mento, ma Walt non prov dolore; n prov alcun male quando gli attravers tutto il cranio, sbucandogli dal lato opposto della faccia e trafiggendogli la spalla sinistra. Si aspettava che i suoi occhi smettessero di vedere e la testa si staccasse, invece tutto rimase immobile; solo, si rese conto di un violento formicolio sottocutaneo che gli aveva invaso interamente il corpo.
Il Gigante sollev di nuovo la spada e la cal una seconda volta, emettendo un ruggito selvaggio. Walter si vide passare la lama proprio fra gli occhi, ma non sent niente.
Ma che diavolo...?, ringhi Zero. Arretr un poco e sollev la visiera del casco, come se temesse di non vedere bene.
Walt era quasi sicuro di essere ancora vivo, ma non capiva come ci fosse possibile. Abbass lo sguardo sulle proprie mani e not che erano evanescenti: non sembravano pi fatte di carne. Prov a toccarsi il viso e le dita affondarono nel nulla. Era diventato incorporeo. Se non fosse stato per la reazione del sicario, avrebbe pensato di essere morto e di aver abbandonato il proprio corpo.
Il Gigante, scagliando mille imprecazioni, tent altri affondi, ma con sempre minor convinzione. Poi una sorta di nebbia lo avvolse, facendo svanire i suoi contorni. Walter si guard intorno e vide che in realt era tutto ci che lo circondava a sfumare gradualmente e non soltanto Zero. Il processo di offuscamento dur per qualche secondo, finch l'oscurit non inghiott ogni cosa. L'uomo non percepiva pi alcunch, n all'interno n all'esterno del proprio organismo.
Poi una voce, dura ma sofferente, lo richiam indietro dal nulla assoluto: Eccoti, per fortuna....
Il forte formicolio torn ad assalire Walt, mentre il velo buio che gli appannava gli occhi iniziava a squarciarsi, permettendogli di vedere oltre. C-che ... successo?, balbett, riuscendo a distinguere solo delle sagome confuse intorno a s.
Temevo che non sarei riuscito a evocarti in tempo....
Walter sbatt alcune volte le palpebre e finalmente mise a fuoco la figura che gli stava davanti. Indossava delle inconfondibili vesti color smeraldo. Insorta!, grid. Non lo aveva mai visto dal vivo, ma non esisteva discepolo che non avrebbe riconosciuto subito il leader della Comunit. Le sue gambe non lo ressero e croll seduto a terra; poi gemette e strinse i denti: il volto, di punto in bianco, gli si era infiammato di un dolore lancinante. Sollev una mano, si sfior la guancia e scopr una profonda lacerazione da cui il sangue sgorgava copioso; segu lo squarcio con le dita e constat che arrivava sino all'orecchio destro. Mi hai salvato... appena prima che un Gigante... mi decapitasse, ansim, sibilando poi un'imprecazione.
Siamo stati fortunati, dichiar l'Insorta. Era inginocchiato; si protese in avanti, verso Walt, appoggiando una mano al pavimento di pietra e sollevando l'altra. Rese scintillante il palmo e lo diresse verso il suo viso. Permettimi di rimarginare alla buona la tua ferita.
Grazie.
Aspetta a ringraziarmi, lo ammon il capo ribelle, mentre iniziava a donargli un po' della propria energia.
Walt rimase immobile, chiedendosi se fossero soli; pareva di s, per quel poco che poteva vedere e udire. Perch avete anticipato... l'operazione?, domand, non appena il dolore divenne sopportabile. Come sta la mia famiglia? Dove sono mia moglie e mio figlio?
L'abbiamo anticipata perch sapevamo che tu e Altan eravate tenuti sotto controllo dalla Baia, rispose l'Insorta, abbassando il palmo verso il mento dell'uomo. Speravamo di coglierli di sorpresa, facendo credere ai discepoli che avessimo in programma di rapirvi il prossimo venerd, ma purtroppo abbiamo fallito. L'Erede e la tua donna sono ancora a casa, sorvegliati pi che mai.
Dobbiamo andare a prenderli!, esclam Walter, balzando in piedi e facendo una panoramica della stanza in cui si trovava. Era angusta, illuminata solo da alcune candele e pareva sigillata; non filtrava nemmeno un filo di luce dall'esterno. Non dobbiamo....
Impossibile, tagli corto l'Insorta, rimanendo inginocchiato. Adesso l'intera Baia  in allerta, non avremmo alcuna speranza di oltrepassare anche solo il cancelletto. Gli uomini impiegati nella missione sono morti tutti e io stesso sono vivo soltanto perch Morpheus mi ha risparmiato: nella sua grande clemenza, mi ha spezzato la schiena, paralizzandomi le gambe, e mi ha ordinato di strisciare via....
M-ma non posso lasciare l Bryan, bofonchi Walt. Sovrappensiero, si sfior il viso e segu la sagoma in rilievo della lunga cicatrice. E Viviana... Oddio, saranno terrorizzati!.
Mi sono trascinato per un intero isolato, continu l'Insorta, come se non lo avesse udito, poi ho contattato un Tramite e mi sono fatto portare subito qui, al Rifugio, passando per un Punto Focale. Mentre alcuni ribelli si prodigavano per rimettermi in sesto la schiena, ho tentato pi volte di chiamare telepaticamente Altan, senza riuscirci. Tacque per un paio di secondi e fiss con intensit l'interlocutore. Non pensavamo che la Baia avrebbe cercato di farvi fuori; non cos presto, perlomeno, per il semplice fatto che, se lo avessero fatto prima del prossimo venerd, noi avremmo mangiato la foglia. Dunque, pensavamo che per il momento foste al sicuro. Temo che abbiano deciso di eliminarvi non appena noi abbiamo tentato questa fallimentare sortita.
Non rivedr mai pi la mia famiglia, vero?, sospir Walter, tornando a sedersi davanti al leader ribelle. Capisco che abbiate deciso di anticipare il tutto per coglierli di sorpresa, per... avreste potuto avvertire me e Altan in qualche modo.
Mi dispiace, ma non era possibile farlo senza mettere in allerta la Baia. A ogni modo, non appena mi sono reso conto che eri in pericolo, ho mandato via tutti i ribelli che mi stavano curando e ti ho subito evocato, sperando che non fosse gi troppo tardi.
Ti sono davvero grato per avermi salvato la vita, ma non hai risposto alla mia domanda: non rivedr pi mia moglie e mio figlio?
Li rivedrai, ma non potrai mai pi vivere insieme a loro.
Che significa? E poi... come hai evocato me, non puoi evocare anche loro?
No, mi dispiace. Ogni Insorta  in grado di evocare soltanto colui che prender il suo posto.
Walt sgran gli occhi e spalanc la bocca, ma non riusc a parlare. Una stilettata gelida di panico lo trafisse fra le scapole. Deglut pi volte, pregando di non aver sentito bene. V-vuoi... di-dire che...?, balbett, ma non riusc a concludere.
Diventerai il prossimo Insorta.
Non voglio!, grid Walter, pervaso da un profondo sgomento. Non voglio diventarlo! E non puoi costringermi!. Sapeva che, se avesse indossato quelle maledette vesti, non avrebbe mai pi potuto essere riconosciuto da nessuno: nemmeno da Bryan e Viviana, che lo avrebbero dato per morto. No, assolutamente no!.
L'Insorta sollev una mano e gli fece segno di calmarsi. Questo  il modo migliore in cui puoi proteggere la tua famiglia. Ormai sei nella lista nera della Baia, non ti lasceranno nemmeno avvicinare alla casa: ti folgoreranno a vista. E non sognarti neppure di tornare strisciando da Morpheus per supplicarlo di perdonarti. Lui non perdona i tradimenti. Mai. Diventando Insorta, invece, potrai sempre vigilare su tuo figlio... e attendere il momento pi propizio per sottrarlo alla Baia e al suo malefico influsso.
Posso avere un po' di tempo per riflettere?, domand Walt, con un tono di voce tanto flebile da essere appena udibile. Si sentiva frastornato; anzi, annichilito.
L'Insorta esit prima di rispondere: Un po' di tempo s, ma non troppo... Non puoi uscire da questa stanza, n alcun ribelle pu entrare qua dentro e rischiare di guardarti in volto.
Ma non puoi trovare un altro successore? Io rimarrei a vivere nel vostro Rifugio e vi aiuterei nelle missioni, aspettando di riabbracciare mia moglie e mio figlio. Se diventassi Insorta, non potrei farmi riconoscere da loro nemmeno dopo averli portati qua al sicuro, giusto?
Non sono io a trovare il mio successore. Sono queste sacre vesti a sapere, di volta in volta, chi sar degno d'indossarle. E tu sei degno, tuo malgrado. Tacque per alcuni secondi. Non voglio illuderti n ingannarti: non potrai mai farti riconoscere dai tuoi cari, pena la perdita dei poteri e la morte, per potrai proteggerli e vivere vicino a loro quando li avrai portati al Rifugio....
Vivere vicino a loro, che bello! Ho sempre sognato di poter vivere vicino alla mia famiglia! Ma perch? Che bisogno c' di tutta questa segretezza?
Cos  sempre stato, fin dagli albori della Comunit. In tal modo si tramandano i poteri da un Insorta all'altro. Non credere che per me non sia stato difficile rinunciare alla mia identit e alla mia famiglia, ma ho dovuto farlo.
Anche tu lavoravi per la Baia?.
L'Insorta scosse il capo. No, ma adesso non ha importanza. Non possiamo sprecare tempo parlando di me. Sono convinto che tu sarai un leader migliore di quanto lo sia stato io: dopo il Passaggio, non soltanto avrai tutte le mie conoscenze e quelle dei nostri predecessori, ma potrai proteggere l'Erede meglio di chiunque altro. Perch tu sei suo padre.
Trascorsero tre lunghe, lunghissime ore, durante le quali parl quasi sempre l'Insorta, dopodich Walter sospir: Va bene, lo faccio: non ho altra scelta, a quanto pare.
Il capo della Comunit annu. Allora procediamo: togliti tutto quello che hai addosso.
Walt obbed, ma lo fece con estrema lentezza: sapeva che non si stava spogliando semplicemente dei vestiti, bens della propria identit. Al termine del Passaggio, si sarebbe trasformato nell'Insorta: nulla di pi, nulla di meno. Esit prima di togliersi le mutande, poi per si lev anche quelle e le gett sul mucchio di indumenti.
Bene, disse il leader ribelle e gli fece cenno con una mano di inginocchiarglisi davanti. Come ti ho accennato prima, questa parte del Passaggio  piuttosto dolorosa, ma purtroppo  necessaria.
Sono pronto.
L'Insorta fece levitare una delle tante candele accese e la deposit davanti a s. Ricordati tutto ci che ti ho detto e, se pensi che ti sia sfuggito qualcosa, dimmelo subito.
Inizia pure, disse Walter, senza tentare nemmeno di nascondere il tremito nella propria voce.
L'Insorta strinse il pugno, poi tese l'indice e lo avvicin piano piano alla vivace fiammella, fermandolo sopra di essa. Dopo un secondo inizi a gemere sottovoce, perch la pelle si stava bruciando, ma tacque non appena la prima falange prese fuoco; allora sollev il dito infiammato, lo port davanti alle labbra e soffi fino a spegnerlo. Chiudi gli occhi adesso, Walter, e non riaprirli - per nessuna ragione al mondo - se non quando te lo dir io. Intesi?
Intesi, rispose l'uomo, osservando con notevole inquietudine l'indice incandescente che ora pareva un sottile cilindro di metallo arroventato anzich un dito. Sapeva a cosa sarebbe servito. Intesi, ripet, mentre abbassava le palpebre e le serrava con forza.
Giuri di obbedire al tuo istinto, declam l'Insorta, quando le sacre vesti te lo ordineranno?
Lo giuro, rispose Walter, dopo un tentennamento impercettibile dovuto alla vicinanza del dito rovente, che quasi gli sfiorava il ventre. Adesso, pens, firmer il giuramento sulla mia pelle.... Non riusc a trattenere uno strillo sofferente quando la punta dell'indice gli tocc la cute, ustionandola e scavando in essa; e continu a gemere mentre, con lentezza allucinante, l'Insorta tracciava un cerchio intorno al suo ombelico. Boccheggi di temporaneo sollievo non appena il dito si allontan, bench il dolore cocente non si fosse attenuato ma solo stabilizzato. Ora, si disse, si deve togliere ci che indossa dalla cintola in gi.
Svariati secondi pi tardi, dopo non pochi grugniti infastiditi, l'Insorta torn a parlare: Giuri di obbedire al tuo cuore, quando le sacre vesti te lo ordineranno?
Lo giuro. Walt strinse ancora di pi le palpebre, contrasse tutti i muscoli e si prepar a resistere a una nuova ondata di dolore. Il dito incandescente incise un altro cerchio nella sua pelle, pi grande e concentrico al precedente. La sofferenza fu anche maggiore di prima, poich maggiore era l'estensione dell'ustione (e della lacerazione).
Passarono alcuni secondi, durante i quali l'Insorta si spogli quasi del tutto, lasciando coperta soltanto la testa; perlomeno, cos aveva detto al suo successore, che poteva solo udire il fruscio degli indumenti. Giuri di obbedire alla tua mente, quando le sacre vesti te lo ordineranno?
Lo... giuro, rantol Walter. Temendo di non poter resistere a un tormento ancora peggiore, focalizz i volti di Bryan e Viviana, per darsi coraggio: lo stava facendo per loro. L'Insorta tracci sulla sua pelle - nella sua carne - una circonferenza che racchiuse le altre due, dopodich indietreggi per togliersi anche il passamontagna.
Seguendo il rituale, Walt si alz in piedi e rimase in attesa, immobile, osando appena respirare.
Io ti dono il mio istinto!, esclam l'Insorta.
E io accetto il tuo dono.... Walter sollev con titubanza una mano e strinse i pantaloni che gli venivano offerti; li indoss con estrema delicatezza, tenendo gli occhi chiusi. Afferr poi gli stivali e, stando attendo a non perdere l'equilibrio, li calz entrambi.
Io ti dono il mio cuore!.
E io accetto il tuo dono. Walt prese e infil la parte superiore della veste, cercando di non strofinare troppo la sacra stoffa sulle tre ustioni concentriche che gli torturavano la pancia. Indoss pure i guanti, anche se l'Insorta non li aveva alle mani quando il Passaggio era iniziato (ma prima non aveva tralasciato di spiegargli quel particolare, per cui non si preoccup).
Io ti dono la mia mente!.
E io accetto il tuo dono!, quasi grid Walter in risposta. Fremette mentre l'Insorta gli infilava, a poco a poco, il passamontagna sulla testa, coprendogli dapprima la fronte, poi gli occhi, il naso, la bocca, il mento e infine il collo.
Adesso guarda.
Walt lasci passare un paio di secondi prima di dischiudere le palpebre. Era terrorizzato dall'idea di quello che avrebbe visto, ma nel contempo provava un'attrazione irresistibile.
Il viso del leader ribelle era scoperto, tuttavia lui non riusc a vedere nient'altro che i suoi occhi, forse mille volte pi verdi e luminosi di prima. Guardare in quei due strabilianti globi fu come affacciarsi su un mondo in miniatura: tutte le anime dei predecessori dell'Insorta si agitavano in essi, navigando e galleggiando nelle loro memorie.
I due occhi si avvicinarono a quelli di Walter: di pi, sempre di pi. Lui avrebbe voluto gridare di estasi e di orrore al tempo stesso, ma non riusc nemmeno a bisbigliare. Erano vicini, sempre pi vicini. Scrutando quelle anime, che contraccambiavano con intensit il suo sguardo, fu tentato di scappare via, ma ormai era troppo tardi. Davvero troppo tardi. Gli occhi dell'Insorta, infatti, si sovrapposero ai suoi, sostituendoli.
Cos Walter divenne...
... ...
Cos divenni Insorta, concluse Walter, lisciandosi con una mano la lunga barba grigia, ormai striata di bianco. Ti ho raccontato il rituale segreto che ci siamo tramandati per secoli... tanto ormai  tutto finito.
E cosa hai provato in quel momento?, volle sapere Bryan.
Dire che fu scioccante sarebbe parecchio riduttivo.... Walt inizi a ridere, ma subito dopo venne interrotto da un forte attacco di tosse. Ecco, a questo proposito c'era una cosa che volevo dirti. Toss ancora. Mi sembrava giusto parlartene....
Dimmi pure.
L'uomo sollev gli occhi stanchi sul ragazzo e disse: Io non sono tuo padre.
... ...
Duns, il bizzarro servitore di Eos, si sporse appena oltre l'uscio della stanza da bagno e storse il naso vedendo com'era stata conciata. Mi hai chiamato, padrone? Devo contattare un'impresa di pulizie?
Conserva le tue facezie per te, rispose Eos, rimanendo chino sulla vasca, e vai ad annunciare all'Erede che il rito pu avere inizio.
... ...
Cio, io non sono soltanto tuo padre, si affrett a precisare Walter. Al termine del Passaggio, quando sono diventato Insorta a tutti gli effetti, si sono riversate in me le essenze - le anime, gli spiriti, chiamali come vuoi - di coloro che mi hanno preceduto, insieme al loro bagaglio di ricordi ed esperienze; o, perlomeno, parte di esso. Dunque, da allora, io non sono mai pi stato soltanto Walter, ma qualcosa di diverso... di pi complesso. Cio, io so bene chi ero e chi sono, ma ho delle reminiscenze di tutti gli altri. Scusami, non so bene come spiegarmi.
Tranquillo, ho capito ci che intendi, disse Bryan, fissandolo con aria assorta. Pi o meno... Ma senti le loro voci?
No, no, e non sento nemmeno dei pensieri distinti. Per conosco i loro nomi, i loro volti e ci che hanno fatto in vita.  come se fossi dotato di una conoscenza multipla. Quando ho perso i poteri, per, la coscienza di queste anime  diventata subito labile - molto labile - e credo che fra non molto svanir del tutto. Quando hai controllato nella mia mente, infatti, non penso che tu abbia percepito altro che i loro echi....
Bryan era sempre pi preoccupato per le condizioni del padre, che dall'inizio del racconto pareva essere invecchiato di oltre vent'anni; tuttavia si sforzava di non darlo a vedere. E cos Zero era un imbroglione, eh?
Imbroglione? Che intendi?
Be', il suo nome, cos diceva, era dovuto al fatto che non aveva mai fallito neanche una sola missione. Invece, aveva gi fallito con te: non era riuscito a farti fuori.
Eh gi, convenne Walter, ciononostante, deve aver finto di averla portata a termine, per incassare il compenso della Baia. Ed  stato fortunato che io sia sparito dalla circolazione, celandomi sotto le vesti dell'Insorta, altrimenti presto Morpheus avrebbe mangiato la foglia e lo avrebbe punito.
Ehil, umani!, li apostrof la voce gracchiante di Duns. Era accovacciato alla base delle scale. Eos vi aspetta in bagno, ha finito di preparare il rito. Ma, se volete continuare a chiacchierare, posso dirgli che si rimanda tutto....
Mostriciattolo spiritoso, ringhi Bryan, sollevandosi di scatto e muovendo due passi verso la poltrona dell'Insorta. Gli tese la mano e disse: Forza, non perdiamo tempo. Il padre gliela strinse e lui tocc la pelle inaridita e le vene in rilievo, faticando a nascondere una subitanea repulsione (causata anche dalle lunghe unghie). Teletrasport subito se stesso e Wall davanti alla stanza da bagno; non dentro, per non rischiare di compromettere il rito. Eos?, chiam, sporgendosi sulla soglia e guardando all'interno, che era ben diverso da come se lo ricordava.
L'atmosfera era cupa e sinistra, soprattutto per via delle molte candele, di varie forme e dimensioni, accese qua e l.
Si tratta di ceri benedetti, spieg Eos, emergendo dall'ombra e cogliendo gli sguardi del ragazzo. Contribuiscono a creare la dicotomia fra bene e male necessaria per consentirti di scendere negli inferi. La tua stessa anima, ormai,  scissa in due.... Fece un cenno e usc dal bagno non appena gli altri lo lasciarono passare. Vedi la vasca? Entra e immergiti in essa, ma cammina solo nella parte di pavimento che ho lasciato intonsa, priva delle formule arcane. Mi raccomando, muoviti con garbo e non calpestare nulla di ci che ho scritto o tracciato. Un unico errore - o una sbavatura - potrebbe compromettere la riuscita del rito.
Star attento, promise Bryan, poi si volse verso Walter e disse: Sono felice di averti ritrovato - se cos possiamo dire - e di aver parlato con te. Se da un lato mi sento in colpa per averti costretto a svelare il tuo vero volto, mi consolo pensando che perlomeno ho scoperto che durante questi anni tu hai sempre vegliato su di me. Anche quando io pensavo di essere solo, in realt non lo ero. Sospir e allarg le braccia, avvicinandosi di un passo al padre. Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me.
Oh, Bryan... non c' bisogno che mi ringrazi, ribatt l'Insorta, stringendo il figlio in un fragile abbraccio. Dimmi solo che mi perdoni per i tanti errori che ho fatto, ma soprattutto per non averti protetto dal Talismano.
Ti perdono. Il ragazzo baci entrambe le guance rugose del padre, poi guard i suoi occhi, le cui iridi iniziavano a sbiadirsi, e si sforz di sorridere. Spero di tornare in questo mondo, insieme a Leila. E spero di rivederti.
Me lo auguro anche io, sospir Walter, con tutto il cuore.
Bryan annu, poi si volse e mise piede nel bagno, lasciando che i vestiti gli scivolassero di dosso - come se fosse diventato incorporeo - e si ammucchiassero per terra. Completamente spoglio, avanz con attenzione lungo la striscia di piastrelle non scarabocchiate, senza guardarsi intorno e senza girarsi indietro. Si ferm davanti alla vasca, si chin sopra di essa e non si stup di trovarla piena di quella che pareva null'altro che della semplice acqua (aveva acquisito i dettagli del rito leggendo nella mente di Eos).
Immergiti in tutta tranquillit, non ti succeder niente. Non subito.
Il ragazzo obbed e infil un piede nella vasca, poi l'altro. L'acqua era fresca, ma non gli procurava alcuna strana reazione, quindi si abbass e si sedette, bagnandosi fino al petto. Si volse e vide Eos, in piedi accanto a lui, sul pavimento; prima non aveva notato la benda argentata che aveva sostituito il solito monocolo cerchiato d'oro.
Come sai, poich hai sondato la mia mente, in cambio del generosissimo servigio che ti rendo, disse l'Uomo Senza Tempo, desidero soltanto fare un piccolo scambio.... Sollev le mani e mostr a Bryan un recipiente trasparente che conteneva un fluido giallastro. Lo conserver qua sino al tuo ritorno. Non ignoro che puoi rigenerarti, ma  meglio essere previdenti.
Va bene. Il ragazzo spalanc l'occhio destro e vi accost il pollice e l'indice. Si concentr, ricorrendo al potere del Talismano, su un solo pensiero: Non devo provare dolore.... Pose le dita agli angoli del bulbo oculare e inizi a premere con delicatezza, tenendo le palpebre pi aperte possibile. Un paio di secondi pi tardi, l'occhio schizz fuori dall'orbita e produsse un suono flaccido cadendo sul palmo. Il ragazzo non soffr pi di quanto avrebbe sofferto se si fosse tagliato un'unghia e non perse nemmeno una goccia di sangue; nemmeno quando tranci il nervo ottico e recise i muscoli attaccati al bulbo. Si concesse solo un verso disgustato mentre sporgeva il macabro resto e lo lasciava cadere nel recipiente che Eos aveva appoggiato sul bordo della vasca. Rimase a guardare la propria pupilla che, attraverso il fluido in cui era sospesa, lo fissava in modo alquanto inquietante.
Ottimo, comment l'uomo, sigillando il contenitore e posandolo adagio sul pavimento. Si chin e si raddrizz tenendo in mano un altro recipiente, uguale nella forma al precedente e molto simile nel contenuto: l'unica differenza era costituita dal colore dell'iride dell'occhio immerso all'interno: verde anzich marrone. Ora dovresti inserire questo nella tua orbita, integrandolo nell'organismo. L'ho incantato in modo tale che, quando me lo restituirai, vedr anche io tutto ci che fu avrai visto negli inferi. Si tratta di un'occasione imperdibile per accrescere la mia gi eccellente sapienza.
D'accordo, disse Bryan. Rimase in attesa con il palmo sollevato mentre Eos svitava il coperchio e fu lui stesso a far levitare il bulbo oculare nella propria mano. Lo osserv con attenzione per alcuni secondi, poi lo accost all'orbita destra, svuotata. Non dovette sforzarsi troppo, grazie al Talismano, per saldare il proprio nervo ottico con il troncone che penzolava dall'occhio di Eos; e lo stesso fece con i sottili muscoli. Quando lo ebbe sistemato per bene nel cavo oculare, sbatt qualche volta le palpebre.
Ordunque? La vista  buona?
S, rispose il ragazzo, non mi sembra di notare alcuna differenza rispetto a prima. Si volse e domand:  ancora verde?.
Eos si avvicin un poco, stringendo appena l'occhio superstite. No, ha assunto la medesima colorazione dell'altro.
Bene, allora siamo pronti per cominciare. Devo immergermi e bere questo liquido fino a riempirmi lo stomaco, vero?
Giusto, assent Eos, poi aggiunse: Quando sarai pregno d'acqua rituale, dovrai staccarti dal petto il Talismano, lasciando comunque che ti sfiori quasi la pelle. Al mio segnale, sollev le mani e gli mostr, deposto sui palmi, un lungo corno affusolato e fosforescente che aveva appena raccolto dal pavimento, ovvero quando ti toccher lo sterno con quest'appendice ossea di unicorno, dovrai inspirare con forza e riempire anche i polmoni. E poi....
Bel gingillo, comment Bryan, accennando al corno. Il resto lo so, tranquillo: l'ho letto nella tua mente. Non c' bisogno di perdere altro tempo.
Che la traversata ti sia propizia....
Il ragazzo si gir, si inginocchi sul fondo della vasca, si chin e sorb diversi lunghi sorsi. Si raddrizz e scocc un'ultima occhiata a suo padre, il cui profilo si stagliava sulla soglia della porta, dopodich si distese supino, appoggiando anche la nuca sul fondo della vasca. Port quindi entrambe le mani al Talismano, fece aderire le dita ai bordi sfaccettati e, senza alcuna difficolt (a differenza di quando aveva cercato di strapparselo via nella torre), disincagli la pietra dal petto.
Tutta la calma che aveva provato fino a quel momento si trasform istantaneamente in terrore cieco: aveva appena consegnato la propria vita nelle mani di Eos! E se qualcosa fosse andato storto... Fu tentato di ricongiungersi subito con il Talismano e dovette compiere un enorme - e innaturale - sforzo di volont per trattenersi. Ecco - diranno - come mor l'Erede, non pot fare a meno di pensare, in una vasca da bagno. La pietra era cos vicina alla pelle che quasi la sfiorava: il suo potere la lambiva, suadente e...
Bryan sent la punta del corno appoggiarsi allo sterno. Sapeva ci che prevedeva il rito a quel punto, tuttavia... Attraverso l'acqua vedeva la sagoma di Eos, sfocata e deformata, che lo sovrastava. La creatura pi potente del mondo intero si suicida mentre si fa il bagno, torn a pensare, sentendosi invadere dal panico.
Il corno si sollev, poi lo tocc di nuovo, ma con minor delicatezza.
Il ragazzo si accorse in quel momento di essere preda di un tremendo mal di pancia, provocato da tutta l'acqua che aveva ingerito; e si rese anche conto che i suoi polmoni reclamavano ossigeno: doveva tirarsi subito su e prendere una boccata d'aria.
Non voleva annegare. Voleva respirare.
Cerc di sollevarsi, ma Eos lo tenne gi con una mano, premendolo contro il fondo. Grid, quasi esaurendo le sue ultime riserve di aria, e tent ancora di alzarsi, ma l'uomo era implacabile e lo schiacciava senza piet. Il panico si era ormai diffuso in ogni fibra del suo essere.
In breve, i polmoni si svuotarono completamente. Per il ragazzo non fu pi possibile trattenersi e diede inizio, dopo un violento singulto, a una serie di inspirazioni affannate, disperate. Per ogni sorsata d'acqua inalata, riceveva milioni di stilettate interne, come se il liquido si trascinasse dietro degli spilli. Poco dopo il cuore and in fibrillazione.
Bryan era ancora cosciente quando il corno gli trapass lo sterno, penetrando nel suo petto.
8 G.d.M.
Walter gemette d'angoscia vedendo Eos calare il corno in acqua. Dalla soglia non poteva distinguere il corpo di Bryan, ma sentiva il nevrotico sciabordio - provocato da braccia e gambe che si dimenavano - ed era in grado di immaginare la sua atroce sofferenza.
Fa' che finisca presto, fa' che finisca presto....
Era tentato di entrare e interrompere tutto, per non far pi soffrire Bryan, ma non poteva. Si sedette per terra, appoggi la schiena contro la parete a destra della porta e si prese il viso fra le mani, sentendo la propria pelle incartapecorita. Chiuse gli occhi, umidi di lacrime, e il suo corpo inizi a essere scosso dai singulti. Bryan... Bryan....
Si tapp le orecchie con le mani per non sentire lo sciacquio proveniente dalla vasca: il ragazzo stava lottando con tutte le forze per riemergere, per respirare. Non lottare, figlio mio, pens, non agitarti. Non fai altro che aumentare la tua sofferenza.... Imprec fra i denti, con una voce stentata che non riconobbe come propria. Non avrei dovuto acconsentire a questo. Non avrei dovuto lasciarmi convincere da Eos a svelare il mio volto.  riuscito a... irretirmi, con i suoi discorsi. Non avrei dovuto condurre Bryan qui, mettendolo alla sua merc. Trasal quando, poco dopo, una mano gli sfior la spalla: si raddrizz e spalanc gli occhi.
L'Erede se n' andato, annunci Eos in tono solenne, e Walter scoppi a piangere. Se n' andato, ribad, poi chiuse la porta dietro di s. Non nuocer pi a questo mondo.
... ...
Bryan aveva perso la coscienza di s e del proprio corpo: l'oscurit non solo lo avvolgeva, ma lo permeava. Perlomeno, per, non provava pi alcun dolore; e questa non era cosa di poco conto.
Eos, bastardo!, imprec fra s, sorprendendosi di essere in grado di articolare un pensiero. Stronzo!. Smaniava dalla voglia di prenderlo a calci; anzi, smaniava dalla voglia di afferrargli la nuca, spingergli la faccia sott'acqua e tenerla gi per un bel pezzo. Ti odio!.
Era stato orrendo affogare, ma la stilettata con il corno era stata la ciliegina sulla torta: gli aveva trapassato il petto ed era sbucato dall'altra parte. Quando, leggendo nella mente di Eos, aveva scoperto quali sarebbero stati i vari passi del rituale, non aveva pensato che durante i momenti peggiori - ovvero l'annegamento e la pugnalata - non avrebbe potuto contare sul Talismano. Era stato stupido da parte sua non pensarci, dannatamente stupido; ma forse il problema era l'abitudine che aveva fatto a quegli immani poteri: aveva ormai perso la concezione di s senza di essi.
Ma forse me lo sono meritato, si disse, dopo aver rimuginato un po'. Mi merito questo e altro, per ci che ho fatto a quei poveri Sotterranei, e pure ai discepoli... A ogni modo, era stata un'esperienza davvero terrificante.
Seguendo il procedimento del rito, dopo la pugnalata Eos avrebbe dovuto premere di nuovo il Talismano contro il petto di Bryan, che avrebbe dovuto recuperare tutti i suoi poteri nel momento stesso in cui la discesa infernale si spalancava sotto lui.
Ma il ragazzo non vedeva alcuna discesa.
... ...
Walter osservava con aria assorta Eos, fermo davanti a una piccola porta mezza divorata dalle tarme. Aveva infilato una lunga chiave in una serratura arrugginita e ora stava tribolando per farla scattare; quando infine riusc ad aprire l'uscio, emise un lieve borbottio di soddisfazione.
Seguitemi, prego, disse l'Uomo Senza Tempo, varcando la soglia. E indossate questo, aggiunse, porgendogli un pesante poncho di lana.
Walter lo ringrazio e se lo infil. Non c' bisogno che mi diate del voi, borbott. Non sono pi l'Insorta, ormai. Eos non replic, ma s'inoltr nella stanza. Lui gli and dietro. Una violenta fitta lo colp ai lombi, costringendolo a fermarsi e ad appoggiarsi allo stipite della porta. E fra non molto sar bell'e morto, se non fate qualcosa al pi presto per rallentare il mio invecchiamento.... Riprese a camminare e si sent ghiacciare non appena varc la soglia: fu come entrare in una cella frigorifera. Ma che dia...?, la domanda si perse sulla sua lingua non appena si rese conto di trovarsi in una caverna costellata di stalattiti e stalagmiti.
Chiudi la porta, gli ordin Eos, ritto accanto a una colonna di ghiaccio incastonata fra il pavimento e la volta rocciosa, e avvicinati.
Walter si guard un attimo intorno, mentre il suo fiato si condensava in candide nuvolette, poi obbed e sigill la grotta. Fa freddino, eh?, comment con voce arrochita, dopodich cominci a tossire.
Adesso, disse Eos, scopriremo se questa portentosa colonna  in grado di scovare l'Erede anche negli inferi. Sollev le mani e accost i palmi alla superficie ghiacciata. Ritengo che sia improbabile, ma non impossibile... soprattutto ora che lui possiede una parte di me. Esit prima di toccare il gelido pilastro.
Walter, giunto accanto a lui, se ne accorse e disse: Non sono affatto... sicuro di volerlo scoprire. S'interruppe per un altro colpo di tosse. Ho paura di quello che potrei vedere. Mio figlio..., sospir e trattenne un gemito.
L'ignoranza giammai  la soluzione, ribatt Eos e appoggi entrambi i palmi contro la colonna. Ah!, grid e subito la sua testa cominci a tremare con violenza, come se un essere invisibile la stesse scuotendo. L'attacco convulsivo fu tanto intenso quanto rapido, infatti non dur pi di tre secondi. Per Diana e per Apollo!, esclam, non appena si fu calmato. Si volse e, con l'unico occhio, rivolse uno sguardo leggermente stralunato a Walter. Presto, tocca il ghiaccio!. Le sue labbra tremolarono, poi si distesero in un sorriso meno flemmatico del solito, anzi quasi eccitato. Non temere, non sar doloroso.
Ma che vi  successo?, volle sapere Walt, osservandolo con inquietudine. Siete... strano.
Strano?, ripet l'uomo, senza smettere di sorridere. Semplicemente, sono rimasto sorpreso dalla mia stessa genialit. Tocca anche tu la colonna e comprenderai ci che intendo.
Walter prese coraggio e appoggi le mani contro il pilastro. Subito si sent percorrere da una forte scossa e, mentre la sua testa cominciava a sussultare e diversi flash lo accecavano, ebbe la certezza che gli si sarebbe spezzato il collo. Lo sballottamento termin in fretta e lui ricord all'improvviso ogni cosa. Porca puttana, borbott, poi si volse verso Eos e mormor: Voi siete davvero un genio....
Lo so.
Walter imprec, ma poco dopo si lasci sfuggire una risata. Dannazione, fino a un attimo fa ero davvero convinto di essere il padre di Bryan.
... ...
Duns sollev senza fatica la botola che consentiva di passare al di sotto del fossato e fece segno al ribelle di precederlo. Scendi pure senza timore, signor Tramite, sghignazz, mettendo in mostra i denti acuminati, ci sar io a coprirti le spalle.
... ...
L'Insorta scosse la testa, incredulo. E cos ha davvero funzionato, borbott. Incredibile... siamo riusciti a ingannare l'Erede del Talismano.
Nutrivi qualche dubbio circa le mie ineguagliabili facolt?, fece Eos, sedendosi sulla sua solita poltrona. Erano usciti dalla grotta del cilindro subito dopo aver recuperato la memoria. Tutto si  svolto esattamente come io avevo previsto.
Per prima cosa, Walter - il vero Walter - era stato ucciso dal Gigante. Purtroppo per lui, non era stato tratto in salvo all'ultimo istante: niente evocazione, niente deus ex machina per il povero padre dell'Erede. La spada di Zero non gli aveva lasciato soltanto una cicatrice, ma si era portata via met della sua testa. Il cadavere, poi, era stato fatto sparire chiss dove.
Eos, per, per attuare il suo piano, aveva bisogno di qualcuno in cui Bryan potesse riporre la fiducia pi assoluta. Dunque, cosa ci sarebbe stato di meglio che un padre redivivo, tenuto suo malgrado lontano dal figlio? Tuttavia, non avrebbe certo potuto far sbucare Walter dal nulla, come se niente fosse; Bryan si sarebbe come minimo insospettito, anche ascoltando una storia credibile.
Avevate bisogno di far s che l'Erede incontrasse suo padre, per indurlo a fidarsi di voi e del vostro rito, disse l'Insorta. Perci, avete pensato bene di trasformarmi in Walter. Mi avete azzerato la mente e avete instillato nel mio cervello tutti i suoi ricordi. Non ho idea di come abbiate fatto a compiere una cosa del genere, ma il risultato  stato prodigioso. E anche il modo in cui avete mutato il mio volto  stato perfetto. Bryan non si  accorto proprio di nulla, nemmeno ricorrendo ai poteri del Talismano! Mi avete lasciato solo i miei occhi e la cicatrice.... Cos dicendo, se la sfior in tutta la sua lunghezza, trovandola ormai raggrinzita; se l'era procurata ben prima di diventare Insorta.
Un lavoro impeccabile, convenne Eos, come sempre. Ho inserito nella tua mente i ricordi autentici di Walter (ottenuti tramite la colonna di ghiaccio) fino all'istante che ha preceduto la sua morte. Poi ho inventato il resto della storia, prendendo spunto dalla tua stessa memoria.
L'Insorta annu. S, infatti il Passaggio rituale cui sono stato sottoposto dal mio predecessore era proprio tale e quale a quello che ho raccontato a Bryan....
Inoltre ho dovuto lasciarti nella mente i tuoi reali ricordi da quando hai incontrato l'Erede per la prima volta, limando un particolare qua e modificando qualcosa l.  stata necessaria una perizia estrema, perch anche il minimo dettaglio fuori luogo avrebbe potuto mettere Bryan - ma soprattutto il Talismano - in allerta. Ti ho indotto in uno stato di incoscienza, per evitare qualche ricordo inopportuno, e ho impiegato diverse ore per ultimare le modifiche alla tua memoria. Ho cambiato anche i ricordi del nostro ultimo incontro, ovviamente: ti ho fatto scordare ogni dettaglio di questo mio piano. Infine ho riversato le tue rimembranze reali nella colonna.
Ma non vi siete certo fermato qui, intervenne l'Insorta. Perch dopo avete dovuto fare lo stesso con la vostra mente, e immagino che sia stato anche pi complicato.
Immagini bene, assent Eos. Ho creato ricordi, pensieri e progetti fittizi che hanno sostituito quelli autentici, i quali sono finiti nel ghiaccio insieme ai tuoi. Ho impiegato diverso tempo per selezionare tutto ci di cui dovevo privarmi, ma me ne sono liberato - in un istante - solo dopo aver visto te e tuo figlio che vi abbracciavate, nel mondo Sotterraneo. Fra i miei intenti artefatti ho collocato anche il forte desiderio di andare a scoprire se fosse o no possibile vedere Bryan una volta sceso negli inferi. In tal modo ero sicuro che, non appena avessi toccato la colonna per attivarla, la mia memoria sarebbe nuovamente fluita in me.
E poi l'avreste fatta toccare anche a me. L'Insorta si pass una mano fra i lunghi capelli; era abituato ad averli sempre rasati: erano molto pi comodi, per via del passamontagna. Mi sento un po' confuso, perch i ricordi fasulli non sono spariti:  come se si fossero sbiaditi.... Tacque per alcuni secondi, pensieroso. Quindi anche la possibilit di allungarmi la vita di qualche tempo era inventata, vero?
Purtroppo s, rispose Eos, ne sono dolente. Anche quell'inganno era necessario. Volevamo entrambi, infatti, che Bryan scendesse negli inferi il prima possibile e, se si fosse intestardito nel tentativo di salvarti, il rito avrebbe subito senz'altro un ritardo.
Be', mi resta ancora qualche ora, sospir l'Insorta. Ma  giusto cos, in fin dei conti. Il mio dovere l'ho compiuto sino in fondo: ora non mi resta che congedarmi dalla Comunit e mostrare ai fedeli ribelli il mio volto. Anche se non si tratta del mio vero volto. In ogni caso, cambiare fisionomia non mi ha salvato da questa degenerazione, come sapevamo.... Scosse adagio la testa, sovrappensiero. Mentir anche a loro dicendo di essere il padre dell'Erede e spiegher ci che ho fatto insieme a voi... spiegher soltanto la parte di cui Bryan  a conoscenza, si affrett ad aggiungere. Non dovr mai capire di essere stato ingannato. Un sorriso malinconico inarc le sue labbra rinsecchite. Era cos felice di aver ritrovato suo padre, anche se solo per poco.... Gli occhi gli si inumidirono mentre li volgeva verso Eos. Sapete, non ho mai provato l'amore di un padre per un figlio.  stato meraviglioso. Tir su con il naso, intanto che il sorriso s'intensificava sulla sua bocca. Forse valeva la pena di sacrificarsi anche solo per sperimentare questa emozione....
Non angustiarti, custodir il segreto della tua vera identit, promise Eos. Nessuno, all'infuori di me, sapr mai che tu non sei Walter... Mettiti il passamontagna, disse, dopo qualche secondo di silenzio, Duns sta conducendo qua il Tramite che ti riporter al Rifugio.
... ...
Cos si concludeva la storia dell'Erede del Talismano, ingannato e abilmente sconfitto dall'Uomo senza Tempo.
Bryan, dopo aver perso il controllo dei propri immani poteri, era stato reso inoffensivo da Eos, che chiss come era riuscito a celare i reali intenti che lo animavano. Il rito, dunque, non era stato concepito per spedirlo negli inferi, bens per confinarlo in un limbo ultraterreno, una prigione intangibile e infinita.
Questi, perlomeno, erano i pensieri che si avvicendavano nella mente angosciata del ragazzo.
Non c'era alcuna discesa infernale. Non c'era nulla di nulla.
Bryan non era in grado di percepire niente fuorch i propri pensieri. Non vedeva nessuna luce, n udiva alcun suono, n poteva toccarsi per assicurarsi di essere fisicamente l. Ma ci che soprattutto lo preoccupava era il silenzio del Talismano: non avvertiva nemmeno una briciola del suo grandioso potere.
Meglio cos, si disse, dopo aver riflettuto a lungo. Perlomeno non potr pi fare danni.
Eos, come sempre, aveva agito per il meglio. Aveva anche ingannato l'Insorta - suo padre - facendogli credere che avrebbe spedito il ragazzo negli inferi, ma era stato necessario.
Meglio cos, si ripet. Adesso si sentiva lucido, ma sapeva che gli sarebbe bastato un attimo per perdere il senno e ritrovarsi a trucidare persone innocenti. Meglio cos. Quanto avrebbe impiegato per sterminare l'umanit intera? Poco, davvero poco. Meglio starsene qui, buoni buoni, per tutta l'eternit. Nessuno avrebbe pi sofferto a causa sua.
Poi non pens pi a nulla... e l'ultima scintilla di coscienza si spense in lui.
... ...
Ormai morente, l'Insorta riapr gli occhi per l'ultima volta. Kyl, insieme a molti altri ribelli, era al suo capezzale; li vide in modo alquanto sfocato. Qualcuno gli strinse un po' la mano, ma non riusc a capire chi fosse. Si sentiva stanco, molto stanco, e ormai faticava anche soltanto a pensare.
Prima che arrivasse il Tramite a prenderlo, nel castello di Eos, aveva indossato il passamontagna per evitare di sconvolgere il ribelle: lo shock avrebbe potuto inibire la sua capacit di teletrasportarsi. Coprirsi il capo era stato pi fastidioso del solito, per via dei lunghi capelli quasi canuti e della folta barba, tuttavia Eos gli aveva garantito che il suo aspetto era pressoch invariato.
Una volta al Rifugio, l'Insorta aveva radunato l'intera Comunit nello spiazzo antistante alle prime case del villaggio, ordinando che nemmeno i bambini venissero lasciati a casa. E l, seduto su un palchetto improvvisato alto tre metri, aveva raccontato ai ribelli ci che aveva fatto insieme a Eos.
Io sono il padre dell'Erede del Talismano, aveva dichiarato, scatenando un'ovazione generale di stupore. Soltanto dopo aver finito il proprio discorso, per, si era tolto il passamontagna, svelando il viso incartapecorito. Siccome vedere l'uomo che si celava sotto le vesti sacre dell'Insorta era considerato a dir poco blasfemo, molti avevano strillato e si erano coperti gli occhi e qualcuno era persino svenuto.
Aveva impiegato alcuni minuti per riportare la calma, aiutato da Kyl e da una manciata di altri ribelli, poi aveva detto: Come vi ho spiegato, il prezzo da pagare per aver mostrato il mio volto a Bryan non  stato solo la perdita dei poteri. In poche ore sono invecchiato di innumerevoli anni e ormai la vita mi sta abbandonando. Le parole uscivano sempre con maggior lentezza dalla sua bocca, ma il tono era ancora abbastanza udibile.  stato un sacrificio giusto e necessario. Quando l'Erede torner dagli inferi, si sar in un certo senso purificato e senza dubbio si sar schiarito le idee. Godrete della sua protezione e non dovrete pi temere nulla.
L'Insorta adesso si trovava adagiato su un letto; non in casa, bens nella via principale, perch tutti i ribelli potessero assistere alla sua morte e rendergli omaggio sfiorando un lembo delle sue vesti. Poich da diversi minuti aveva iniziato a lamentarsi del freddo che gli stava invadendo le ossa, era stato avvolto in diversi strati di coperte.
Aprire la bocca gli cost grande fatica e dovette sforzarsi ulteriormente per riuscire a chiamare Kyl con un sussurro. Il ragazzo si chin su di lui, accostando l'orecchio alle sue labbra. Kyl..., bisbigli l'Insorta, chiudendo gli occhi, promettimi che... quando Bryan torner in questo mondo... tu sarai l... da Eos... per accoglierlo. La sua voce si era trasformata in un rantolo soffocato. Rimanigli vicino, consolalo... e digli che sono orgoglioso di lui. Promettimelo....
Sissignore, ve lo giuro.
Gra... zie, esal l'Insorta. E non disse altro.
Il suo ultimo pensiero fu per la propria famiglia, che era stato costretto ad abbandonare - a tradire, in un certo senso - quando era diventato Insorta.
CAPITOLO OTTO
LA DANNATA D'ORO
Bryan credeva di non esistere pi, eppure esisteva: la sua scintilla vitale non si era ancora spenta.
Pens di aprire gli occhi, ma non c'erano palpebre che potesse sollevare. Immagin di urlare, ma non aveva fiato, n corde vocali, n labbra. Invoc il nome di Leila, ma solo nella sua mente.
Nonostante i buoni pensieri di prima, non era affatto grato a Eos (Quel bastardo!) per averlo imprigionato. Non appena avesse recuperato il potere del Talismano... ma era inutile illudersi: Eos aveva senz'altro previsto...
Una voragine si apr nel nulla pi assoluto. Bryan fu accecato e risucchiato al tempo stesso. I sensi non tornarono gradualmente, ma tutti insieme, come se qualcuno avesse girato l'interruttore generale del suo organismo: una luce verdastra gli aggred gli occhi; un'aria calda gli sfior la pelle; un odore pestilenziale gli irrit il naso; un coro di voci disperate e gracchianti gli esplose nelle orecchie... Stava finalmente precipitando nella discesa infernale, che man mano prendeva forma sotto di lui, arricchendosi di particolari. Non poteva vedersi, ma il suo sorriso arrivava da un orecchio all'altro. Spalanc la bocca ed emise un verso selvaggio, dopodich rise sentendolo rimbombare intorno a s.
Il Talismano era saldamente ancorato al suo petto, e pareva che non si fosse mai mosso. Scusa, Eos, vecchio mio, se non mi sono fidato.... Concentr lo sguardo sulla pietra dalle mille sfaccettature e la sfior con delicatezza con le punte delle dita, per accertarsi che fosse davvero l.
Si sentiva di nuovo potente, mostruosamente potente. Sapeva che niente avrebbe potuto fermarlo. Non appena fosse approdato nell'Ade, lo avrebbe rivoltato finch non avesse trovato Leila; a quel punto, l'avrebbe liberata e...
Tocc il suolo infernale prima del previsto: impatt come un meteorite e affond in esso. Ruot la testa da un lato e dall'altro e strofin il mento contro il terreno. Imprec, sentendo il resto del corpo imprigionato in una morsa calda e viscida. Sollev il capo, scrut la lunghissima voragine e gli parve di vedere Eos ancora chino sulla vasca. Abbass lo sguardo e scopr di essere circondato da una dozzina di energumeni dal cipiglio truce. Uno di essi strinse l'enorme mano callosa sulla sua testa e, senza dire una parola, lo estrasse dal terreno.
Grazie, amico, disse Bryan. Ora puoi mettermi gi.
Non solo il demone non lo moll, ma gli altri intervennero per tenerlo stretto: gli bloccarono i polsi, le caviglie, il collo e gli afferrarono ogni parte lasciata libera del suo corpo. S'incamminarono, portandolo a mo' di preda appena cacciata.
Vi ringrazio per questa calorosa accoglienza, ma posso camminare sulle mie gambe.
Uno degli energumeni parl: Ti stiamo portando al Suo cospetto. La sua voce pareva il ringhio di un molosso. Sar Lui a decidere cosa fare di te.
Bla bla bla..., gli fece il verso Bryan. Non si sentiva affatto intimorito, il Talismano non glielo consentiva. Risparmiatemi il discorsetto e ditemi piuttosto dov' Leila.
Innumerevoli occhi demoniaci si girarono verso di lui. Leila non  qui, rispose qualcuno. La sua anima non  mai giunta a noi. In compenso, sei arrivato tu.
Il ragazzo si irrigid. Ovviamente non si fidava di quegli energumeni diabolici, tuttavia... E se il Talismano lo avesse ingannato mostrandogli le finte sofferenze di Leila per spingerlo sempre pi verso il baratro di follia omicida? No, non aveva senso... Lui l'aveva vista precipitare negli inferi prima di strappare la pietra a Morpheus. Aveva visto il suo corpo, non la sua anima...
Stronzate!, esclam, poi si rannicchi e fece sbattere i demoni l'uno contro l'altro, liberandosi senza difficolt dalle loro prese. Non appena cercarono di riagguantarlo, lui inizi a eliminarli, accorgendosi appena di quel che facevano le sue mani. Appoggi la destra sulla faccia di quello pi vicino, dopodich la strinse a pugno, spappolandogli il cranio come se fosse una mela marcia. Nel contempo mosse la sinistra come se dovesse scacciare un moscerino e tranci di netto la testa di un altro, senza degnarla di un'occhiata intanto che rotolava via. Leila, sto venendo a salvarti, borbott fra s e s, mentre sfilava via le colonne vertebrali da due demoni.
Poco dopo s'incammin, lasciandosi dietro un mucchio informe di cadaveri. Chiuse gli occhi ed espanse le proprie percezioni, alla ricerca della coscienza di Leila. Milioni di anime gli apparvero davanti, ma nessuna era quella giusta. Aument la concentrazione e continu a cercare. Finch non l'avesse trovata, non si sarebbe presentato al cospetto del Diavolo.
Continu a camminare per un po', sbattendo ogni tanto contro qualcosa ma senza preoccuparsene. Ud voci e grida, ma non si crucci neanche di queste. Riapr gli occhi solo quando riusc finalmente ad avvertire l'aura di Leila.
Allora guard con sorpresa e disgusto la coda che stringeva fra le dita; la lasci cadere a terra ed essa continu a contorcersi per un paio di secondi. Poi vide il demone a cui l'aveva strappata: stava scappando via lasciandosi dietro un ruscello di sangue scuro.
Imprec mentre si guardava indietro e si rendeva conto della strage che aveva compiuto, senza nemmeno accorgersene. Le sue mani si erano mosse da sole, reagendo agli ostacoli demoniaci.
Basta, si disse, non uccider pi nessuno: neanche se si tratta di mostri. Riprese a camminare lungo il tunnel, senza perdere il contatto che aveva stabilito con l'aura della ragazza. Sapeva, per, che non gli avrebbero permesso semplicemente di liberarla dall'ingiusta dannazione: purtroppo, altro sangue sarebbe sgorgato.
... ...
La demonessa levatrice ripesc l'anima dannata dalla vasca rigeneratrice e, lanciandole a malapena un'occhiata, la tenne un po' sollevata per far s che sgocciolasse; poi la riport nella sua cella, lasciando che le sue grida disperate le scivolassero sulle orecchie coriacee.
Era un lavoro davvero monotono, e non vedeva l'ora di staccare, ma purtroppo aveva ancora un centinaio di nascite di cui doveva occuparsi. Certo, esistevano alcune mansioni peggiori, ma non erano poi molte.
Si diresse verso la cella adiacente, dove un'umana dal ventre squarciato giaceva immobile, mentre un adorabile demonietto vagiva e la frustava con la sua coda. Si ferm sulla soglia, inquieta.
C'era qualcosa che non andava.
Volse il capo verso sinistra e vide una scena che in tutta la sua lunga esistenza non aveva mai visto, n mai si sarebbe aspettata di vedere. Migliaia di anime dannate stavano marciando compattamente verso di lei, ricoprendo le celle e le vasche laviche e nascondendole alla vista. Chiss come, tutte le altre levatrici del suo settore dovevano essere state sopraffatte.
Le dannate si stavano ribellando.
Avevano fatto fronte comune e ora avanzavano inesorabilmente, come se si trattasse di un unico organismo in grado di inghiottire qualunque cosa. Ma la volont che le guidava apparteneva a una sola anima. Essa procedeva in prima fila, sfiorando appena il terreno con i piedi nudi: il suo corpo era avvolto in un'ardente aura dorata.
La demonessa fu costretta a schermarsi gli occhi per poterla osservare: era una visione incredibile, terrificante... non poteva trattarsi di un'anima dannata! Si lasci cadere in ginocchio, congiunse le mani davanti a s e le sollev in un gesto supplice.
La Dannata d'Oro fece un breve cenno e la demonessa fu sommersa dalla disgraziata orda.
... ...
Bryan aveva provato a teletrasportarsi direttamente dove sperava di ritrovare la sua amata, ma non c'era riuscito, e questo l'aveva irritato non poco: negli inferi, dunque, i poteri del Talismano erano limitati? In effetti, ci non avrebbe dovuto sorprenderlo: se cos non fosse stato, lui avrebbe potuto senza difficolt resuscitare Leila rimanendo nel mondo terreno. E invece...
Sbuc di corsa dal tunnel e, dopo poche falcate, si arrest sull'orlo di un precipizio. Oh, borbott, non troppo stupito, arretrando di un passo. Guard gi, poi fece una panoramica: la strada su cui si trovava era larga una decina di metri e verso sinistra declinava avvitandosi in infinite spirali che a un certo punto venivano inghiottite dall'oscurit; verso destra saliva andando a formare altrettante volute che Bryan segu con lo sguardo finch non si confusero nel buio.
Il ragazzo fu colto dalla bizzarra sensazione di trovarsi in un gigantesco parcheggio sotterraneo: solo che il centro, anzich essere occupato dai posteggi per le automobili, era vuoto. Si aspettava senz'altro qualcosa di pi dall'architettura infernale, ma non aveva certo tempo da perdere con queste considerazioni. Si concentr un attimo, per controllare la localizzazione di Leila, poi corse lungo la strada in discesa, raggiungendo in breve una velocit supersonica. Per quanto si affrettasse, per, impieg quasi un minuto per percorrere mezza voluta e ritrovarsi quindi dalla parte opposta rispetto al punto in cui era sbucato dal tunnel. Anche qui sulla parete si apriva un grosso varco e poi una galleria che conduceva chiss dove, ma sapeva per certo che non l'avrebbe portato dall'anima della sua ragazza. Leila si trovava pi in basso, molto pi in basso.
Continuando di questo passo impiegher troppo tempo. Bryan si ferm, si volse e raggiunse il bordo della strada, ovvero l'orlo del precipizio. Potrei tagliare un bel po'.... Si concentr sul varco infernale (ce n'era uno ogni mezza circonferenza) che vedeva tre livelli - volute - pi in basso; prese bene la mira, arretr fino al limite della strada e scatt in avanti. L'ultimo piede con cui tocc la strada fu il destro, dopodich spicc il salto.
Per un attimo rimase sospeso nel vuoto, poi precipit verso l'alto.
... ...
L'idea della rivolta era sbocciata nella mente di Leila non appena aveva ucciso il suo primo demone. Sapeva che, se le avessero mandato contro abbastanza satanassi, non avrebbe avuto alcuna speranza; ma, se fosse riuscita a mobilitare qualche migliaio di anime sofferenti, il risultato non sarebbe stato altrettanto scontato.
Presto Bryan sarebbe giunto a salvarla, era solo questione di tempo. Ma Leila non aveva affatto voglia di essere seviziata nell'attesa.
Cos era uscita dalla propria cella e si era portata alle spalle di una demonessa che stava china sulla vasca lavica adiacente alla sua, pronta a ripescare un'anima dannata. Senza lasciarle presagire alcunch, Leila le era balzata addosso, aveva fatto brillare i pugni (una luce gialla e soffusa li aveva avvolti entrambi, anzich la luce rossa sempre generata dalla ragazza) e aveva colpito con estrema violenza la testa coriacea, da un lato e dall'altro. Le nocche si erano schiantate contro gli zigomi e li avevano sbriciolati come se si fosse trattato di pongo essiccato. I due pugni avevano cozzato fra loro al centro esatto del cranio della demonessa (che non aveva avuto neanche tempo di gemere), trasformato ormai in una poltiglia schifosa. Leila aveva tirato via le mani ed era balzata gi.
La levatrice era rimasta per un momento immobile, poi era crollata in avanti, cadendo nella vasca. La ragazza, mentre un furore catartico le riempiva il petto, l'aveva osservata affondare gradualmente, fino a quando la sostanza lavica aveva inghiottito anche la lunga coda. Aveva indugiato ancora un attimo, chiedendosi se la vasca fosse in grado di rigenerare anche i suoi carcerieri. A quanto pareva, no.
Dopo quello che aveva passato, non voleva che nemmeno un demone sopravvivesse. Non sapeva quanti fossero in totale, ma, se soltanto ne avesse avuto occasione, li avrebbe massacrati tutti con le proprie mani. Dopo un incalcolabile numero di violenze rituali che aveva dovuto subire... dopo innumerevoli mostruose gravidanze... dopo altrettanti parti terrificanti... aveva bisogno di lavare nel sangue quell'orrore.
Prima le sarebbe bastato che quelle atroci sofferenze cessassero, ma ora (che aveva toccato con mano il potere di Bryan e che sapeva che presto lui l'avrebbe portata via) non pi: il desiderio della vendetta pulsava nelle sue vene; ma in parte lo celava persino a se stessa, dicendosi che soltanto causando una sommossa poteva evitare di soffrire ancora. Si trattava di sopravvivenza, quindi, e non di vendetta.
Leila aveva sollevato entrambe le mani davanti a s, aveva accostato i palmi lasciando solo uno spiraglio e aveva mirato a un'altra demonessa che, ignara di quanto era appena accaduto, stava portando in cella un'anima dannata. Il raggio concentrato di energia (non rosso come al solito, bens dorato) saettando nell'aria aveva raggiunto e traforato il cranio della levatrice, appena sopra gli occhi. La ragazza aveva spostato il raggio da un lato e dall'altro, in modo da scoperchiare la testa della creatura. Questa volta non aveva nemmeno aspettato che cadesse: aveva diretto subito il raggio concentrato verso un demone che, ghignante e appagato, era appena uscito dalla cella ancora successiva. L'intensa scarica dorata lo aveva centrato subito fra le gambe, poi lo aveva percorso verticalmente fino al capo. Il diabolico violentatore aveva sgranato gli occhi e spalancato la bocca, dopodich il suo corpo si era diviso in due, come un tronchetto colpito da un'ascia.
Leila si era resa conto che i demoni, sempre alle prese con anime inermi, si erano indeboliti e avevano abbassato la guardia, aspettandosi al massimo qualche debole resistenza. Doveva quindi approfittarne e coglierne di sorpresa il maggior numero possibile. Allora aveva iniziato a correre, tenendo sempre le mani davanti a s.
Tre levatrici erano state decapitate senza che nemmeno se ne accorgessero (la luce verdastra, cupa, agiva in questo caso a favore di Leila, rendendo limitata la visibilit). La quarta, per, si era accorta in tempo del pericolo e si era buttata a terra, schivando il raggio mortale e generando una barriera luminosa. Imprecando, Leila l'aveva scavalcata con un balzo, poi si era girata di scatto e l'aveva colpita sulla schiena con un pugno avvolto dall'aura luminescente. La colonna vertebrale si era spezzata davanti alle sue nocche e la demonessa, ruggendo di dolore, era caduta al suolo. La ragazza aveva soffocato i suoi lamenti con un pugno sul grugno.
Aveva poi ripreso a correre, uccidendo levatrici e inseminatori l'uno dopo l'altra. Quelli che opponevano resistenza erano sempre di pi (e anche quelli che contrattaccavano, cercando di eliminarla, diventavano a mano a mano pi numerosi), tuttavia Leila non aveva alcuna difficolt a eliminarli: se una volta le sembravano terribili e potenti creature (incarnazioni dei suoi peggiori incubi), adesso si trovava ad affrontare ridicoli fantocci.
Era merito, ovviamente, del potere del Talismano che Bryan le aveva trasmesso.
Tempo che i demoni si organizzassero per attaccarla in squadra, la sua quota di uccisioni era gi salita a trecento e pi. Vedendosi circondata da una ventina di creature infernali, Leila non aveva esitato ad avvolgersi in una cupola di energia, che l'aveva protetta dai brucianti attacchi partiti in simultanea dai carcerieri. Si era inginocchiata e aveva contratto la cupola il pi possibile, dopodich - pensando a Bryan - si era raddrizzata e l'aveva fatta esplodere. I demoni erano stati carbonizzati e scaraventati via.
Era stato allora che Leila, completamente avvolta da un'aura dorata, aveva invocato la rivolta, impregnando ogni parola di potere psichico: ANIME DANNATE! VENITE A ME E LE VOSTRE SOFFERENZE AVRANNO FINE! FATE COME ME E LIBERATEVI DAL GIOGO INFERNALE!.
In migliaia avevano risposto al suo appello.
... ...
Bryan aveva la sensazione di precipitare normalmente, ma in realt sapeva che stava sfrecciando verso l'alto. Era come se il fulcro delle volute infernali avesse il centro di gravit invertito. Si concentr nel tentativo di rallentare la propria caduta, ma venne deluso da un successo solo relativo (sarebbe stata necessaria molta pazienza per contrastare del tutto quella gravit inversa e ancora di pi per recuperare in volata il terreno perso) e allora devi leggermente la propria traiettoria per riuscire ad aggrapparsi al bordo della strada. Le sue dita affondarono nel terreno caldo e molliccio e lo attraversarono da parte a parte senza che Bryan potesse ancorarsi. Il ragazzo imprec e cerc di appigliarsi con entrambe le mani alla voluta successiva, ma di nuovo riusc soltanto a scavare delle profonde ditate lungo il pavimento spesso tre o quattro metri.
Al livello ancora seguente, tuttavia, riusc finalmente ad aggrapparsi, dopo aver affondato le dita per un metro nel terreno. Rimase per un attimo sospeso, penzolante, poi si iss sulla strada... e precipit sul soffitto, una ventina di metri pi in alto. Stupida finta gravit, borbott, restando sdraiato per qualche secondo per recuperare l'orientamento. Si tir su e fiss lo sguardo su quello che per qualche momento aveva creduto fosse il pavimento, mentre in realt era il soffitto della voluta. Destra, la strada sale, osserv. Sinistra, scende. Bene.
Focalizz la propria attenzione sulla presenza di Leila: adesso si trovava molto, molto, molto pi in basso di prima che avesse la brillante idea di guadagnare strada tagliando la spirale. Sbuff e si lanci di corsa gi per la strada. Dopo qualche voluta, per, frustrato dalla relativa lentezza con cui procedeva, decise di fare un altro tentativo: trattenne il fiato, si smaterializz e si tuff nella strada che scorreva sotto di lui. Gi si aspettava qualche nuovo tranello infernale, invece attravers il terreno senza alcuna difficolt e giunse alla voluta sottostante. Sempre incorporeo, attravers una seconda spira; poi un'altra e un'altra ancora.
... ...
La Dannata D'Oro, sussurr Leila, fra s e s, gustandosi il suono di quelle parole. Aveva percepito il pensiero di una demonessa che l'apostrofava in tal modo e l'aveva fatto suo.
Adesso quella demonessa era ormai ridotta in poltiglia e Leila si sentiva potente come mai prima d'ora. Certo non dimenticava le atrocit cui era stata sottoposta, anzi, ma il ricordo non faceva che acuire la sua furia. Era alla guida di migliaia di anime altrettanto inferocite e le alimentava con il proprio potere; ma quest'ultimo si accresceva a mano a mano che nuove dannate si ponevano sotto il vessillo della Dannata D'Oro.
Leila sentiva che sarebbe stata capace di far crollare la struttura stessa dell'Inferno. E al Diavolo le conseguenze.
Sperava con tutto il cuore che Bryan arrivasse e rimanesse abbagliato ammirandola. Non si era mai sentita cos bella, letteralmente splendida. Cosa non avrebbe dato per vedere il suo sguardo adorante? Scrut il proprio corpo nudo, rivestito solo dalla luce dorata, e le parve che ogni proporzione fosse perfetta, armonica.
Era una dea. Bryan sarebbe arrivato aspettandosi di doverla salvare... e si sarebbe trovato davanti una dea fulgida e potente.
La Dannata D'Oro sollev le mani e carbonizz all'istante alcuni demoni che si erano nascosti dietro una cella ormai vuota. Dovevano morire tutti: non avrebbe avuto piet per nessuna di quelle immonde creature.
Loro l'avevano contaminata, ma adesso si stava purificando: per ogni essere diabolico che eliminava, sentiva di recuperare un po' della purezza perduta. Quando avesse distrutto tutti gli inseminatori, sarebbe tornata immacolata.
Strinse il pugno sinistro e dieci celle si sradicarono in contemporanea dal terreno, compattandosi in un blocco unico che poi cadde pesantemente al suolo. Leila lo plasm a forma di sfera e la spinse in avanti, verso una schiera di demoni che avanzava nella sua direzione. La maggior parte di loro riusc a gettarsi di lato, salvandosi in tempo, ma gli altri vennero spiaccicati e i loro resti continuarono a rotolare per diversi metri insieme alla grossa sfera.
La luce non era pi verdastra, ormai: l'aura di Leila aveva preso il sopravvento gi da un minuto o due. E anche l'aria non era pi densa e oleosa come lo era stata fino a poco prima.
Leila si volse e osserv con orgoglio il lunghissimo corteo di dannate che la seguiva: le pareva che tutte le anime avessero delle espressioni angeliche dipinte sui volti.
E se dopo aver purificato se stessa... avesse purificato l'intero Inferno?
Se Bryan fosse apparso proprio in quel momento, forse Leila non gli avrebbe permesso di portarla via, nel mondo dei vivi. Gli avrebbe chiesto, anzi, di rimanere al suo fianco per aiutarla a portare la Luce ovunque negli inferi, liberando ogni povera anima dannata.
Posso farcela... possiamo farcela, si disse. Perch no?. Gener una barriera invisibile per proteggersi dalle sfere infuocate che le lanciavano addosso. Perch no?, si ripet, sorridendo. Chiuse gli occhi e rese la propria aura tanto fulgida da accecare i demoni. Quando li riapr, not che non erano rimasti semplicemente abbagliati, ma avevano tutte le orbite insanguinate e barcollavano come ubriachi. Allora levit per qualche metro e permise alle dannate di precederla: esse si avventarono contro i propri carnefici e violentatori e in un istante le creature infernali vennero inghiottite da una selva di membra. Distruggeteli, sorelle mie, distruggeteli!, proruppe la Dannata D'Oro. Distruggeteli e purificatevi!.
In breve dei demoni non rimase altro che poltiglia e l'armata dannata riprese ad avanzare.
... ...
Il Demonio, nel frattempo, la osservava.
... ...
La Dannata D'Oro inizi a percepire la presenza di Bryan quando ormai la sua armata contava circa ventimila anime. E quando non era pi rimasta nemmeno l'ombra di un demone (n di una demonessa).
Si arrest di colpo e si concentr, per assicurarsi di non essersi ingannata. No, era proprio lui: era ancora distante, ma si stava avvicinando. Per la gioia, la sua aura divenne ancora pi fulgida. Non vedeva l'ora di rivederlo, abbracciarlo forte, baciarlo... e convincerlo a sovvertire l'ordine infernale.
In lontananza iniziava a profilarsi un varco: non sapeva dove conducesse, ma riteneva probabile che portasse a un altro settore infernale, popolato da una diversa tipologia di demoni e dannati. Leila aument la velocit e subito tutte le anime si adeguarono.
Ormai il settore-gravidanza era sotto il suo controllo. Presto, forse anche prima dell'arrivo di Bryan, ne avrebbe conquistato un secondo. Poi, grazie al potere diretto del Talismano, la liberazione sarebbe stata molto pi rapida, forse quasi immediata.
Si ferm davanti al varco e, seguita dalle fedeli anime, lo attravers con circospezione. Sapeva di essere potente, ma era meglio non rischiare inutilmente. Una decina di metri dopo il varco, la strada (che sulla sinistra pendeva verso il basso, e viceversa sulla destra) terminava in un precipizio: per fortuna era stata cauta, se no le sue anime - le considerava sue, ormai - sarebbero potute precipitare gi. Oltre il precipizio vide parecchi metri di vuoto, poi scorse di nuovo un tratto di strada. Dovette sporgersi un poco sul baratro per comprendere la struttura spiroidale di quella via: in alto e in basso riusc a scorgere dozzine e dozzine di volute che in lontananza si confondevano nell'oscurit.
Ma presto la Luce trionfer ovunque.
Si volse sulla destra e inizi a salire, per avvicinarsi a Bryan: sentiva la sua aura sopra di s, ma chiss quanti chilometri pi in alto. Soltanto dopo aver percorso un quarto di spira si gir indietro e vide la strada ricoperta dalle anime, avvolte da una soffusa luce dorata, che aveva tratto in salvo: erano il suo gregge e docilmente la seguivano.
Risal un altro quarto di spira e si ferm davanti a un varco simile a quello da cui era uscita: a quanto pareva, a met di ciascuna voluta c'era un ingresso che conduceva a un diverso settore infernale. Rimase per un po' indecisa se entrare oppure continuare a salire, poi opt per la prima possibilit: aspettando che Bryan scendesse al suo livello, la Dannata D'Oro avrebbe esteso la propria conquista.
... ...
Il Demonio guard Bryan, poi torn a guardare Leila. Era tempo di chiamare il Diavolo Nero.
... ...
L'unica consolazione di Metz era che sua figlia Sybil non lo aveva seguito in quel tragico destino: lei, perlomeno, non era finita all'Inferno come gli altri componenti della Famiglia dei Diavoli Neri che avevano spalleggiato i ribelli contro Morpheus.
Un urlo straziante lo strapp dai suoi pensieri, riportandolo al drammatico presente. A gridare di dolore era stato un confratello che durante la vita era parso insensibile a qualsiasi sofferenza... anche prima di entrare nella Famiglia, diventando una Pantera (e dannando la propria anima). Ma laggi gridavano tutti, era inevitabile.
Il suo volto squadrato, un tempo impassibile come quello di una statua, era scosso da spasimi atroci; aveva le labbra tese in un ghigno orribile e disperato e gli occhi gonfi di lacrime. Le sue gambe erano ridotte a due tronconi sanguinolenti e le braccia erano in condizioni anche peggiori.
Questo perch il padrone delle loro anime adorava sgranocchiare le estremit prima di dedicarsi a gustare il resto. Iniziava quasi sempre dai piedi: sollevava il malcapitato, gli leccava gli alluci e le altre dita con la lingua sanguigna, dopodich cominciava a tranciarle una a una, facendo schioccare i denti neri; e allora chiudeva gli occhi rossi come il fuoco ed emetteva una serie di gemiti libidinosi, come se stesse mangiando la pi prelibata delle leccornie.
Le Pantere erano in fila e aspettavano il proprio turno, sperando invano che si strozzasse prima che toccasse a loro. Metz era il prossimo. Per un brevissimo periodo era diventato la creatura pi potente della Terra: era riuscito ad arraffare il Talismano prima di Morpheus, infatti. Purtroppo, per, non aveva retto un simile potere ed era esploso, ritrovandosi negli inferi...
Ah!, esclam il Diavolo Nero, masticando con evidente soddisfazione un intero gluteo del malcapitato, che continuava a piangere e strepitare (il brutto, pens Metz, era che si rimaneva coscienti finch il loro padrone non addentava il cranio). Ah, che delizia!. Azzann anche l'altro gluteo, strappandolo senza tante cerimonie. Ho dovuto pazientare parecchio per ottenere i primi frutti dal patto che feci tanto tempo fa con il capostipite della vostra Famiglia..., mentre parlava sputacchiava brandelli di carne, ma ne valeva davvero la pena!. Si pass la lingua color sangue fra le labbra nere. Siete cos gustosi che potrei passare l'eternit a mangiarvi....
E Metz - che aveva gi fatto innumerevoli viaggi nel suo sistema digerente - temeva che non stesse affatto scherzando. All'inizio sperava che a poco a poco si sarebbe abituato al dolore, purtroppo per non era cos: ogni volta che veniva divorato era come se fosse la prima.
Lo sguardo gli cadde su tre cumuli di escrementi, posti accanto al tridente fiammeggiante del Diavolo Nero, a qualche metro di distanza. Il pi lontano dei cumuli aveva gi iniziato a tremolare: quello era il primo stadio della rinascita, i successivi erano di gran lunga pi disgustosi.
Ah, Metz, mio caro..., l'apostrof il padrone della sua anima, vieni avanti. Tu hai qualcosa di diverso dagli altri, sembri quasi... piccante quando mi scendi gi per il gargarozzo: dev'essere merito del Talismano, anche se l'hai tenuto soltanto per poco.
Metz avanz con passo deciso verso il Diavolo: tanto fuggire era inutile (si trovavano in una grossa grotta sigillata) e tentennare era controproducente, in quanto il pasto dei recalcitranti durava spesso il doppio del normale. Le prime volte le diciotto Pantere avevano lottato con veemenza, ma ben presto si erano rese conto che era assolutamente inutile.
Uno dopo l'altro erano precipitati nella grotta in cui si trovavano ora: il Diavolo Nero, armato di tridente, li aveva accolti con il pi raccapricciante dei sorrisi. Fino all'ultimo Metz era rimasto con il cuore in gola, aspettandosi di vedere anche la sua Sybil. Lei, invece, non era precipitata. E anche Shaytan, il capostipite, in qualche modo si era salvato.
Buon appetito, ringhi Metz, mentre il suo padrone lo afferrava con le grandi mani e lo sollevava fin sopra la propria testa. Spero di non andarti per traverso. Sapeva che ben presto anche lui avrebbe urlato di dolore, ma fino ad allora...
Il Diavolo Nero s'immobilizz con la bocca spalancata intorno al piede destro di Metz. Inclin la testa di lato, come se fosse in ascolto di una voce che solo lui poteva udire, e i suoi occhi si velarono per qualche secondo. Andiamo!, sbott infine, lasciando cadere la Pantera. Si chin e recuper il tridente, dopodich sfior con le punte fiammeggianti i cumuli di feci (uno dei quali aveva gi sviluppato quattro abbozzi di arti e una testolina obbrobriosa) che immediatamente recuperarono fattezze umane. C' una ribellione da sedare.
... ...
Bryan continuava a viaggiare attraverso le spirali a grande velocit, tuttavia l'aura di Leila si avvicinava con lentezza snervante: pareva che le volute fossero davvero infinite, eppure - pensava - gli spiriti dannati non potevano essere cos tanti, no?
Nonostante il Talismano, si era fermato e materializzato un paio di volte, per riprendere fiato e controllare di procedere nella giusta direzione.
Sapeva che Leila si era accorta della sua vicinanza e lo stava aspettando trepidante. Aveva percepito anche dei pensieri relativi a una certa Dannata D'Oro, ma non ne aveva colto il significato. Ci che contava, comunque, era che non appena avesse trovato la sua ragazza avrebbe dato fondo a tutti i poteri del Talismano per riportarla in vita.
... ...
Il demone esit prima di toccare il dannato.
Gli provocava una ripugnanza indicibile e inconsciamente credeva che fosse sufficiente toccarlo per rimanere contaminato dalla sua malvagit. Era vissuto solo per ventiquattro anni, eppure in un periodo cos breve era riuscito a compiere un'incredibile quantit di abomini.
Il demone non era certo un novellino - e si era trovato alle prese con peccatori della peggior specie: assassini, stupratori, seviziatori... -, eppure quando, come era solito fare, aveva dato un'occhiata ai crimini commessi da quell'umano, ne era rimasto quasi sconvolto. E in lui non c'era nemmeno l'ombra del pentimento. Anzi, se solo avesse potuto uscire dall'Inferno, avrebbe ripreso la sua serie di delitti da dove era stato interrotto (da un proiettile al centro della fronte).
Non era un serial killer... era qualcosa di peggio. Lui giocava con le proprie vittime, le costringeva a fare delle cose orribili, le trasformava a loro volta in assassini, in mostri. Non era propriamente un violentatore... no, per costringeva gli sventurati a diventarlo. Non era davvero pazzo (aveva un intelletto molto lucido, persino brillante a parere di alcuni docenti universitari)... tuttavia ben presto gli sciagurati - e le sciagurate - che gli capitavano a tiro perdevano il lume della ragione. E le sue vittime non avevano mai pi di quattro o cinque anni.
Un'eternit di sofferenze, pens il demone, non sar sufficiente per....
Il suo pensiero venne interrotto da una voce dolce ma terribile: ANIME DANNATE, VENITE A ME! IO - LA DANNATA D'ORO - SONO QUA PER LIBERARVI DALLE VOSTRE SOFFERENZE!.
Tenendo l'anima dell'umano sospesa davanti a s, il demone si volse e vide a poche decine di metri di distanza, sospesa nell'aria, una sagoma avvolta da una luce tanto abbagliante come non si era mai vista da quelle parti. Dietro di essa si accalcavano migliaia e migliaia di anime dannate che strepitavano selvaggiamente e distruggevano tutto ci che capitava loro a tiro, come uno sciame di cavallette.
Era lo spettacolo pi terrificante che avesse mai visto.
La sagoma dorata mosse una mano e la diresse verso il ventiquattrenne dannato, che seduta stante venne avvolto da una tenue luce dorata; subito dopo si sfil dalla presa del demone, che non cerc di trattenerlo, e s'incammin verso di lei, inginocchiandosi poi al suo cospetto.
... ...
Leila guard con benevolenza il dannato inginocchiato dinanzi a lei, poi concesse appena una breve occhiata alla disgustosa creatura diabolica che prima lo teneva prigioniero; e, con la stessa facilit con cui si schiaccia un insetto molesto, pose fine alla sua misera esistenza.
Era appena entrata in questo settore infernale, ma gi aveva accresciuto il suo gregge di qualche centinaio di anime. Diversi servitori del Demonio l'avevano attaccata, ma erano tutti fatti della stessa pasta-debole e contaminata - e lei non aveva faticato a sbarazzarsene. Non dubitava che sarebbe riuscita a conquistare anche quel luogo prima dell'arrivo del Talismano... cio, di Bryan.
Quando un nuovo demone si materializz davanti a lei, per, si rese conto che aveva qualcosa di diverso rispetto ai suoi simili. Intanto, era alto il doppio di un umano, poi era pi nero della pece; gli occhi parevano dei tizzoni ardenti e il capo era ricoperto da lunghe corna infuocate. Emanava un'inquietante aura di potenza accresciuta dal tridente fiammeggiante che stringeva in pugno.
Per un angoscioso istante pens di trovarsi di fronte a Satana in persona, poi per not le Pantere che lo circondavano (nella loro forma felina anzich in quella umana) e sospir di sollievo: doveva trattarsi del Diavolo Nero, colui che aveva dato origine alla stirpe della Famiglia di Shaytan.
Pare che tu sia quasi contenta di vedermi, ridacchi il satanasso, facendo saettare la lingua sanguigna fra le labbra. Mi hai riconosciuto?.
Leila fece risplendere maggiormente la propria aura, poi rispose: Certo, tu hai creato la prima di quelle infide Pantere. Le osserv per qualche istante: sperava che anche loro soffrissero le pene dell'Inferno, invece pareva che fossero state assunte come guardie del corpo. Che somma iniquit! Lei, che era finita ingiustamente negli inferi, era stata violentata e sventrata un'infinit di volte... loro, che avevano venduto in modo consapevole le proprie anime, erano soltanto ridotti in servit! Ma la Dannata D'Oro avrebbe raddrizzato anche quel torto. Ben presto la Terra sar ripulita da tutta la feccia come voi....
Ne dubito assai, piccola umana, ribatt il Diavolo Nero, sogghignando. Se tu fossi rimasta buona buona nella tua cella ad aspettare l'Erede, non ti sarebbe successo nulla di male. Invece hai provocato questo incredibile putiferio e, soprattutto, mi hai interrotto proprio mentre pasteggiavo con gran appetito. Tamburell con le dita sul manico del tridente. Dunque mi hai costretto a intervenire: raffredder la tua grande arroganza e ti far pentire del tuo orgoglio. Quando Bryan giunger, ti vedr per quel che realmente sei.
Leila fece scattare le mani e diresse una folgore verso il petto del Diavolo, ma questa venne assorbita dalle punte del suo tridente. La ragazza non si aspettava di riuscire ad abbatterlo subito, per cui non si lasci spiazzare e lo attacc con una serie di sfere dorate; ma il diabolico forcone si mosse con rapidit e precisione e disintegr ogni globo di energia.
Quindi io ho interrotto il mio pranzo per... questo?.
Leila si concentr sul tridente e riusc a sfilarglielo ricorrendo alla forza mentale: l'istante successivo lo impugnava con entrambe le mani, senza bruciarsi nonostante le fiamme che lo avvolgevano, e lo puntava contro il suo proprietario.
Attenta a non scottarti, bambina. Il Diavolo non pareva affatto sorpreso, n intimorito. Non  facile da usa.... Il resto della frase gli soffoc in gola, mentre una tremenda fiammata lo colpiva in pieno petto, scaraventandolo in aria.
Leila abbass il tridente e con un'altra vampata spazz via tutte le Pantere, che avevano dato segno di volerle balzare addosso. Non  facile da usare, eh?, pens. Era solo questione di far scorrere la propria energia: il forcone fungeva da catalizzatore. Ti sei scottato, per caso?, esclam, fissando lo sguardo sul Diavolo, che si era rialzato e camminava verso di lei senza mostrarsi affatto preoccupato.
Tu, bambina, non hai ancora il senso delle proporzioni. Per adesso hai fatto strage di poveri, inermi operai demoniaci: nulla di pi. Le sue labbra nere si tesero in un ghigno. Io sono il primo, autentico Diavolo con cui hai mai avuto a che fare. Scomparve e riapparve con il viso a un palmo da quello di Leila (che era ancora sospesa a un paio di metri da terra). E anche l'ultimo, sussurr, dopo averle bloccato entrambe le mani.
Leila moll il tridente, che ormai le era inutile, e ruot i polsi con un movimento fulmineo, liberandosi dalle strette e artigliando le grandi mani nere. Avrebbe voluto levitare in alto e scagliare via il Diavolo, ma non fece in tempo, perch quest'ultimo sollev di colpo le gambe enormi e le strinse intorno al bacino della ragazza; e nel contempo si volse e recuper con la lunga lingua il forcone fiammeggiante mentre cadeva. Leila, trovandosi bloccata, gli lasci le mani e cerc di generare uno schermo protettivo. Ma era troppo tardi.
Il tridente era gi affondato nella sua aura luminosa, che per l'aveva protetta, impedendo alle punte di affondarle nel petto. La Dannata D'oro convogli l'energia nelle mani e le abbass per stringerle intorno ai due spunzoni fiammeggianti pi esterni. Vacill per un istante, indebolita: il Diavolo Nero le stava rubando ci che il tocco di Bryan le aveva donato.
NOOO!, grid, concentrandosi ancora di pi. Compiendo uno sforzo estremo, riusc a piegare verso l'esterno le due punte infuocate che stringeva fra le mani, ma in compenso quella centrale affond di pi nella sua aura, sfiorandole lo sterno. No!, url ancora, ma con minor impeto. Port entrambe le mani sulla punta mediana - le parve che fosse avvolta da fiamme color oro - e si sforz per flettere anche quella. Era riuscita a curvarla di un paio di centimetri quando, con un violento scatto, essa affond per intero nella sua cassa toracica, sbucando poi dall'altra parte.
La ragazza boccheggi disperata, non riuscendo nemmeno a gridare il suo atroce dolore.
La Dannata D'Oro non sarebbe mai pi risorta dalle sue ceneri.
... ...
Il Diavolo guard Leila. Scrut Bryan, ormai prossimo. Spazz via le migliaia di anime liberate dalla ragazza, rimettendole al proprio posto. E attese.
... ...
Metz ascolt l'ordine del Diavolo Nero e per un secondo o due rimase immobile, come se non avesse sentito. Piuttosto che obbedire, avrebbe preferito farsi divorare... tuttavia sapeva che non aveva possibilit di scelta. Si sdrai sulla schiena e si port le grandi zampe sul muso, per non guardare il giovane - troppo giovane - volto di Leila.
Durante la sua vita non era stato certo un santo (uno dei sicari migliori del pianeta non era papabile per la santit!), per non aveva mai fatto nulla del genere a una ragazzina - e Leila era proprio una ragazzina, dannazione!
Se almeno fosse stata ancora avvolta da quell'aura dorata, che le donava sembianze quasi trascendenti, avrebbe potuto chiudere un occhio e godersi un po' di piacere (rubato, ma pur sempre piacere: meglio che farsi sbranare, no?), ma adesso era spoglia, stremata e cos... infantile.
Il Diavolo Nero sollev Leila, appena appena cosciente ma non pi ferita, e la appoggi sul ventre muscoloso della Pantera. Metz rabbrivid al contatto con quel piccolo corpo indifeso.
Tir su il capo e sfior il viso di lei con il proprio muso, dolcemente. Perdonami, Leila.
... ...
Qualcosa di grosso e ispido si stava strofinando contro il suo ventre. Leila aveva gli occhi semichiusi, si trovava in uno stato di dormiveglia. Un bruciore intenso la ridest completamente, costringendola a gemere. Credeva di essere di nuovo nella propria cella, sottoposta alle solite violenze infernali, e invece si trov davanti il muso di una pantera nera, il cui corpo era sdraiato sotto il suo. Si guard da un lato e dall'altro: c'erano due bestie che le stavano leccando i fianchi con le loro lingue ruvide.
Buongiorno, principessa. La ragazza si volse e vide il Diavolo Nero inginocchiato dietro di lei, con le mani enormi strette sulle sue natiche livide; aveva gli occhi ardenti di lussuria e la lingua sanguigna che schioccava fra le labbra.
Stupida, come sono stata stupida, andava pensando. Mi hanno lasciato un po' di libert per far s che la mia umiliazione fosse ancora maggiore.... Il dolore che provava fra le gambe era grande, ma era ancora niente se paragonato a ci che aveva dovuto subire ogni volta che un neonato demoniaco le aveva squarciato la pancia. Era la sottomissione che le bruciava pi del resto... soprattutto dopo aver guidato oltre ventimila anime perdute all'insurrezione.
Il Diavolo Nero prese a dimenarsi: Leila strinse le labbra e si imped di gridare; non gli avrebbe dato anche questa soddisfazione. Una Pantera, per, le forz la bocca con la lunga coda, spingendola fino alla trachea, come se volesse farla soffocare. Ma non sarebbe morta soffocata, purtroppo: le anime dannate erano destinate a supplizi eterni.
Leila volse la testa di lato, per non essere costretta a fissare gli occhi della bestia sotto di lei, e fu allora che vide Bryan. Si trovava sulla soglia del varco infernale e assisteva alla scena con occhi spalancati e le mani che si tenevano la testa.
Se solo fossi arrivato prima, amore mio, pens Leila, mi avresti visto in tutto il mio splendore. Si sarebbe trovato davanti la Dannata D'Oro e l'avrebbe adorata, quasi come una dea. E invece.... Cerc di trattenere le lacrime, ma non ci riusc e inizi a piangere. Avrebbe voluto suscitare stupore e meraviglia in lui. Certo, era felice che fosse venuto a salvarla, per... non era cos che sarebbe dovuta andare.
Fu il sentimento che lesse nello sguardo di Bryan, seppure velato dalla furia, a prostrarla definitivamente: piet.
... ...
Il Diavolo vide la compassione negli occhi di Bryan. Vide lo sconforto estremo di Leila. Decise che era tempo di intervenire.
... ...
Non molte ore prima, Bryan aveva assistito, impotente, alle terrificanti torture della sua amata attraverso quella sorta di schermo interdimensionale che aveva creato nella torre del castello, nel mondo Sotterraneo, quindi credeva di essere preparato a quello che avrebbe visto. Credeva di essere pronto per affrontare qualunque orrore senza esitazione, ma si sbagliava.
Gi la scena era, se possibile, ancora peggiore di quelle che aveva visto nel castello (Leila era in balia di un enorme demone e di quattro Pantere), ma soprattutto vedere quell'abuso dal vivo ebbe il potere di paralizzarlo per alcuni secondi. Prima poteva ancora illudersi che quelle visioni fossero solo un tentativo dell'Inferno di trarlo in inganno per ottenere la sua preziosa anima, ma ora non pi. Ora sapeva che era tutto vero.
Incroci lo sguardo di Leila e la disperazione di quegli occhi lo riscosse dalla paralisi inorridita in cui era piombato. Strinse i pugni, che divennero subito luminescenti, e rugg: VI ORDINO DI LASCIARLA!.
Il Talismano era bollente e sfavillava: come il suo corpo, fremeva per poter liberare tutta l'energia che racchiudeva. Il suolo cominci a tremare e poco dopo la vibrazione si diffuse anche lungo le pareti, mentre un boato sordo, proveniente dal basso, si faceva sempre pi forte e vicino.
LASCIATELA!, url ancora Bryan, mentre diverse crepe si aprivano nel terreno intorno a lui. OPPURE DISTRUGGO TUTTO!.
Il demone nero fu il primo a fermarsi, poi anche le Pantere seguirono il suo esempio.
Bryan scatt in avanti, ma si ritrov a correre nell'oscurit: tutto era scomparso. Quando torn la luce - una surreale luce verdastra - non c'era pi alcuna traccia di Leila, n dei suoi seviziatori... Adesso si trovava nella pi grande grotta che avesse mai visto: pareva che lui fosse l'unica presenza l dentro. Le pareti nere erano lontanissime ed erano tanto alte che la volta si perdeva nell'oscurit.
Si concentr sull'aura di Leila, ora flebile, e non appena riusc a percepirla cominci a correre.
Bryan, lo apostrof una voce assordante. Ascoltami, Bryan.
Il ragazzo incespic e cadde, poi si rialz e si guard intorno. Chi sei?, grid, non vedendo - n percependo - nessuno.
Tu sai chi sono, ribatt la voce: pareva che provenisse contemporaneamente da ogni direzione. Guardami.
Ma non c'..., l'obiezione del ragazzo si smorz in un sussurro.
Due occhi giganteschi, pi bui dell'oscurit stessa, lo stavano fissando. Delle mani bianchissime, di proporzioni altrettanto colossali, erano apparse e pareva che fossero sospese nel nulla.
 un onore conoscere di persona il Maligno, disse Bryan, meno angosciato di quanto avesse creduto possibile. Accenn un inchino, in parte per celare l'odio che brillava nei propri occhi: dovette compiere un immane sforzo di volont per parlare in modo tranquillo. Innanzitutto perdonami se ho eliminato qualche demone, ma non mi piace essere catturato... Se sono qui  perch, come saprai, l'anima di colei che amo  stata imprigionata ingiustamente nel tuo regno. Ti chiedo soltanto di fare giustizia e di liberarla.
La liberer, rispose il Diavolo, se riuscirai a sconfiggere in duello il mio campione.
D'accordo, combatter contro chiunque, assent Bryan, ma voglio la garanzia che, comunque si concluda il duello, Leila torner in vita e la sua anima sar salva.
Gli occhi del Diavolo si mossero in alto nell'oscurit (il ragazzo teneva il capo quasi del tutto reclinato per poterli vedere) e la sua voce possente disse: Questo non  possibile: se vincerai, entrambi sarete liberi di tornare nel vostro mondo... ma in caso contrario le vostre anime apparterranno per l'eternit all'Inferno.
Allora la tua proposta non mi interessa, sono spiacente. Cos dicendo, Bryan riprese a correre in direzione di Leila. Sentiva gli occhi del Demonio puntati sulla propria schiena; non si ferm, tuttavia aggiunse: Se non mi dai nemmeno una garanzia di salvezza per lei, la liberer da solo. Evidentemente non puoi ridurmi in schiavit, altrimenti lo avresti gi fatto anzich propormi un patto, quindi in questo tuo regno ho comunque una certa autonomia... dico bene?
S, Bryan, la tua anima ancora ti appartiene, ammise il Diavolo. Quella di Leila, invece,  mia e non ti consentir di liberarla se non alle mie condizioni.
Trover il modo, ribad il ragazzo, aumentando ancora la velocit: eppure gli pareva quasi di rimanere fermo, tanto vasta era quella grotta. Metter a soqquadro tutto il tuo regno e distrugger ogni demone che mi capiter a tiro finch non sar riuscito a liberarla. A meno che tu non mi garantisca la sua salvezza a prescindere dall'esito del duello.
E se ti dicessi... che il mio campione si chiama Morpheus?.
Bryan inchiod, facendo affondare i piedi nudi per una o due spanne nel terreno molliccio, e si volse verso gli occhi del Demonio. Si mordicchi le labbra, mentre una nuova ondata di collera si sprigionava nel suo petto. Morpheus, eh?.
... ...
L'unico limite che pongo al vostro campo di battaglia  costituito dai confini del mio regno, dichiar il Diavolo. La sua sagoma si ergeva nell'oscurit. Anche perch non potete abbandonare il mio regno senza il mio permesso.
La sua pallida mano apparve dal nulla, volse il palmo verso l'alto e mosse qualche volta le ciclopiche dita prive di unghie. Bryan vide una silhouette avanzare nel buio e accostarsi all'arto diabolico: la figura venne rischiarata dalla sinistra luce verdastra e il ragazzo pot osservare il corpo alto e nerboruto e la sua pelle rossa. Il volto era rimasto in ombra.
Morpheus?, borbott Bryan, perplesso: quello non poteva essere lui, era troppo alto e muscoloso.
Il nuovo arrivato si inginocchi, prostrandosi quasi sotto la mano del Diavolo, e, non appena il suo volto venne rischiarato, il ragazzo non ebbe pi dubbi: si trattava proprio del mezzodemone. Si disse che in vita era stato prigioniero di un corpo sproporzionato, ma ora non lo era pi... forse quella era la forma reale della sua anima. Oppure il Demonio lo aveva rafforzato in vista del suo infernale duello.
Il Diavolo appoggi il palmo sulla testa di Morpheus e l'aria fu attraversata da una violenta carica elettrostatica: Bryan si sent rizzare tutti i peli del corpo, ma non vi prest particolare attenzione perch era impegnato a fissare gli immani occhi infernali che di colpo si erano tinti di rosso sangue.
Il mezzodemone rantol e gemette, tremando sotto la mano che ora gli stringeva la testa, ma non accenn a sottrarsi. Bryan, seppur piuttosto distante, not le vene che salivano a fior di pelle, trasformando il corpo fremente di Morpheus in un reticolo violaceo. Le candide dita erano diventate incandescenti e ora da esse sgorgavano fiotti di scintille nere. Quando la mano si ritrasse nell'oscurit, Morpheus croll al suolo.
... ...
Il mezzodemone si sollev sulle ginocchia.
Era contento di vedere Bryan, davvero contento. Sapeva che lui era la sua unica speranza di sfuggire al castigo infernale. Dopo aver salvato il ragazzo dal tranello angelico (l'aveva avvertito che esisteva un'altra via, una via sicura, per raggiungere gli inferi), aveva stretto un patto con il Demonio.
Quando l'Erede verr per salvare Leila, aveva detto, tu non avrai alcun potere sulla sua anima.
Questo lo devo a te, aveva ribattuto il Diavolo.
Ma se io avessi lasciato che Bryan scendesse ingenuamente nel varco... tu avresti ottenuto solo parte della sua anima. Il resto di essa, ormai imprigionato nel Talismano, sarebbe andato perduto, non  vero?. Il silenzio del Diavolo lo aveva incoraggiato a proseguire. Grazie a me, invece, non ne perderai neanche un frammento....
Ti ascolto.
Quando verr, tu gli proporrai un duello con in palio l'anima di Leila, aveva continuato Morpheus. In caso di vittoria, entrambi saranno liberi di andarsene. Allorch sapr di poter combattere contro di me, non rifiuter.
Cos, per ottenere l'anima dell'Erede del Talismano, perder quella del Predatore. Non mi pare conveniente.
Morpheus aveva scosso la testa. Non perderai la mia anima in ogni caso.
Tu dunque non lotteresti per la salvezza della tua anima?
Se vincessi, tu potresti trasformarmi in un tuo fedele demone....
La voce roboante del Demonio lo sottrasse al flusso dei ricordi: stava chiamando il ragazzo per nome, ma sembrava che lui fosse sovrappensiero; allora insistette, crescendo enormemente di tono: Bryan, avvicinati.
... ...
Il ragazzo avanz, fermandosi nelle vicinanze di Morpheus, ancora inginocchiato. Torn a guardare i colossali occhi - ora nuovamente neri - che parevano galleggiare nel buio: dopo un paio di secondi abbass il capo... e fu allora che un bizzarro senso di dj-vu balugin in lui per la prima volta.
Sistematevi a cento passi di distanza fra voi, ordin il Demonio. Il duello avr inizio solo quando vi dar il via.
Bryan volse lo sguardo verso il suo avversario, poi si gir e si allontan di cinquanta passi. Chiss quali poteri gli ha donato il Diavolo, si chiese... eppure aveva l'impressione di aver gi pensato qualcosa di simile. Scacci la sensazione. Non resta che scoprirlo.
Adesso i due avversari si fronteggiavano: cento passi li separavano.
Bryan era tranquillo, aveva le pulsazioni regolari: dopotutto, lui poteva contare sul Talismano, Morpheus no. Il ragazzo si pass una mano sulla faccia, osservando il mezzodemone che fletteva rapidamente le gambe e apriva e chiudeva i pugni massicci, come se non fosse ancora abituato alle nuove proporzioni.
Iniziate.
Il comando del Diavolo era ancora nell'aria e Morpheus gi correva verso il ragazzo. Bryan sollev le mani e due fasci luminosi sgorgarono dai palmi, saettando attraverso l'aria tetra e verde di quel luogo. Il mezzodemone schiv agilmente il colpo, quindi rallent e sollev le mani. Tese le braccia indietro, come se stesse tirando qualcosa di pesante, e inarc un poco la schiena; poi scatt in avanti e si stacc dal terreno: le sue mani, piegate a conca, si riempirono di una sorta di ombra liquida e la scagliarono verso il ragazzo.
La scia di oscurit cozz contro la barriera di energia innalzata da Bryan, spingendo con una forza immane, poi esplose e lo scaravent in aria. Per un attimo il ragazzo vide solo buio dappertutto, poi si schiant contro il suolo catramoso, lasciando l'impronta del proprio corpo. Si rialz, scorse due sfere di fuoco che gli volavano addosso e si gett indietro, cadendo pesantemente sulla schiena. I globi gli sfiorarono la testa, bruciandogli un ciuffo di capelli.
Cre allora due sfere e si alz nel contempo con una potente spinta del bacino. I globi del ragazzo vennero intercettati da una coppia di sfere viola ed esplosero inondando la zona di luce. Bryan, ormai abituato alla penombra, dovette schermarsi gli occhi per evitare di rimanere accecato. Morpheus lo raggiunse con un raggio oscuro e lo scaravent via. Il ragazzo si rialz, ma il mezzodemone gli fu subito addosso, mulinando le braccia e sparando senza tregua sfere di fuoco. Bryan si smaterializz e affond nel terreno caldo e catramoso.
Improvvisamente lo colse un dubbio agghiacciante: Il Talismano si  smaterializzato con me?. Da quando lo aveva strappato a Morpheus, si era reso incorporeo altre volte senza perdere la preziosa pietra, tuttavia laggi i suoi poteri erano limitati e inoltre quel diabolico suolo aveva qualcosa di strano...
Riemerse alle spalle del mezzodemone e torn materiale. Sebbene si trattasse di una mossa vigliacca, avrebbe potuto colpirlo facilmente alle spalle, traforandolo da parte a parte con un potente raggio concentrato; abbass invece lo sguardo sul proprio petto, per controllare che il Talismano fosse ancora l incastonato.
C'era.
Prov un violento sollievo. Quella perdita di un attimo, per, fu sufficiente perch il nemico rilevasse la sua presenza e si voltasse per affrontarlo. Morpheus sollev un pugno, avvolto da un'aura nerastra, e si avvent contro il ragazzo, che si protesse incrociando le braccia davanti al viso. Lo schianto fu tremendo e riemp l'aria di scintille. Bryan affond i piedi nel terreno per non lasciarsi travolgere. Appena l'onda d'urto si fu placata, afferr la grossa mano nodosa del mezzodemone e lo scagli in aria; quindi lo bombard con rapidi flussi di energia. Morpheus fece appena in tempo a cadere che il ragazzo gli fu nuovamente addosso. Gli prese un braccio e lo strinse dietro la schiena cercando di spezzarlo. Fece brillare l'altro pugno e lo scagli con forza verso la colonna vertebrale del mezzodemone, per si schiant contro il pavimento catramoso, penetrando di una buona spanna.
 affondato, mormor Bryan. Quindi adesso anche lui, grazie ai poteri diabolici,  in grado di smaterializzarsi?.
Poco pi avanti, il terreno si deform in una cunetta, che poi divenne un bozzolo. Sono qui, disse il bozzolo e subito dopo si tramut nel mezzodemone. Ora questo Inferno  il mio ambiente, continu, non hai alcuna speranza di vincere.
Bryan ribatt: Io vincer, come ho gi vinto una volta.
Tese le mani verso Morpheus e dalle sue dita sgorgarono sottili fili luminosi che raggiunsero il corpo demoniaco e lo avvolsero, trasformandolo in una mummia scintillante. Il ragazzo avvicin le mani, cercando di stritolarlo in quello stretto intreccio di luce. Una coltre buia si gener intorno al demone, diffondendosi poi lungo i filamenti luminosi, come se fossero contagiati da un'oscura malattia. Bryan interruppe subito il collegamento, prima che l'ombra lo raggiungesse e penetrasse in lui. Prima che il mezzodemone potesse liberarsi completamente dai filamenti, ormai contaminati dalla sua energia malefica, il ragazzo lo inglob in una grossa sfera bianca, simile a una boccia di vetro opaco. Era riuscito a imprigionarlo: adesso era sufficiente comprimere la sfera fino a stritolarlo.
Dal nulla comparve una gigantesca ombra che li sovrast entrambi, allungandosi rapidamente. Bryan gir la testa e vide che il suolo scuro e catramoso si era innalzato di decine di metri, come un'onda anomala: in un baleno si abbatt sui due combattenti, sommergendoli.
... ...
Il Demonio vide il terreno tornare piatto. Vide riemergere Morpheus. Lo vide annuire in sua direzione e tendere le mani al suolo per impedire a Bryan di riaffiorare.
Sapeva che il ragazzo era gi alle spalle del mezzodemone. Naturalmente. Ma non intervenne.
... ...
Bryan congiunse le mani, lasciando solo uno spiraglio, e gener una scarica concentrata che proiett verso la schiena dell'avversario. Morpheus si volse e cerc di proteggersi, tuttavia il raggio lo colp al ventre, trapassandolo e sbucando dietro; arretr di un passo, barcollando, ma recuper subito l'equilibrio.
Il ragazzo non fece in tempo a rallegrarsi del buco - largo come un pugno - che aveva aperto nel corpo dell'avversario, perch la ferita si richiuse senza nemmeno sanguinare.
Non hai alcuna speranza di battermi, Bryan, disse Morpheus, la cui voce pareva un po' distorta.
Senza indugiare oltre, il ragazzo sollev le mani e blocc il mezzodemone in una stretta invisibile, quindi lo scaravent in aria, verso l'indistinguibile soffitto. Di colpo si accorse di aver perso il contatto e venne scaraventato a sua volta verso l'alto. Mentre saliva a mo' di siluro, a una velocit terrificante, si sforz di tenere gli occhi aperti e fu un bene, perch si accorse che il mezzodemone stava scendendo in picchiata verso di lui: non riusc a risparmiarsi un pugno in testa, ma si aggrapp con le gambe al bacino del nemico. Cos i due avversari precipitarono insieme verso il basso.
Seppur stordito, il ragazzo strinse con tutta la forza che aveva nelle gambe e gli tempest il petto di sfere. Morpheus, per, gli afferr i polsi e li strinse fra le dita incandescenti. Bryan grid avvertendo le proprie carni che bruciavano; cerc di liberarsi le mani, ma la stretta dell'altro era troppo forte. Non gli rimase, dunque, che smaterializzarsi. Il mezzodemone continu a precipitare da solo e dopo un secondo affond nel terreno.
Bryan rimase per un attimo sospeso a una ventina di metri, poi plan con eleganza, ritornando corporeo un attimo prima che i suoi piedi toccassero il suolo. All'improvviso una mano informe eruppe dal terreno, stringendosi intorno alla caviglia di Bryan e trascinandolo verso il basso. Prima di avere il tempo di smaterializzarsi, il ragazzo si trov completamente sommerso.
Come si pu uccidere un demone... un mezzodemone, cio, potenziato dal Diavolo in persona?, si domand... e di nuovo la sensazione di dj-vu lo assal, ma con intensit di gran lunga maggiore. Gli pareva che quella battaglia infernale si fosse gi svolta, eppure...
Acu la propria percezione e riusc ad afferrare il collo di Morpheus, poi si sollev e torn a respirare. Gli premette due dita sui bulbi oculari e li trafisse con una tremenda scossa, facendogli perdere i sensi. Quindi scatt in avanti tenendo stretto a s il suo pesante e pericoloso fardello, e inizi a correre verso una delle lontanissime pareti.
Sentiva lo sguardo terribile e penetrante del Diavolo che lo seguiva, ma sapeva che non lo avrebbe fermato.
Correva e correva, tenendo il demone bloccato per il collo. Anzi, pi che correre stava fluttuando, sfiorando appena il terreno. Aveva l'impressione di muoversi a una velocit eccezionale, eppure il paesaggio intorno a lui non cambiava. Durante la corsa non smise di riflettere sul precedente interrogativo (Come uccidere un demone?), ricorrendo ai poteri del Talismano per ampliare al massimo le sue percezioni, finch non ebbe trovato la soluzione: La vasca lavica infernale.
Si volse e non lo sorprese vedere che non aveva affatto distanziato i due occhi neri. Si volse nuovamente in avanti e si impegn a correre ancora pi veloce. Il peso del mezzodemone era quasi impercettibile e nemmeno essere scalzo lo infastidiva.
La lava infernale: non quella rigeneratrice, niente affatto.
Vide un puntino verde in lontananza che si distingueva dall'oscurit che lo circondava. Il punto crebbe rapidamente, trasformandosi in breve in un gigantesco varco. Attorno al portale c'era solo una parete altissima, forse infinita. Attravers la soglia e si fiond fuori da quella grotta immensa. Si ferm sul ciglio del precipizio.
Ora ricordava.
Aveva gi vissuto tutto questo durante una delle missioni che aveva svolto per conto di Morpheus. E non si trattava affatto di una missione qualsiasi, bens della prima cui aveva partecipato anche Leila. Era iniziata in una palude, poi a un certo punto lui era svenuto... e si era ritrovato all'Inferno. Il Diavolo era proprio come lo aveva visto allora, e identico era il demone contro cui aveva combattuto, solo che quella volta non sapeva che fosse Morpheus.
Non poteva che essere una premonizione: adesso gli era quasi completamente chiara, solo la conclusione era ancora avvolta nella nebbia. Ma dopotutto la missione aveva avuto successo, quindi...
Non devo perdere tempo, per. Come se avesse le ali ai piedi, Bryan inizi a risalire la spirale infernale. Sapeva esattamente dove andare. Pass accanto a un varco simile a quello da cui era appena uscito, ma lo snobb senza concedergli nemmeno una breve occhiata e continu l'ascesa.
Dopo svariate centinaia di metri, trov il portale giusto e, oltrepassandolo, pens: Siamo arrivati. Si ritrov in una stanza immensa come la precedente, forse anche di pi: l'unica affinit, per, era costituita dalle dimensioni. La situazione al suo interno, infatti, era estremamente animata.
Nei pressi del varco c'erano centinaia di demoni. Tutti guardarono il ragazzo, interrompendo le loro rispettive mansioni, e sbarrarono gli occhi. Qualcuno grid, sovrastando gli strilli sofferenti delle anime dannate. A Bryan, per, non interessavano quei demoni, n gli spiriti torturati.
La vasca. Solo la vasca era importante.
Eccola, immensa e piena di lava incandescente.
Un battaglione di demoni s'interpose fra lui e la vasca. Bryan li scaravent via tutti senza nemmeno rallentare: nessuno avrebbe potuto fermarlo, non finch il Talismano avesse continuato a brillare nel suo petto. Con la coda dell'occhio distinse dei demoni che avevano iniziato ad armeggiare con alcune pesanti leve che regolavano la chiusura della vasca: due enormi portelloni sbucarono dai bordi opposti e si avvicinarono rapidamente.
Troppo tardi!, grid il ragazzo, giungendo sull'orlo e scagliando il corpo del mezzodemone attraverso uno spiraglio di quattro metri. Nella lava mortale.
Il resto avvenne in un attimo (attimo che per fu sufficiente perch Bryan si ricordasse la fine della premonizione).
Morpheus spalanc gli occhi. Cadendo, si afferr a un braccio del ragazzo e lo trascin gi con s, mentre con l'altra mano si tenne al bordo di un portellone e si iss in salvo.
La vasca si chiuse ermeticamente.
Bryan cadde per un metro. Fu subito avvolto da un calore insopportabile e i suoi capelli presero fuoco. Fiss il portellone sigillato sopra di s, pensando (o ricordando di aver pensato): Leila, perdonami.
Intorno a lui esisteva solo il rosso di quelle fiamme infernali. Sfior la lava e la carne si carbonizz in un istante, poi tutto il suo corpo affond.
... ...
Il mezzodemone sollev le mani. Ho vinto!, esult.
Dalla folla demoniaca che aveva assistito all'esito del combattimento si lev un coro giubilante di tripudio: tutti conoscevano Morpheus e parteggiavano per lui.
Era dispiaciuto per Bryan, ma sapeva che non c'era stata alternativa: adesso avrebbe dato ordine di aprire i portelloni e avrebbe recuperato il Talismano, che certo non poteva essere andato distrutto. Quanto al ragazzo, invece, il Diavolo gli aveva assicurato che nemmeno un brandello delle sue carni sarebbe stato risparmiato dalla lava distruttrice.
Un tonfo sordo lo fece trasalire e arretrare istintivamente di un passo.
Bryan..., mormor, tenendo entrambe le mani verso la gigantesca vasca, per mantenerla sigillata. Perdonami.... Ormai doveva essere mezzo carbonizzato: sarebbe bastato tenerlo bloccato ancora per qualche secondo per porre fine alle sue sofferenze.
Un alto pesante colpo: il punto di congiunzione dei portelloni s'incresp.
Morpheus aument la pressione psichica, cercando nel contempo di penetrare nella mente di Bryan per convincerlo a smettere di resistere. Non fai altro che prolungare il tuo dolore, gli comunic. Basta, smettila: arrenditi.
Per tutta risposta i colpi divennero frenetici.
Morpheus non cedette neanche quando la superficie piatta dei portelloni si era ormai trasformata in una duna: la sua pressione psichica era massima, eppure pareva che non fosse sufficiente.
Prima aveva avvertito - perlomeno cos gli era parso - una certa sofferenza... ma ora la vasca emanava soltanto una violenta rabbia. Probabilmente, ragion, il Talismano era riuscito ad arginare la disfatta dell'organismo che lo ospitava.
Il mezzodemone aveva le mani che gli tremavano e i muscoli delle braccia (braccia enormi, che in parte ancora faticava a percepire come sue) tanto contratti che parevano sul punto di esplodere.
Infine i due portelloni cedettero, si ruppero e vennero scaraventati ai lati opposti, travolgendo pi di un demone; Morpheus li lasci andare, concentrandosi sulla figura lavica che era balzata fuori dalla vasca. Bryan - quello che restava di lui, perlomeno - era ricoperto dalla testa ai piedi di quella sostanza infernale. La sua fisionomia era indistinguibile: non si vedevano n le braccia n le gambe, e la testa pareva appena abbozzata.
Bryan, disse Morpheus, cercando di spingerlo indietro per farlo ricadere nella vasca, lo so che stai soffrendo in modo atroce. Perch non ti arrendi?.
Senza rispondere, la figura rannicchiata si raddrizz lentamente. Nonostante gli sforzi psichici del mezzodemone, avanz di un passo - parve strisciare, in realt - e sollev due protuberanze laviche che dovevano essere le sue braccia. Si tocc la testa priva di volto, pi e pi volte, poi emise un lungo grido inumano che fece accapponare la pelle a Morpheus.
Bryan, Bryan... ti prego, arrenditi.
Il ragazzo tacque di colpo, poi, approfittando del fatto che il suo avversario aveva allentato la stretta mentale, inizi a scrollarsi con una foga disperata. La lava che lo ricopriva schizz ovunque, uccidendo alcuni demoni che si erano avvicinati un po' troppo al teatro del duello: pochi spruzzi furono sufficienti per carbonizzarli completamente.
Morpheus innalz in tempo una barriera e nemmeno uno zampillo lo raggiunse. Un'imprecazione gli si strozz in gola vedendo le condizioni in cui era ridotto Bryan: non aveva pi gli occhi, n il naso, n le orecchie, n la pelle... Nemmeno un grammo di carne era rimasto sul suo corpo: soltanto lo scheletro.
Le orbite vuote del teschio lo stavano fissando, costringendolo a reprimere un brivido.
La cassa toracica era completamente vuota: non restava neanche un brandello del cuore, n dei polmoni... tuttavia lo sterno si alzava e si abbassava, come se fosse mosso da un respiro. E anche il Talismano - nemmeno scalfito - si muoveva, ancora attaccato alle costole.
Oh, Bryan..., mormor il mezzodemone.
La mandibola si abbass di scatto: per un attimo Morpheus fu sicuro che si sarebbe staccata e che di seguito il resto dello scheletro si sarebbe scomposto, trasformandosi in un cumulo di ossa. Invece parl. Una voce gracchiante emerse dalla laringe priva di corde vocali: Io non sono Bryan: Bryan  morto. Grazie a te, mi sono finalmente liberato da quell'ammasso di carne che limitava i miei poteri. Pareva che il teschio sogghignasse. Io sono il Talismano.
... ...
Il Demonio guard Morpheus. Poi guard la pietra che risplendeva sulla cassa toracica dello scheletro e spost i demoni e le anime dannate da quel settore. Infine torn a guardare Morpheus.
... ...
Il mezzodemone era inquieto, ma cercava di non darlo a vedere. Era vero che Bryan limitava i poteri del Talismano? La creatura che era uscita dalla vasca, dunque, era pi potente di quella che lui vi aveva gettato dentro? Ho distrutto l'anima del ragazzo?.
Lo scheletro inizi ad avanzare, canticchiando un motivetto che pareva una filastrocca infantile.
Il mezzodemone si teletrasport alle spalle dell'avversario, quindi gli afferr con forza entrambi i gomiti e li stratton indietro: gli avambracci gli rimasero in mano e, nella sua stretta, presero ad agitarsi come code tranciate di lucertole. Li lasci cadere al suolo, poi gener una scarica violacea che attravers da parte a parte la cassa toracica, fracassando le costole e sbucando accanto al Talismano. Era riuscito a coglierlo di sorpresa, evidentemente, e doveva approfittarne. Afferr le ginocchia con una stretta psichica e le strapp via: lo scheletro ondeggi e croll in avanti. Morpheus colse l'occasione per agguantare il teschio, stringendolo fra le dita avvolte da un'aura oscura, e ruotarlo di centottanta gradi: le vertebre si ruppero e il cranio si stacc.
Se lo rigir fra le mani, stupito di essere riuscito a distruggere cos facilmente quella creatura. Trasal quando la mascella si mosse e la stessa voce gracchiante di prima disse: Ci che hai fatto non  carino....
Morpheus imprec e scagli via il teschio, che sfrecci in aria e cadde in lontananza; quindi si avvent sulla cassa toracica - che ancora oscillava, respirava - e la tempest di raggi di energia. Infine essa giacque immobile, frammentata nelle sue componenti ossee. In mezzo a tutto quel bianco, il Talismano occhieggiava. Morpheus si butt in avanti per afferrarlo: non appena si fosse congiunto con esso, il Diavolo non avrebbe pi potuto pretendere il possesso della sua anima, nemmeno per trasformarlo in un servo demoniaco!
Appena sfior una delle sfaccettature della pietra con il polpastrello dell'indice, per, ci fu un'esplosione terribile che lo scaravent in aria. Ebbe la prontezza di spirito di localizzare la vasca e devi la traiettoria della propria caduta per evitare di finirvi dentro. Atterr a una trentina di metri dal mucchietto di ossa su cui torreggiava il Talismano. Si teletrasport in prossimit della pietra, ma questa volta non cerc di toccarla: gener invece una bolla di energia e con essa prov a inglobarla. Una seconda deflagrazione lo sped di nuovo in aria. Tocc terra e imprec: lo scheletro si era ricomposto e il Talismano brillava ancora sulla sua scatola toracica.
Ritenta e sarai pi fortunato, lo sbeffeggi la voce arrochita.
Morpheus si concentr sul terreno su cui lo scheletro era appoggiato e lo sollev in un istante, avvolgendo completamente l'avversario e sollevandolo dal suolo. Lo aveva catturato, ma adesso sapeva che smembrarlo non era sufficiente per eliminarlo: doveva escogitare qualcos'altro. Prov a comprimerlo, ma quasi subito lo scheletro sgusci fuori dalla sua prigione nera e molliccia, come se nulla fosse: si era smaterializzato.
Ora tocca a me, disse, non appena tocc terra. Sollev un arto scheletrico e lo mosse lentamente verso il mezzodemone, mentre con l'altro parava le sfere di fuoco che lui gli scagliava addosso. Sono proprio curioso di osservare che effetto avr su di te....
La vasca riboll per un paio di secondi, dopodich erutt come se si trattasse di un vulcano: la lava s'innalz per oltre cento metri, poi cominci a precipitare verso il suolo come un mostruoso fiume infuocato.
Morpheus si teletrasport a distanza di sicurezza: non ci teneva affatto a sperimentare una doccia di quel genere. Il torrente lavico cambi direzione appena prima di toccare il terreno: il percorso si pieg ad angolo retto e sfrecci verso il mezzodemone. Avrebbe potuto arginarlo e poi arrestarlo, ma preferiva non rischiare di ferirsi, quindi decise di teletrasportarsi altrove per qualche secondo.
Fermo l!.
Morpheus si volse e vide il teschio che volava verso di lui: sollev un braccio per proteggersi e si ritrov due arcate dentarie violentemente affondate nel bicipite. Grugn di stizza e scrut lo scheletro senza testa: si era decapitato e gli aveva scagliato il cranio; un braccio era ancora teso nell'atto del lancio, infatti.
Il fiume lavico, immenso (era largo una cinquantina di metri e lungo forse dieci volte tanto), ormai lo sovrastava. Morpheus tent di teletrasportarsi ma non ci riusc: il teschio che si era attaccato al suo braccio glielo impediva. Fece brillare la mano opposta e lo colp con forza, ma il morso non si allent. Infil allora le dita nelle orbite vuote e stratton pi volte: fu tutto inutile, il cranio di Bryan si era attaccato per bene. Non gli rest che concentrarsi sul fiume infuocato per arrestarne l'avanzata, che adesso procedeva rasoterra. Riusc a rallentarlo, ma l'impeto era ancora troppo grande (e la cresta dell'onda infuocata troppo vicina), cos decise di sprofondare nel terreno, come aver fatto quando combatteva ancora contro Bryan. Si inabiss, dunque, e port i teschio con s. Una volta al sicuro, si concentr sul flusso lavico esterno e ne percep il grande potere: un potere in grado di distruggere qualunque anima... persino quella dell'Erede. Ma distruggere il Talismano no, quella era un'altra faccenda.
Il teschio strinse con ferocia i denti, ancorandosi il pi possibile. Basta una leggera pressione e ti stacco il braccio, gli comunic mentalmente il Talismano. Potrei spolparti per intero, sai?.
Morpheus riusc a infilare un dito sotto i denti del teschio, poi spinse la mano fino al palmo e a quel punto la sollev di scatto. Dopo aver verificato che l'ondata lavica non fosse nelle vicinanze, riaffior, stringendo la mandibola in una mano e il resto del cranio nell'altra.
Se non aveva pi percepito il flusso energetico del fiume di lava, era perch era stato trasformato in una gigantesca cupola ardente che ora li teneva entrambi prigionieri: la volta si stava abbassando a velocit vertiginosa.
Lo scheletro decapitato era cento metri pi in l e stava arrivando di corsa, anzi, stava fluttuando.
Morpheus sapeva che se fosse riuscito ad abbrancarlo sarebbe stata la fine: il suo avversario gli si sarebbe abbarbicato addosso, impedendogli di teletrasportarsi in salvo, e la lava li avrebbe travolti entrambi. Solo che il Talismano sarebbe sopravvissuto, il mezzodemone invece no.
Gett lontano il teschio e la mandibola e cerc di teletrasportarsi, ma non ci riusc: qualcosa l'aveva colpito sul collo. Gener una barriera per proteggersi dagli altri dardi - dardi o roba simile - che lo scheletro gli lanciava. Si rese conto che si trattava di dita togliendosi quello infilzato al collo.
La volta infuocata era sempre pi vicina: la colossale cupola stava per implodere.
Morpheus riusc finalmente a teletrasportarsi quando ormai lo scheletro si trovava abbastanza vicino da sfiorare la sua barriera protettiva.
... ...
Leila era inginocchiata ai piedi del Diavolo Nero. Un fastidioso collare le cingeva il collo e di tanto in tanto veniva strattonata dalla grande mano nera che stringeva il suo guinzaglio. Era umiliante, certo, ma aveva patito cose ben peggiori...
Sapeva che Bryan aveva fatto un patto col Demonio e ora stava combattendo per la salvezza della sua anima... anzi, dell'anima di entrambi. Non si erano potuti parlare, ma il Diavolo Nero le aveva gentilmente spiegato la situazione: Perder, le aveva detto, e cos anche la sua anima sar dannata, come la tua....
Lei, per, credeva in Bryan: sapeva che avrebbe vinto. Dopotutto, per amore aveva valicato il confine fra il mondo dei vivi e quello dei morti. E nulla poteva fermare un simile amore.
Te la rubo, disse una voce familiare, bench un poco distorta.
La ragazza sollev lo sguardo e si trov faccia a faccia con Morpheus, che la avvolse con due braccia incredibilmente nerborute e si teletrasport via insieme a lei.
... ...
Morpheus torn al di sotto della cupola di lava mortale, stringendo Leila fra le braccia. Sollev lo sguardo e vide la volta infuocata a non pi di duecento metri d'altezza. Pochi secondi e tutto sarebbe finito. Lo scheletro piomb addosso al mezzodemone e lo abbranc con selvaggia veemenza. Morpheus si volse verso di lui e grid: Distruggerai Leila, Bryan!.
... ...
Bryan si accorse con estremo orrore di Leila, prigioniera fra le braccia di Morpheus. Lasci andare il mezzodemone e sollev subito le mani scheletriche verso la volta della cupola devastatrice. Aveva impresso una forza incredibile alla lava infernale e adesso... era sfuggita al suo controllo. Cacci ogni pensiero e ogni reminescenza dalla mente e si concentr. Se avesse fallito, l'anima di Leila sarebbe stata disintegrata. Per sempre.
Emettendo un grido disumano, Bryan oppose tutti i poteri del Talismano alla discesa della cascata lavica. Riusc a rallentarla, ma non abbastanza.
Trenta metri, venticinque, venti...
Bryan non si era mai sentito cos stanco da quando si era congiunto alla pietra, ma questo era anche dovuto al fatto che negli inferi i suoi poteri erano molto limitati. Era stremato. Aveva consumato un sacco di energie mantenendosi uno scheletro per far credere a Morpheus di essersi trasformato nell'incarnazione del Talismano, per spaventarlo... Si era affaticato anche smembrandosi e poi svuotando la grande vasca e incanalando l'enorme forza distruttrice della lava.
Quindici metri, dieci...
Gener una piccola cupola di energia con la quale avvolse se stesso, il mezzodemone e Leila, che se ne stava immobile, imbambolata, fra le braccia di Morpheus. Si prepar a ricevere il colpo, ma nel contempo rallent ancora l'avvicinamento lavico.
Nove, sei, tre...
La cupola si disintegr al contatto, ma Bryan riusc a bloccare la lava con le proprie mani, che in un istante vennero polverizzate fino agli avambracci. Scocc un'occhiata a Leila, dietro di lui: sarebbe bastata una sola scintilla per carbonizzarla completamente.
... ...
Morpheus aveva scommesso. E aveva vinto.
Aveva percepito la presenza di Bryan, nonostante tutti i suoi sforzi di camuffarla per fargli credere di essere la pura personificazione del Talismano. Allora aveva deciso di servirsi di Leila per sfibrare Bryan e far emergere il suo vero essere. Era stato un azzardo, ma aveva funzionato.
Morpheus avrebbe potuto teletrasportarsi al sicuro, ma se lo avesse fatto anche il ragazzo avrebbe seguito il suo esempio, portando Leila con s; in tal caso, Bryan non avrebbe sprecato abbastanza energie. Decise quindi di aspettare proprio fino all'ultimo istante: se il ragazzo non fosse riuscito ad arrestare l'implosione, lui si sarebbe teletrasportato via, altrimenti...
Bryan era riuscito a rallentarla quasi del tutto, ma a poco a poco la lava continuava ad avanzare: gli aveva divorato gli avambracci e ora proseguiva verso le spalle.
Forse, pens Morpheus, il suo avversario si sarebbe distrutto con le sue stesse mani.
... ...
Bryan arretr di un passo e si abbass un poco, prima che la cupola infernale iniziasse a corrodere anche il suo cranio. Aiutami, Morpheus, sibil. Se lascio andare, verrai travolto anche tu: non farai in tempo a fuggire....
Fu Leila a rispondergli, con voce tremante: Non hai bisogno del suo aiuto: io so che tu puoi farcela. Non so cosa ti sia successo, amore mio, ma non ti arrendere proprio ora. Puoi farcela!.
Incoraggiato dalla voce e dalle parole della sua amata, e con uno sforzo sovrumano, Bryan riusc infine ad arrestare l'implosione della cupola, pur sapendo che Morpheus avrebbe potuto vanificare tutti i suoi sforzi attaccandolo in quel momento e teletrasportandosi via - in salvo - subito dopo. Ma non lo fece: evidentemente prefer non rischiare di rimanere intrappolato: rimase immobile, pronto a scattare, con Leila ancora stretta fra le sue braccia.
... ...
Il Diavolo vide la lava tornare a riempire la vasca. Vide Bryan, stremato. E vide Morpheus, pronto per attaccare.
... ...
Il primo pugno del mezzodemone raggiunse lo scheletro di Bryan sulla cavit nasale e fece inclinare indietro ad angolo retto il suo teschio. Il secondo lo colp sullo sterno, proprio accanto al Talismano.
Leila assisteva impotente alla scena: il Diavolo Nero le aveva rubato ogni briciola di potere, non era altro che una misera anima dannata...
Subito era rimasta turbata dalle sembianze di Bryan, ma poi si era detta che probabilmente si trattava di un trucco per destabilizzare l'avversario. Purtroppo, per, non pareva che Morpheus si fosse lasciato granch impressionare.
... ...
Bryan era stanco, tuttavia non provava vero e proprio dolore: il Talismano continuava a proteggerlo, consentendogli di patire soltanto un bruciore generalizzato. Gli erano ricresciute le braccia e le mani, ma non sapeva se sarebbero state in grado di muoversi per reagire alle sferzate di Morpheus. A poco a poco, anche il resto del suo organismo aveva iniziato a rigenerarsi: ora vedeva un po' di pelle sulle nocche della mano destra; ora un ciuffo sparuto gli appariva sulla testa, dondolandogli davanti alla fronte; ora l'intestino iniziava a serpeggiare sopra il bacino...
Ma pi si rigenerava, pi energie bruciava. E nel frattempo Morpheus continuava ad accanirsi contro di lui. Decise allora di fuggire.
Scappare  inutile, gli disse telepaticamente il mezzodemone. Scappar  inutile....
Bryan si volt e tent lo stesso. Appena Morpheus gli afferr un braccio per, lui si gir e gli balz addosso, premendo il proprio petto contro il suo abbarbicandosi a lui. Gli strinse la gola fra le mani e inizi ad assorbire la sua energia: chiuse gli occhi - le palpebre si erano riformate - e si concentr solo sul prosciugamento, escludendo dalla propria percezione i violenti tentativi di liberazione del suo avversario.
Sei caduto in basso, Bryan, lo provoc Morpheus. Ti sei ridotto al livello di un parassita.
Il ragazzo non colse l'istigazione e continu a succhiare l'energia, arginando l'ondata di sfinimento che minacciava di fargli perdere conoscenza. Il mezzodemone affond nel terreno, ma Bryan lo segu; si teletrasport altrove, e il ragazzo si mantenne ancorato: era deciso a succhiargli ogni forza, a essiccarlo. Morpheus infil le mani fra i loro petti nudi e schiacciati e premette le dita sui bordi del Talismano, cercando di strapparlo via.
Il Talismano ha scelto me, disse Bryan, facendo fluire le parole nella mente dell'avversario.
Non ero ancora pronto, allora, ribatt il mezzodemone, scavando con le unghie il petto di Bryan, tentando di disincagliare la pietra. Ora lo sono.
Tira quanto vuoi, tanto....
Proprio allora, senza alcun cedimento ammonitore, il Talismano si stacc dal petto di Bryan.
Il ragazzo grid e tese le braccia in avanti, liberando il mezzodemone dalla stretta. Morpheus sgran gli occhi, pi stupefatto del suo avversario, e venne sbalzato violentemente indietro: la pietra gli sfugg dalle dita e volteggi in aria.
Bryan agganci il Talismano con la propria forza mentale e, invece di tirarlo indietro, lo scagli in avanti. Verso la vasca distruttrice, il cui bordo non distava pi di cinque metri.
NOOO!, rugg Morpheus, gettandosi in un disperato inseguimento.
Il ragazzo avvert l'opposizione della forza psichica del mezzodemone, ma riusc lo stesso a far precipitare il Talismano nella vasca: per un istante si mantenne sul pelo della lava, poi sprofond.
Morpheus si teletrasport dove la pietra era sparita e immerse un braccio per recuperarla. Emise un selvaggio grido di dolore e l'istante successivo tutto il suo corpo s'incendi. Poi affond e soltanto la testa - gi mezza carbonizzata - e parte del petto continuarono ad affiorare.
Bryan stava avanzando verso la vasca, concentrato sul suo avversario per impedirgli di riemergere. Brucia, bastardo, brucia!, gli grid. Tu sei la causa di tutto!.
Due mani fiammeggianti emersero dalla lava: fra i palmi stringevano il Talismano. Morpheus emise un urlo giubilante e non esit a premersi la pietra sul petto.
Bryan si maled per la sua rovinosa idea: togliendosi il Talismano e gettandolo nella vasca, lo aveva in pratica consegnato nelle mani di Morpheus, che grazie al suo potere sarebbe sopravvissuto alle fiamme.
Ma non successe nulla.
Il Talismano non ader alla pelle del mezzodemone, non si fuse con la sua carne: non divennero un'unica essenza. Non brillava nemmeno pi: pareva che si fosse esaurito.
Forse  per questo che quando ero nel deserto non riuscivo a oltrepassare alcun varco infernale, pens il ragazzo. Perch il Talismano non voleva. Sapeva quale sarebbe stato il suo destino negli inferi, sapeva che si sarebbe consumato, per cui....
Morpheus cap di stringere fra le mani un sasso inutile e lo lasci cadere. I suoi occhi erano l'unica parte non ancora carbonizzata: li sollev e lanci un ultimo sguardo a Bryan (uno sguardo in cui era racchiusa tutta la disperazione di una creatura che avrebbe voluto cambiare il mondo, ma sapeva di aver fallito), poi arse completamente e s'inabiss.
Il Diavolo vide Morpheus che bruciava. Intervenne: un'anima simile non andava sprecata.
... ...
Bryan vide Morpheus riemergere e rimanere sospeso a un paio di metri dal livello della lava, ancora fiammeggiante, e pens di essere finito, invece poi ud la voce del Diavolo: Hai vinto, umano, dichiar, il mio campione  stato sconfitto.
Le spoglie demoniache di Morpheus scomparvero e Bryan si lasci cadere in ginocchio. Avrebbe voluto piangere, sentiva le lacrime che gli pungevano gli occhi, ma era troppo stanco.
Era finita, era davvero finita... e lui aveva vinto.
Una mano si appoggi sulla sua spalla, facendolo trasalire. Si volse e fece partire un pugno, fermandolo a un centimetro dal naso di Leila. Oh, mormor, e non fu capace di dire altro.
La ragazza gli gett le braccia al collo e lo strinse con foga. Bryan rimase per alcuni secondi paralizzato, quasi incredulo che lei fosse Leila (la vera Leila!), poi contraccambi la stretta e finalmente riusc a piangere. Avrebbe voluto dirle che l'amava, che l'amava pi di ogni altra cosa al mondo, che senza di lei era impazzito (e non in senso metaforico), che per lei aveva sfidato Dio e il Demonio, che... ma non riusciva a ritrovare la voce. Leila, invece, continuava a sussurrare il suo nome, stringendolo con tutta la forza che aveva.
Congratulazioni, hai vinto. Potete tornare nel vostro mondo.
Bryan sollev gli occhi bagnati dalla spalla di Leila e si trov a fissare lo sguardo oscuro e immane del Demonio. Si chiese se avrebbe tenuto fede al patto riportandoli entrambi nel mondo dei vivi. Sollev una mano e prese ad accarezzare la testa di Leila. Adesso non ho neanche pi il Talismano....
Rispetter il nostro accordo consentendovi di abbandonare il mio regno, tuttavia la tua anima spetta a me, Bryan. Le due colossali mani bianche apparvero in lontananza, nell'oscurit, e cominciarono ad avvicinarsi ai ragazzi. Io so cosa hai fatto nel mondo dei vivi, quindi non pensare di scappare al tuo meritato castigo... lo hai soltanto rimandato.
Le mani, sempre pi vicine, erano disposte a formare una conca. Bryan si sollev, continuando ad abbracciare Leila, e si prepar a salire sopra i palmi demoniaci, cercando di impedirsi di ascoltare quelle terribili parole. Terribili soprattutto perch sapeva che erano vere.
Non appena morirai, non appena la tua breve vita umana avr termine, concluse il Diavolo, io accoglier la tua anima.
... ...
Quando Leila e Bryan ricomparvero nella vasca da bagno, Kyl, seduto sul bordo, trasal e cadde sul pavimento. Sono tornati!, grid, affrettandosi a rialzarsi in piedi. Sono tornati!.
I due ragazzi erano rannicchiati sul fondo della vasca, che un attimo prima non conteneva altro che acqua. Erano immobili... parevano morti.
Kyl si sent gelare il sangue: era possibile che qualcosa fosse andato storto durante il viaggio di ritorno? Il suo terribile timore svan - insieme a qualsiasi altro pensiero razionale - non appena Leila si sollev in piedi. Completamente nuda.
Kyl sgran gli occhi e si sent avvampare, mentre il cuore gli balzava in gola. Per tutto il resto della sua vita, non avrebbe mai pi scordato quella visione... celestiale: lo avrebbe perseguitato durante il sonno e durante la veglia, animando desideri proibiti e sogni inconfessabili. Dovette compiere uno sforzo sovrumano per distogliere l'attenzione dal corpo spoglio di Leila, che si stava guardando intorno spaesata.
Si affrett ad arraffare un asciugamano e a porgerglielo. Soltanto allora lei parve accorgersi del ragazzo. Kyl!, esclam. Sono viva!. E, senza starci a pensare, lo abbracci. Sono viva, viva!.
S-s, sei v-viva, balbett lui, sentendosi fremere per il contatto. Os appena sfiorarle la schiena bagnata con la mano che reggeva ancora l'asciugamano. C-ce l'avete... fatta. Ud lo sciacquio prodotto da Bryan che si rialzava e si allontan di scatto dalla ragazza, accostandosi all'amico.
Kyl..., borbott Bryan, appoggiandogli una mano sulla spalla e abbozzando un sorriso. Siamo davvero tornati?
S. Ce l'avete fatta!.
 stata una passeggiata..., fece Bryan, poi si volse verso Leila e la fiss a lungo negli occhi, senza dire niente. La ragazza rispose con intensit allo sguardo. Si avvicinarono lentamente, come se ognuno dei due pensasse di poter far scoppiare la sua dolce met come una bolla di sapone al primo tocco. Si abbracciarono con una delicatezza estrema e con altrettanta tenerezza si scambiarono un lungo bacio.
Kyl, con un groppo alla gola e la mano che stritolava l'asciugamano, si allontan di un paio di passi. Era felicissimo che fossero tornati (davvero felicissimo!), ma se fosse tornata solo lei... e lu avesse potuto consolarla... Provando una tremenda vergogna per un simile pensiero, si volse e quasi corse verso la porta. Ma si arrest di colpo, vedendo Eos fermo sulla soglia.
Non ho dubitato nemmeno per un attimo di Bryan, disse l'uomo, rimanendo immobile. La benda che gli ricopriva l'orbita vuota rendeva il suo aspetto vagamente inquietante.
Kyl abbozz un sorriso, sentendosi turbato: temeva che Eos fosse in grado di cogliere i suoi sentimenti contrastanti. L'Erede del Talismano non avrebbe potuto fallire... vero?
Vero, convenne l'uomo, avanzando verso la vasca. Kyl lo segu con lo sguardo, ma non si avvicin. Sono orgoglioso di te, Bryan, disse Eos con tono flemmatico, seppure un po' pi caldo del solito. Prima di te, nessuno c'era riuscito.
Bryan, cingendo la vita di Leila con un braccio, strinse la mano che Eos gli porgeva. Ti ringrazio per tutto il tuo aiuto. Senza di te, non ce l'avrei mai fatta.
Eos si volse verso Leila, le sollev una mano e si chin per baciargliela. Bentornata nel mondo dei vivi.
... ...
Bryan non aveva quasi lasciato andare la mano di Leila da quando erano usciti dalla vasca e all'incirca dieci volte al minuto si girava verso di lei per controllare che fosse davvero al suo fianco. Viva.
Tranquillo, Bryan, lo rassicurava lei, accarezzandolo. Sono qua, sto bene....
Il ragazzo annuiva e sorrideva, ma non riusciva a rasserenarsi: dopo tutte le atrocit che Leila aveva subito, temeva che prima o poi i suoi nervi avrebbero ceduto; per il momento tenevano bene, molto bene... fin troppo! Forse la sua psiche aveva relegato in un angolo remoto i supplizi che aveva patito, forse il viaggio fra un mondo e l'altro aveva velato i suoi ricordi, forse la gioia di vivere aveva sovrastato tutto il resto, per il momento...
Adesso indossavano finalmente dei vestiti, che Kyl aveva portato loro, e stavano scendendo le scale, diretti verso la sala da pranzo. Eos aveva fatto preparare un sostanzioso banchetto in onore del loro ritorno: e i due ragazzi, in effetti, erano davvero affamati.
Bryan camminava adagio: temeva di trovare seduto a tavola, al posto del padre, un vecchietto tutto raggrinzito e con lo sguardo spento. In qualunque condizione lo avesse trovato, comunque, non vedeva l'ora di riabbracciarlo. Strinse la mano di Leila, per richiamare la sua attenzione e le disse sorridendo: Sai la novit?. Lei inarc le sopracciglia. L'Insorta si  tolto il passamontagna... e ho scoperto che  mio padre.
Leila aggrott la fronte, scettica. Stai scherzando?.
Bryan scosse il capo. No, sono serissimo. Ridacchi, stringendosi nelle spalle. Sa molto di: Luke, sono tuo padre, non  vero? Eppure....
Leila si ferm con un piede su un gradino e l'altro sul successivo. Ma se si  davvero tolto il passamontagna, avr perso i suoi poteri....
S... inoltre l'ho visto invecchiare di molti anni in poche ore, assent Bryan, sostando accanto a lei e continuando a stringerle la mano. Ma Eos mi ha promesso che.... Ci che lesse nell'espressione di Kyl, che si era appena voltato, una decina di scalini pi in basso, gli fece scivolare via le parole dalla lingua. No, cazzo..., mormor, no, no, no!.
Kyl risal lentamente le scale, contrito in volto, e si ferm appena sotto di lui. Mi dispiace, amico mio.... Dopo una lieve esitazione, gli appoggi una mano sulla spalla. Sono stato accanto a lui fino all'ultimo, nel Rifugio: mi ha fatto promettere che sarei stato qua ad accoglierti, al tuo ritorno. E mi ha detto di dirti che  molto orgoglioso di te....
Bryan si sentiva pungere dietro gli occhi, ma non voleva piangere. Ma Eos aveva promesso che..., lasci cadere la frase, sconsolato.
Purtroppo non ha potuto fare nulla, sospir Kyl. Ma l'Insorta  morto sereno: sapeva di aver portato a termine il proprio compito. Si sarebbe sacrificato altre mille volte per te....
Non ho fatto in tempo a ritrovarlo, biascic Bryan, con la gola chiusa, che l'ho perso di nuovo....
Mi dispiace, tesoro, sussurr Leila, stringendogli le braccia intorno al collo e tirandolo a s. Lo baci sulla guancia, poi premette il viso contro il suo collo. Consolati pensando che adesso si star finalmente riposando: a lui non toccheranno i supplizi che ho dovuto subire io... e che adesso mi sembrano degli incubi confusi: fatico a credere che mi siano successe davvero quelle..., le si ruppe la voce e allora fu Bryan a stringerla, confortandola. I demoni... le gravidanze... era tutto davvero reale?. Si scost un po' dal ragazzo, fissandolo con occhi umidi. Si sfior la pancia, per controllare che fosse ancora integra. Sembra tutto quanto un sogno orribile....
La voce di Eos la fece sobbalzare: Ho predisposto il rito affinch, durante il ritorno, operasse un offuscamento dei tuoi ricordi, Leila. Era apparso sulla cima delle scale. Mi sono concesso questa libert poich sapevo che sarebbe stato indispensabile per la tua sanit mentale: hai sopportato brutalit che nessuno pu subire senza riportare gravi conseguenze. Il suo tono era dolce, rassicurante. L'offuscamento  graduale, ma ben presto le torture ti sembreranno davvero un incubo. Tremendo, ma pur sempre un incubo.
Gi adesso, disse Leila, faccio fatica a credere che sia successo realmente. Ma io lo so che  stato tutto reale!, esclam. Mi ricordo ogni particolare dei mostri che ho tenuto in grembo e che poi mi hanno squarciato la pancia....
A poco a poco, starai meglio, le promise Eos, sempre ritto in cima alle scale. Una rimozione totale dei ricordi potrebbe risultare dannosa... tuttavia, aggiunse, se fra una settimana sarai in condizioni critiche, tornerai qua e rimuover il pi possibile dal tuo cervello. Ma sei una ragazza forte, straordinaria... non penso che ce ne sar bisogno.
D'accordo, assent la ragazza, ancora abbracciata a Bryan, ma con la testa girata verso l'uomo. Io mi rendo conto che non mi sento come dovrei sentirmi dopo quello che ho passato, quindi speriamo che l'effetto del rito continui.
Continuer, assicur Eos, poi si rivolse a Bryan: Mi dispiace per Walter, ma non c' stato....
Sono sicuro che hai fatto del tuo meglio, lo interruppe il ragazzo, carezzando la nuca di Leila. Come sempre. Ah, come far a restituirti il tuo occhio?, gli domand, mentre una certa inquietudine coloriva il suo tono. Come avrai notato, non ho pi il Talismano con me....
Eos inizi a scendere. Voi due avete bisogno di rifocillarvi, e mentre mangerete parleremo un po': ho diverse domande da farti, Bryan. Pass accanto ai ragazzi, continuando a scendere senza voltarsi. Non preoccuparti, comunque, il trapianto non ti far male.
Spero che la tua magia sia anche rapida, borbott Bryan, perch non vedo l'ora di tornare a casa.
CAPITOLO NOVE
CASA, DOLCE CASA
Bryan aveva visto sparire Leila oltre l'uscio della sua casa da un minuto scarso e gi ne sentiva la mancanza. Avrebbe voluto accompagnarla, ma la ragazza aveva insistito per parlare da sola ai suoi genitori; cos Bryan, lasciandole a malincuore la mano, era rimasto sul marciapiede antistante alla villetta a schiera in compagnia di Kyl (e del Tramite che li aveva accompagnati).
Non ti preoccupare, Bryan, sono sicuro che i suoi genitori saranno comprensivi.
Me lo auguro....
Saranno felicissimi di rivederla sana e salva: il resto passer in secondo piano.
Bryan si gratt l'occhio che Eos gli aveva trapiantato e poi coperto con una benda. Placato il prurito, lanci uno sguardo angosciato a Kyl. E se non le perdonassero il fatto di essersi messa con l'assassino di Morpheus?.
... ...
Leila sentiva il bisogno di avere Bryan accanto a s, tuttavia sapeva di dover prima preparare il terreno con i suoi genitori. Adesso si trovavano nell'ingresso, a un paio di passi da lei, e le sembrava che fossero trascorsi secoli anzich settimane dall'ultima volta in cui li aveva visti.
Erano cambiati.
Suo padre, che ricordava alto e fiero (e con una luce di determinazione che brillava nei suoi occhi), pareva essersi rattrappito e aveva uno sguardo che sembrava vuoto. La madre, i cui lunghi capelli neri si erano ingrigiti parecchio durante quell'estate, se ne stava immobile dietro al marito e fissava la figlia con un'angoscia indescrivibile.
Nessuno disse niente per un intero minuto. Leila avrebbe voluto chiamarli, abbracciarli e baciarli, ma si sentiva paralizzata, intimorita... e un groppo alla gola le impediva di emettere anche il pi piccolo suono.
Fu la madre a rompere l'immobilit generale: compiendo quello che pareva uno sforzo titanico, pass accanto al marito e si avvicin alla figlia. Sollev una mano e per un istante Leila credette che stesse per darle una carezza, invece ricevette uno schiaffo che le fece immediatamente imporporare le gote.
Leila, ci hai delusi..., dichiar con voce tremante e con le lacrime agli occhi. Ci hai disonorati in modo irreparabile. Hai tradito la Baia... e cos facendo hai tradito la tua stessa famiglia.
Ma-mam-ma..., balbett la ragazza, portandosi una mano alla guancia schiaffeggiata. Mamma, io....
Non chiamarmi cos, ribatt la donna e arretr di un passo. Io non ho una figlia. Non pi. Si volse e corse via singhiozzando. Non pi!.
Leila, con gli occhi brucianti di lacrime, si volse verso il padre, come se si aspettasse di poter ragionare con lui. Morpheus ha commesso dei crimini orribili, disse di getto.
Il padre scosse la testa, e anche quel gesto parve vacuo come il suo sguardo. No,  l'Erede - il demonio che ti ha indotto a tradire la Baia - che ha fatto delle cose orribili.
Ma Morpheus mi ha uccisa!, esclam Leila, senza riuscire a frenare le proprie lacrime. E Bryan - l'Erede - mi ha riportata in vita. Lui mi ama: ha rischiato tutto per me, scendendo negli inferi per riscattare la mia anima.
Se Morpheus ti ha uccisa, replic l'uomo,  perch tu lo hai tradito.
Leila sgran gli occhi e balbett: Qui-quindi n-non siete fe-felici che io sia di nuovo vi-viva?.
Il padre scosse ancora la testa. Pi che una persona, pareva un involucro svuotato da qualsiasi essenza. Questo non  pi il tuo posto: hai tradito Morpheus e ora l'Erede lo ha ucciso.
Leila si sforz di non farfugliare, nonostante l'angoscia e la disperazione: L'ho tradito... perch ho scoperto i suoi reali intenti....
Il padre sollev una mano, ma fu un movimento stanco, quasi spossato. Non mi interessano le sciocchezze con cui l'Erede e l'Insorta ti hanno rovinata....
Non sono sciocchezze!.
Certo che lo sono... ma ormai tu sei perduta, povera figlia mia. Una lacrima gli scendeva gi per la guancia. Non appena siamo stati informati del tuo tradimento, tua madre ed io siamo morti. Scoprire che nostra figlia era diventata una..., rabbrivid, ribelle era qualcosa che non potevamo concepire nemmeno nei nostri incubi peggiori.
Pap, ti prego....
Il nostro amore per te era immenso... e tu l'hai ricambiato con la pi grande slealt.
Ti prego, lasciami spiegare....
Non c' niente da spiegare, ribad l'uomo, con voce se possibile ancora pi atona. Anche noi siamo stati brutalmente evocati dall'Erede, qualche giorno fa, davanti al centro di Hector. Ha minacciato di ucciderci tutti quanti... e noi speravamo davvero che lo facesse. Perch continuare a vivere, dopo che nostra figlia aveva rinnegato i nostri insegnamenti? Perch continuare a vivere, dopo che Morpheus era stato assassinato?. Prese a massaggiarsi le tempie con le punte delle dita, come se fosse preda di una violenta emicrania. Attraverso l'infida bocca dell'Erede - quell'ignobile e crudele massacratore - abbiamo scoperto che la tua morte era avvenuta per mano di Morpheus: un grande onore, in verit....
Leila era sconvolta, non riusciva pi a ragionare: si aspettava una severa predica, ma non certo di essere accolta in quel modo terrificante.
L'uomo sospir. Avanz verso la figlia e l'abbracci, sussurrandole poi all'orecchio: Uccidi l'Erede e noi ti perdoneremo.
... ...
Bryan vide la porta di casa aprirsi e Leila uscire di corsa, sconvolta. Balz in avanti e in un attimo le fu accanto, cingendole la vita e domandandole: Che cosa  successo?.
La ragazza scosse la testa, singhiozzando. Mi odiano.... Sollev lo sguardo e fiss Bryan fra le lacrime. Mi perdoneranno solo se vendicher Morpheus... uccidendoti.
Sono spaventati e confusi adesso..., borbott il ragazzo, sentendosi fremere di rabbia e pensando intanto: Come osano comportarsi cos con lei pur sapendo che  stata uccisa dal loro capo?. Vedrai che non appena....
No, no, no, farfugli Leila e appoggi la testa contro il suo petto. Ho tradito la loro fiducia, non avr una seconda possibilit. Andiamocene via subito, per favore.
Posso entrare io per cercare di farli ragionare....
No!, esclam Leila, irrigidendosi. Non entrare: andiamocene via. Andiamo a casa tua.
D'accordo, tesoro. Bryan fece un cenno a Kyl e al Tramite, che si avvicinarono e sollevarono le mani. Viviana sar felice di vederci....
Formarono un cerchio e in un secondo la realt svan intorno a loro, per poi tornare gradualmente a formarsi. Si erano teletrasportati nel giardinetto davanti alla casa di Bryan. Il ragazzo aveva sterminato un intero popolo e l'aveva resuscitato, era sceso negli inferi ed era tornato nel mondo dei vivi; ma il buon vecchio dondolo era ancora al proprio posto.
Bryan, tenendo Leila per mano, si avvicin alla porta d'ingresso sentendosi i piedi di piombo: temeva che sua madre, fissandolo negli occhi, avrebbe visto tutto il male che lui aveva causato.
Noi aspettiamo qua, disse Kyl.
Bryan si volse verso di lui e annu. Il tempo di salutare mia madre e vi invitiamo ad entrare. Raggiunse l'uscio e suon il campanello: udire quel suono familiare lo mise a disagio, poich sapeva che nulla poteva tornare come prima; non dopo tutto quello che aveva fatto. Da quando si era liberato dal fardello del Talismano si sentiva molto pi leggero, come se gettandolo via avesse rifiutato anche gran parte delle sue colpe, ciononostante...
La porta si apr e un sorriso affior sulle labbra del ragazzo: voleva mostrarsi rassicurante. Ciao, mamma..., inizi a dire, stringendo un po' il braccio con cui cingeva la vita di Leila.
Ma non c'era Viviana dietro la porta.
Un bagliore attravers la penombra dell'uscio e troppo tardi Bryan si accorse che si trattava di un'enorme spada. La lama puntava al ventre di Leila. Il ragazzo concentr parte dei propri poteri psichici per spingerla via e parte per bloccare l'arma, ma fall.
La lama affond nella pancia di Leila, sbucando dall'altra parte.
Bryan ud un grido atroce che gli sarebbe rimasto impresso nella memoria pi delle sue urla dovute ai supplizi infernali e fu raggiunto dagli schizzi di sangue. Poi vide un piede colossale emergere dall'ombra dietro l'uscio e abbattersi sul suo petto, scaraventandolo via.
Ebbe l'impressione di trovarsi in un sogno: tutto si muoveva al rallentatore. Kyl pareva sospeso a mezz'aria dopo aver spiccato un salto, aveva entrambi i palmi luminescenti e la sua espressione era distorta dal pi profondo orrore. Leila era ancora in piedi davanti all'uscio, con la spada che l'aveva quasi tagliata in due appena sopra il bacino.
Era sceso negli inferi per lei. Per salvarla. E ora...
Una figura gigantesca, bardata dalla testa ai piedi, era emersa dall'ingresso. Sfil brutalmente la spada dal corpo di Leila, lacerandole anche il fianco, e la ragazza croll a terra.
Questo  per aver ucciso il mio amato Zero, per avermi resa vedova!, grid una voce metallica proveniente dall'interno del grande casco. Questo  per te, Erede!.
Bryan si risollev e il suo sguardo cadde sul corpo di Leila, immerso in una pozza di sangue. NOOO!, rugg, mentre la Gigantessa con un balzo superava la staccionata e atterrava in strada. NOOO!.
Aveva sfidato Dio e il Diavolo per salvarla. E ora...
NOOO!, continuava a gridare, intanto che tutto il sangue gli andava alla testa. LEILA! LEILAAA....
Per lei era impazzito e per lei era rinsavito. E ora...
Mosse un passo verso le spoglie amate, su cui Kyl si era gi chinato, e prov un lacerante senso di repulsione: no, non poteva essere. Si volse e si gett all'inseguimento della Gigantessa: le avrebbe strappato il cuore dal petto con le proprie mani.
L'assassina distava gi un centinaio di metri, ma Bryan si smaterializz e fluttuando la raggiunse senza difficolt. Le pass attraverso e le si par davanti. Una piccola parte della sua mente gli ricord che si trattava di una potente creatura, ma lui non le diede retta: voleva soltanto veder scorrere il suo sangue.
ASSASSINA!, strepit, avventandosi contro una delle sue enormi gambe. Io non volevo uccidere Zero...  lui che mi ha costretto a farlo!.
La spada saett verso di lui, ma Bryan colp l'impugnatura con un pugno incandescente e gliela fece volar via di mano. Poi schiv una ginocchiata portandosi di lato e si abbatt sulla rotula con entrambe le mani: nonostante le protezioni metalliche, la gamba si spezz e la Gigantessa emise un gemito di dolore.
Zero mi ha costretto a ucciderlo!, grid ancora Bryan. Si smaterializz (perdendo tutti i vestiti) e fluttu fino alla testa, aggrappandosi al collo e iniziando poi a bersagliare il casco di colpi. Io non volevo, non volevo, non volevo..., urlava e singhiozzava al tempo stesso.
Una mano enorme lo afferr e lo sbatt a terra, ma lui si smaterializz e affond nell'asfalto. Riemerse subito, tornando corporeo e avventandosi contro la gamba ancora sana. Ma tu hai ucciso la mia Leila, andava gemendo, dopo tutto quello che avevo fatto per salvarla! TU DEVI MORIRE....
Le spezz anche l'altro ginocchio e la Gigantessa croll sulla strada, pur continuando a mulinare dei tremendi pugni. Bryan, per, li schivava tutti quanti nonostante avesse lo sguardo appannato dalle lacrime. Riprese ad accanirsi contro il casco, che non resistette pi di una manciata di secondi prima di frantumarsi. Ora che la sua mente non era pi schermata, poteva esercitare su di lei tutte le proprie capacit psichiche.
MUORI!. La sollev a dieci metri d'altezza e la fece precipitare sull'asfalto, con ferocia; poi ancora e ancora. Con un guizzo della propria volont la spogli della sua armatura e la distese a terra. Le cammin sul ventre gigantesco e punt la mano contro il viso, ancora in parte coperto dai brandelli del casco. MUORI!.
Percep all'improvviso diversi occhi puntati su di s: si trattava dei vicini di casa che assistevano allibiti al combattimento. Bryan era in grado di percepire il loro terrore: otto persone, paralizzate dal panico, sbirciavano da dietro le tende delle finestre. Tenendo il palmo puntato contro la Gigantessa, il ragazzo raggiunse le loro menti e le fece crollare tutte quante addormentate.
Non che avesse paura che chiamassero la polizia... ma non voleva essere disturbato mentre strappava il cuore all'assassina di Leila. Della sua adorata Leila, che lui aveva penato cos tanto per sottrarre alle grinfie dell'Inferno!
Uccidimi, forza, disse la Gigantessa, la cui voce non era pi distorta dal casco. Uccidimi.
Bryan sogghign, senza smettere di lacrimare. Prima di ucciderti, voglio mostrarti come ho ammazzato Zero.... E cos fece, penetrando nella sua mente e trasmettendole le immagini finali del duello mortale.
Zero!, grid la Gigantessa. Zero, mio adorato, sto per raggiun..., la voce le si strozz in gola non appena Bryan abbatt un feroce pugno contro il suo enorme seno sinistro. Per raggiungerti.... Il secondo colpo le fece sputare un fiotto di sangue in faccia al ragazzo, che per non si ferm. Te... e il nostro bambino, concluse con l'ultimo respiro.
Bryan continu a colpirla, imbrattandosi di sangue le mani, le braccia e il viso, finch non tocc le costole con le nocche: a quel punto del gigantesco seno non rimaneva che qualche brandello di carne.
Muori!, grid, bench una parte della sua mente sapesse che l'aveva gi uccisa.
Tese una mano e la infil di piatto fra le costole, poi pieg le dita e stratton indietro il braccio: la cassa toracica si squarci proprio all'altezza del cuore... Bryan avvolse il grande organo con entrambi i palmi e gli parve di sentirlo ancora pulsare. Emise un grido selvaggio che avrebbero udito persino nei paesi confinanti e lo strapp, sollevandolo sopra la propria testa.
Rimase per diversi secondi immobile in quella posizione, ritto sul cadavere della Gigantessa e con il suo cuore stretto fra le mani che gli sanguinava in testa.
Morpheus aveva ucciso Leila; Bryan aveva ucciso Morpheus, poi aveva sacrificato il Talismano per riportare Leila in vita. La Gigantessa aveva ucciso Leila; Bryan aveva ucciso la Gigantessa, ma ora non c'era pi nessun Talismano da sacrificare...
Emise un altro urlo disumano e strinse il grandissimo cuore fra le dita finch non esplose, schizzando sangue ovunque. Scese dal cadavere e si avvicin alla testa. Rimosse gli ultimi resti del casco e rabbrivid osservando l'espressione del suo viso.
Sorrideva quasi serenamente: sapeva che lui l'avrebbe uccisa... ed era proprio quello che voleva.
... ...
Il Demonio lo scrutava. E attendeva di poter riscuotere la sua anima.
... ...
Bryan, nudo e completamente ricoperto di sangue, cammin adagio fino alla propria casa. Si sentiva svuotato: la rabbia se n'era andata e il dolore pulsava in modo sordo.
Kyl veniva verso di lui correndo e sbracciandosi per attirare la sua attenzione. Apriva e chiudeva la bocca come se stesse parlando, ma Bryan non udiva altro che un gorgoglio sanguinolento; e poco gli importava. Quando l'amico lo raggiunse e lo scosse per le spalle, recep alcuni frammenti della sua frase: Leila... sangue... energia... viva....
L'ultima parola s'insinu come un martello pneumatico nella sua mente, facendo crollare tutto il resto: Vi-va?, balbett. Leila... viva?
S!, esclam Kyl, iniziando a trascinarlo in avanti. Abbiamo arrestato l'emorragia, ma ci serve anche la tua energia. Imprec rischiando d'inciamparsi. Sbrigati!.
Bryan vide Leila sdraiata sul terreno accanto al Tramite: il suo petto si muoveva in modo appena percettibile... ma si muoveva!
Il ragazzo invoc il suo nome e si proiett verso di lei, avvicinando poi i palmi al ventre dilaniato e iniziando a donarle la propria energia. Respirava, era viva... ma non certo per merito suo.
Se non ci fossero stati i due ribelli, sarebbe senz'altro morta. Spinto dal desiderio della vendetta, lui si era messo alle calcagna della Gigantessa; invece sarebbe dovuto rimanere accanto a Leila.
L'aveva abbandonata per correre dietro alla vendetta.
Sperava di essersi purificato negli inferi, liberandosi del - e dal - Talismano, invece aveva appena dimostrato di essere un mostro stupido e sanguinario indipendentemente dalla pietra.
Basta cos, Bryan, mormor Kyl, appoggiandogli con delicatezza una mano sulla spalla. Le hai donato energia a sufficienza:  meglio non esagerare....
Hai ragione..., assent, stringendo i pugni e interrompendo il flusso di energia. Lo squarcio si era ormai rimarginato e il respiro di Leila era lento e regolare. Meglio non esagerare, meglio non esagerare.... Si volse a guardare Kyl e inizi a dire: Se non fosse stato per te..., poi scoppi a piangere. Sono un mostro... e sono destinato all'Inferno.
L'importante  che Leila sia viva.
Bryan osserv per qualche secondo Kyl: era rimasto accanto a Leila, mentre lui era corso via per placare la sua sete di sangue. Forse dovrei andarmene via per sempre, lasciando che sia lui a occuparsi di lei.... Ma appena torn a guardare la ragazza fu come se non avesse mai formulato un simile pensiero: avrebbe vissuto ogni giorno terreno che lo separava dalla dannazione eterna insieme a lei.
Kyl disse al Tramite di fare un rapido giro nel vicinato per dare una ripulita alle memorie, poi aggiunse: E dopo ti aiuto a far sparire il cadavere dalla strada. Si rivolse quindi all'amico: Portiamo Leila dentro e stendiamola su un letto. Lasciamo che si riposi.
Fu allora che Bryan ripens a sua madre: gli era del tutto uscita di mente da quando Leila era stata trafitta. Un'orribile angoscia gli invase il petto mentre si scapicollava attraverso l'uscio.
C'era una sagoma distesa scompostamente a met dell'ingresso. Il ragazzo croll sulle ginocchia e url: era impossibile non riconoscere la matassa di capelli rossi che le avvolgeva la testa.
Si avvicin gattonando e rischiando di scivolare sul sangue che circondava il corpo. Con una mano tremante le tocc la testa e fece per girarla, per guardarla un'ultima volta in viso, invece il cranio gli rotol via dalle mani.
Era stata decapitata. Bryan si sent invadere da una furia omicida, ma poi si ricord che aveva gi vendicato Leila. Non poteva vendicare anche sua madre. Se avesse avuto ancora il Talismano, avrebbe resuscitato la Gigantessa soltanto per ucciderla di nuovo.
Mamma, mamma..., biascic fra i singhiozzi, con la voce impastata dalle lacrime. Mamma, tu sei morta per colpa mia... Se io non avessi ucciso Zero...  colpa mia, tutta colpa mia... Avrei dovuto nasconderti in un posto sicuro, nel castello di Eos, nel Rifugio... Avrei dovuto proteggerti, invece ti ho lasciata qui.
Quando Kyl entr in casa e i loro sguardi s'incrociarono, Bryan aveva la testa di sua madre stretta al petto e, piangendo disperatamente, la cullava.
...
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EPILOGO.
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Il vecchio tacque e sospir.
I suoi nipoti lo fissavano con aria affranta. Povero Bryan, singhiozz una ragazza, non gliene va mai bene una....
Per fortuna Leila non  morta... perlomeno, comment Davide, che aveva contribuito al sospiro collettivo quando il nonno aveva svelato che la ragazza era ancora viva, nonostante il colpo mortale della Gigantessa. Perch ormai, senza il Talismano, Bryan non  pi in grado di riportare in vita nessuno. Giusto?
Giusto, assent il vecchio.
Fossi in Bryan, prosegu Davide, mi ritirerei - insieme a Leila, ovviamente - in un luogo sicuro e isolato.
Il vecchio annu. Cos fece il nostro Erede, infatti. Toss e si lisci la lunga barba con una mano. Decise di andare a chiedere ospitalit a Eos. Leila, quando si risvegli, fu d'accordo. Non trascorse molto tempo che si trovarono davanti al castello dell'Uomo Senza Tempo. Lui li accolse aprendo personalmente il portone e li prevenne dicendo: So gi tutto, siate i benvenuti, miei cari: la vostra stanza  stata approntata. Leila fu la prima a varcare la soglia, poi Eos appoggi una mano sulla spalla di Bryan. Sono addolorato per il tuo lutto, sospir, figliolo.
...
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...
FINE.